James A. Michener.
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Hawaii.
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Parte 7.
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Titolo originale: HAWAII.
Traduzione di: MARIA GALLONE.
1960. Rizzoli Editore, Milano.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Indice di questa parte.
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DAL MARE INTERNO. (dal Capitolo 11 a Fine)
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Fine indice.
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DAL MARE INTERNO.
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Capitolo 11.
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Nei lontani anni intorno al 1880, allorch la venditrice ambulante cinese di legumi e di frutta Nyuk Tsin si era fitta in
capo di dare un'istruzione ai suoi cinque figli e di mandare almeno uno di loro sino a Michigan per studiarvi legge, Honolulu era rimasta stupita della sua tenacia e della inflessibilit con cui aveva costretto gli altri quattro a sgobbare per mantenere il quinto agli studi. Lo spettacolo che stavano ora per offrire le famiglie giapponesi in fatto di amore per il sapere doveva per fare impallidire tutti gli eroici sforzi dei cinesi. Tra i giapponesi pi fermamente risoluti a dare un'istruzione completa ad ognuno dei propri cinque figli v'era Kamejiro Sakagawa, pulitore di cessi e senza il becco d'un quattrino: dovevano essere dodici anni di scuola pubblica, quattro all'universit locale, pi altri quattro di specializzazione sul continente. In qualsiasi altra nazione della terra un desiderio del genere sarebbe stato giudicato folle, ma va a gloria dell'America e in particolare delle Hawai che un sogno simile da parte di uno spazzalatrine fosse realizzabile con un minimo di coraggio.
Tutte le mattine i cinque bambini Sakagawa lasciavano la loro casa di Kakaako per recarsi a scuola, lavati e puliti, i capelli a zazzera pettinati con cura. Vi si recavano di buon passo perch la scuola era, per essi, un'avventura mirabile che ogni giorno serbava nuove sorprese, sebbene non riuscisse loro facile seguire le lezioni, impartite in inglese; a casa infatti la loro mamma ne conosceva appena poche parole e il loro pap parlava soltanto pidgin.
Ma nonostante queste difficolt di ordine linguistico i piccoli Sakagawa se la cavavano con onore, e persino i maestri, che in genere erano mal disposti verso i giapponesi, finirono con l'affezionarsi ai cinque giapponesini. La pi brillante era Reiko-san. Nei primi sei corsi fu quasi sempre la prima della classe, e quando gli insegnanti si dovevano allontanare per questo o quel motivo affidavano sempre
a lei la sorveglianza dei compagni. Reiko era una piccina adorabile, dagli occhi delicatamente a mandorla e dalla carnagione perfetta, che ispirava una simpatia irresistibile. Coccolata dai maestri, dichiar subito in casa che non appena si fosse laureata sarebbe divenuta a sua volta insegnante.
I maschi erano molto pi turbolenti, e nessun maestro dotato d'un briciolo di buonsenso avrebbe osato affidare a loro la responsabilit di una scolaresca. Erano diventati ben presto bravissimi nei giuochi di forza; in conformit infatti alla regola millenaria secondo cui tutto ci che giungeva nelle isole ne era subito modificato, si capiva che i quattro ragazzi Sakagawa erano destinati a diventare pi alti del loro genitore, con denti pi sani, spalle pi larghe, gambe pi dritte. Per erano infinitamente meno padroni della lingua inglese della loro sorellina, particolare questo, d'altronde, di cui erano orgogliosi, perch nelle scuole pubbliche di Honolulu gli allievi che parlavano troppo forbitamente erano presi in giro dai compagni. Per riuscire simpatici bisognava saper parlare il pidgin come un deficiente, e quel che pi premeva ai ragazzi Sakagawa era di essere bene accetti.
I successi di questa famiglia giapponese alla scuola americana sono da considerarsi tanto pi notevoli se si pensi che appena terminate le lezioni, e mentre i bambini haole correvano a casa a giocare, i cinque Sakagawa si mettevano in fila e si dirigevano a passo di marcia al tempio scintoista, dove il bonzo, che la domenica fungeva da celebrante, si presentava in chimono nero da pedagogo per dare inizio alle lezioni in lingua giapponese. Era costui un uomo severo, proclive alle punizioni corporali, orgoglioso della propria totale ignoranza di quella lingua corruttrice ch'era l'inglese, il quale si compiaceva di tiranneggiare quei piccoli cresciuti in terra straniera. Come potrete mai diventare giapponesi degni di rispetto se non imparate a sedere come si deve, accosciati?, tuonava. Sakagawa Goro!. E intanto la pesante ferula si abbatteva schioccando sulla schiena del ragazzo. Non ti agitare! Quando tornerai in patria e ti recherai in visita dagli amici ti piacerebbe essere messo alla berlina perch non hai imparato che non ci si deve dimenare cos?. E gi un altro colpo.
Il bonzo nutriva il pi profondo disprezzo per tutto ci ch'era americano, non tralasciando alcuna occasione per rammentare ai suoi pupilli che sarebbero rimasti in quel paese ostile soltanto per pochi anni, e quando descriveva il Giappone, gli occhi gli si appannavano e la voce assumeva un tono commosso, solenne.  una terra creata dagli di immortali!, li assicurava. In Giappone la gente non  ribalda come qui. In Giappone i figli rispettano i genitori.
In Giappone tutti sanno qual  il proprio posto, tutti rendono omaggio all'imperatore. Nessun uomo al mondo pu prevedere a quali vette giunger il Giappone. Insegnava sugli stessi testi ch'erano in uso a Tokio, valendosi delle stesse inflessioni, della stessa ferrea disciplina. Tutti i giorni per tre ore, mentre gli altri bambini correvano e saltavano sotto il sole, i piccoli Sakagawa, accosciati per terra davanti a lui, ricevevano ci ch'egli chiamava la loro vera istruzione.
Queste scuole di lingua giapponese erano molto avversate sull'arcipelago, e non v' dubbio che i bonzi vi insegnassero attenendosi a una forma mentis prettamente nazionalistica, scintoista e antiamericana, per in quegli anni nessun loro allievo ebbe mai che fare con la polizia. Tra i giapponesi la delinquenza era sconosciuta.
I genitori erano ciecamente ubbiditi, i maestri ciecamente rispettati. Nelle scuole giapponesi si insegnava e si metteva in atto una rettitudine esemplare, e gran parte dell'alto senso di respcnsabilit civica che distingueva la comunit giapponese adulta derivava da queste austere lezioni pomeridiane. Eppure potr sembrare strano, ma negli anni successivi quegli allievi rivelarono di non essere pi in grado di ricordare una sola parola o quasi delle assurdit politicoreligiose insegnate dai sacerdoti buddisti; pochissimi avvertirono il desiderio di ritornare in Giappone; per tutti mostrarono sempre il massimo rispetto per l'ordine e per la disciplina. Pareva quasi che la grande libert goduta nella scuola americana durante la prima parte della giornata proteggesse l'alunno dalle aberrazioni nazionalistiche del pomeriggio, cosicch gli allievi in genere, com'era il caso dei Sagakawa, assimilavano il meglio delle due scuole, restando immuni dal peggio di entrambe.
In quegli anni, per, l'educazione migliore e pi profonda i piccoli Sakagawa la ricevettero in casa. Nella baracchetta di Kakaako, che sarebbe stata angusta anche per una famiglia di tre persone soltanto, Yoriko li ammaestrava nelle rigide regole di pulizia che avevano insegnato a lei da bambina. Il pavimento doveva essere sempre pulitissimo; il cibo non doveva mai esser toccato con le mani, ma sempre e soltanto coi bastoncini; gli abiti dovevano venire sempre spazzolati e ripiegati con cura; e chi non si fosse fatto il bagno da capo a piedi almeno una volta al giorno era considerato un barbaro sporcaccione, inferiore persino a un cinese. I bambini per subivano ancor di pi l'influsso del padre, perch questi vedeva il mondo nettamente diviso in buoni e cattivi, e non esitava mai a scegliere a favore dei primi. Considerava bene onorare il proprio paese, morire eroicamente, rispettare i superiori, istruirsi. Conduceva un'esistenza integerrima, ligia a un codice che vietava severamente il furto, il giuoco d'azzardo, la maldicenza, la trascuratezza nel vestire. Bench severissimo, solo di rado picchiava i suoi bambini, contando piuttosto, per correggerli, sulla forza della persuasione. Amava le proprie creature come se fossero angeli misteriosi scesi dal cielo a vivere con lui per dono divino, e se a volte nella misera baracca scarseggiava il cibo non vi facevano mai difetto la tenerezza e l'amore.
Ai bambini piacevano giuochi senza capo n coda che i loro genitori non riuscivano a capire. Reiko-san snocciolava una serie di osservazioni che i suoi fratelli salutavano ogni volta con grandi clamori. Erano osservazioni di questo tipo: Che cos'ha detto il cappello all'attaccapanni? Tu sta' l: su una testa ci vado io. Che cos'ha detto il tappeto al pavimento? Tu non ti muovere: ti copro io!. O ancora: Che cos'ha detto l'alluce al pollicino? Non ti volgere a guardare indietro: bada per che sei inseguito da un calcagno.
Ai ragazzi naturalmente piacevano anche giuochi meno esoterici, soprattutto uno che consisteva in questo: Goro afferrava un fratello per un orecchio e gli domandava dolcemente: Ti serve ancora quest'orecchio?. Se il fratello gli rispondeva di no, Goro faceva finta di staccarglielo; se viceversa la risposta era affermativa glielo tirava energicamente urlando: E allora devo fartelo diventare pi lungo!. Il giuoco si concludeva di solito con un pugilato, come appunto era nelle speranze di Goro.
V'erano per due punti fondamentali sui quali i bambini
Sakagawa non ammettevano scherzi. Nessuno aveva il diritto di chiamarli "gialli. Quella parola era considerata dai giapponesi un'offesa intollerabile perch in America era usata costantemente in titoli di testa e in didascalie per designare omini dall'aria subdola e malvagia con enormi denti da cavallo.
Guai poi a chiamarli "occhi storti. Obiettavano: I nostri occhi non sono storti! Sembrano storti soltanto perch a noi manca la piega della palpebra. Su questo punto naturalmente avevano torto. Bench "storto non fosse l'aggettivo esatto, gli occhietti di Reiko-san erano deliziosamente a mandorla. Proprio lei era tornata a casa un giorno con un giuoco divertentissimo. Premendo due dita agli angoli degli occhi li aveva tirati pi in s mettendosi a canticchiare con voce nasale: Mia madre  giapponese!. Poi tirandoli in gi aveva declamato: E mio padre  cinese!. Infine, spostando gli indici al centro delle sopracciglia e i pollici sotto, aveva sgranato gli occhi urlando: Io per sono americana al cento per cento.
La prima volta che Kamejiro le aveva veduto fare quel giuoco l'aveva rimproverata rammentandole: La tua pi grande fortuna a questo mondo  di essere giapponese. Non riderne mai. Al tempo stesso per si era reso vagamente conto che i suoi cinque figliuoli si trovavano costantemente alle prese con valori contraddittori e contrastanti: mandava i ragazzi alle scuole americane perch potessero farsi strada nella vita secondo i metodi americani; ma li mandava anche alla scuola giapponese perch fossero pronti a un eventuale ritorno in Giappone. I bambini sentivano profondamente l'assurdit di questa antitesi, tanto che un giorno Goro, terminata la scuola americana, non si rec dal bonzo, ma torn direttamente a casa dicendo chiaro e tondo al padre:
Non voglio pi andare alla scuola giapponese.
E perch?, domand Kamejiro sforzandosi di restare calmo.
Perch non voglio essere giapponese. Voglio essere americano e basta.
Per un po' Kamejiro tenne le mani lungo i fianchi, ma non seppe resistere a lungo. Sollevato improvvisamente per la collottola il ragazzo, se lo cacci sotto un braccio e si precipit di corsa al tempio, dove dopo essersi inchinato rispettosamente al bonzo scaravent il figlio a terra dichiarando furibondo: Dice di non voler pi essere giapponese!. Quindi tornando a inchinarsi se ne and senz'aggiungere altro.
Il bonzo si alz con gesti lenti e allung una mano a prendere la ferula, poi chinatosi su Goro, che non si era mosso dal tatami, lo fustig senza piet. Quand'ebbe finito risal in cattedra, sempre lento e solenne, e grid con voce stridula: Sakagawa Goro, quali sono le leggi fondamentali dell'esistenza?.
L'amore per il proprio paese; l'amore per l'imperatore; il rispetto per i genitori.
Persino nel modo in cui erano pronunciati i loro nomi i bambini sentivano questo continuo contrasto che li spingeva senza posa in due direzioni opposte. Alla scuola americana Goro era chiamato Goro Sakagawa, in quella giapponese, Sakagawa Goro.
Qualche minuto dopo essere stato punito come si  detto, Goro approfitt di un attimo in cui il bonzo aveva girato la testa per bisbigliare a suo fratello Tadao: Io non torner mai in Giappone.
Chi ha parlato?, domand in tono imperioso il maestro.
Io, rispose Goro, perch per lui mentire era una cosa semplicemente impensabile.
E che cos'hai detto?.
Ho detto che quando sar grande non torner in Giappone.
Scuro in volto il prete torn a impugnare la ferula, e questa
volta la punizione corporale fu due volte pi lunga e pi dura della prima. Alla fine domand: E adesso tornerai in Giappone?.
No, rispose cocciuto Goro.
Quella sera il bonzo inform Kamejiro: Non possiamo tenere nella nostra scuola un ragazzo come questo.
Luned sar di ritorno, rispose Kamejiro inchinandosi disciplinatamente. Fidati di me, Sensei, sar di ritorno. Te lo prometto io.
Era un mercoled sera, e quando Goro, tutto lividi e ammaccature, fece per coricarsi suo padre lo prese per una mano dicendogli in tono pacato: Oh, no! Tu stasera non andrai a letto.
Ma io domattina devo andare a scuola!, protest Goro.
No. Tu a scuola non ci andrai pi perch stasera incomincerai a lavorare con me. Fece vestire il ragazzo di abiti pesanti e se lo port con s nei suoi giri di pulizia delle latrine. Alla vista del lavoro umiliante cui si sobbarcava suo padre, all'udire i lazzi degli ubriachi che si prendevano beffa di lui, Goro rimase allibito; ma Kamejiro, impassibile, taceva. Tirandosi appresso il figlio seguit a sbrigare le proprie faccende. I due rientrarono soltanto all'alba, e dopo essersi lavati e aver fatto colazione si coricarono mentre gli altri bambini andavano a scuola. La stessa scena si ripet il gioved, il venerd e il sabato notte. All'alba della domenica, mentre il sole dei tropici spuntava su Capo Diamante, Kamejiro disse al figlio: Cos devono lavorare quelli che non hanno istruzione. Sei disposto a chieder scusa al bonzo?.
S.
E a frequentare tutt'e due le scuole?.
S.
Il luned pomeriggio Kamejiro condusse Goro al tempio e stette sulla soglia ad ascoltare, mentre il ragazzo dichiarava alla presenza della scolaresca al completo: Chiedo scusa all'intiero Giappone di ci che ho detto mercoled scorso. Chiedo scusa a te, Sensei, del mio cattivo comportamento. Chiedo scusa a te, padre, di essermi mostrato un figlio ingrato.
E adesso sei disposto a tornare in Giappone?, gli domand il prete.
S, Sensei.
E allora siedi e riprendiamo le nostre lezioni. Dopo quella esperienza non si manifest pi tra i ragazzi Sakagawa alcun tentativo di ribellione.
V'era per una parte dell'istruzione dei suoi figli che Kamejiro non poteva affidare a nessun altro. Tutte le volte che si recava a
passeggio con loro era sempre all'erta e di tanto in tanto si afferrava con la mano destra il polso sinistro. Subito i ragazzi capivano.  quello l?, sussurravano con aria da cospiratori.
S, rispondeva Kamejiro in tono sommesso, colmo di orrore. A questo modo i piccoli Sakagawa impararono a individuare gli et, gli intoccabili, che nonostante tutte le precauzioni erano riusciti a infiltrarsi nelle Hawai. Yoriko ribadiva a Reiko-san il pericolo che incombeva su ogni donna: A Kakaako abitava una certa Itagaki. Senza saperlo, spos un et. Per sfuggire al disonore la sua famiglia dovette trasferirsi in un'altra isola.
Una famiglia rispettabile aveva per vari mezzi per difendersi dagli et, e Kamejiro rammentava spesso ai suoi ragazzi: Quando verr per voi il momento di metter su famiglia, io mi recher dall'agente investigativo, ed egli mi far sapere se la controparte sar un et o una donna o un uomo di Okinawa V'erano alle Hawai due agenti investigativi che si occupavano esclusivamente di questo, e poich tenevano schedari aggiornatissimi di tutti gli appartenenti alla comunit giapponese, pochi et e abitanti di Okinawa sfuggivano al controllo. I loro servigi erano costosi, ma poich permettevano ai futuri sposi di evitare il pericolo e la vergogna di una rovinosa mesaillance, la comunit in genere era ben felice di sobbarcarsi questo grave sacrifcio pecuniario.
Poi, quando Reiko-san stava per raggiungere l'et in cui le sarebbe toccato d'iscriversi a una scuola superiore, l'attenzione di suo padre si concentr su un problema pi urgente da risolvere.
I cittadini haole delle Hawai, giustamente preoccupati dell'abominevole inglese che si parlava nelle scuole, si riunirono per esigere che si istituisse in ciascuna isola almeno una scuola in cui tutti i bambini indistintamente potessero parlare un inglese passabile, e da questa richiesta nacque la cosiddetta scuola inglese standard. Per potervi essere ammesso un bambino doveva superare un esame orale e dimostrare di non essere corrotto dal pidgin per non contaminarne di conseguenza i compagni, i quali in genere aspiravano a passare dalla scuola standard a una universit del continente.
Il concetto fondamentale che animava detta scuola era pi che meritorio, perch nelle altre normalmente non esisteva standard di sorta, e sovente gli stessi maestri insegnavano in pidgin; per il modo in cui venivano selezionati gli studenti da ammettersi a questa scuola superiore si riduceva a uno dei sotterfugi pi vergognosi e disonesti che mai siano stati permessi nelle isole. I piantatori non tardarono a far capire che avrebbero messo all'ostracismo gli insegnanti i quali vi avessero lasciato entrare un numero eccessivo di alunni di discendenza orientale; cos le scuole standard diventarono automaticamente costosi istituti privati, dotati delle migliori attrezzature, al cui funzionamento concorrevano tutti i contribuenti indistintamente, ma che in realt erano riservati ai soli ragazzi haole. Era facile mettere in atto tale discriminazione perch gli insegnanti che interrogavano i candidati respingevano tutti coloro che dimostrassero di avere anche il pi lieve accento o che ignorassero la bench minima sfumatura di significato di una parola. L'esame degener in una indegna beffa perch gli insegnanti, sapendosi sotto la diretta sorveglianza dei piantatori, esaminavano ragazzi filippini e giapponesi la cui bocciatura era gi decisa prima ancora che i poveretti avessero aperto bocca. Naturalmente taluni figli di medici e di avvocati asiatici riuscivano a sgattaiolare attraverso queste fittissime maglie, ci perch si temeva che i contribuenti pi danarosi avessero a protestare; in genere, per, la scuola inglese standard si tramut in una nuova arma contro i lavoratori orientali, che con qualsiasi mezzo si voleva costringere a restare nelle piantagioni. Hoxworth Hale, divenuto membro del ministero dell'istruzione si compiaceva di far osservare: Non dobbiamo dare ai lavoratori un'educazione che sia al di sopra della loro condizione sociale.
A Honolulu la scuola standard, un istituto di prim'ordine, con splendidi campi sportivi, laboratori attrezzatissimi, insegnanti ottimi, era stata dedicata a Jefferson. I genitori giapponesi come Kamejiro seguirono con profonda ansiet i risultati delle prime prove di ammissione. Quasi nessun giapponese vi fu accolto, e Kamejiro cos ammon i suoi ragazzi: Vedete che cosa succede agli scolari pigri che non vogliono studiare? Nessuno dei vostri amici  stato accettato in quella bella scuola! Voi per vi entrerete per forza, perch d'ora innanzi vi far studiare il doppio di prima. Organizz dunque un programma ingegnoso in base al quale i suoi cinque bambini dovevano frequentare ogni domenica due diverse chiese cristiane per potervi ascoltare alcuni predicatori che parlavano in inglese puro. Tutte le volte, poi, che v'era una conferenza pubblica gratuita, Kamejiro vi assisteva con la prole al completo. Lui naturalmente non capiva un'acca, ma quando rientrava a casa faceva sedere i ragazzi in cerchio e li costringeva a ripetere cento volte quel che aveva detto l'oratore e con la sua stessa intonazione di voce. Ben presto Reiko-san e Goro diventarono due veri esperti di lingua inglese.
Intanto i ragazzi Sakagawa erano giunti all'apice della loro schizofrenia educativa. Alla scuola americana avevano imparato che tutti gli uomini sono uguali; per il padre seguitava a insegnar loro a stare in guardia dagli et e dalla gente di Okinawa. Alla scuola giapponese imparavano un giapponese formale e se commettevano errori erano picchiati; per la sera si esercitavano a parlare in inglese classico. I genitori, che pur non conoscevano quella lingua, pretendevano che tra loro i bambini conversassero in inglese. Vivevano insomma in un mondo caotico, pieno di contrasti, che offriva un unico rifugio sicuro: quando si trovavano con altri bambini come loro parlavano soltanto il gaio, sfrenato, libero pidgin
dell'infanzia, le cui sillabe sonore cantavano all'orecchio simili al murmure delle onde che si rincorrevano lungo la scogliera.
Quando Reiko-san comp i dodici anni (era divenuta frattanto una ragazzina longilinea dagli occhi stellanti) fu finalmente pronta per sostenere l'importantissimo esame d'ammissione al paradiso di Jefferson. I genitori la lavarono con pi cura del solito, le fecero indossare un abitino bianco tutto gale, le lustrarono le scarpe. Kamejiro avrebbe voluto accompagnarla, ma la bambina lo preg di lasciarla andare da sola. Arrivata per a Jefferson le dissero che doveva essere accompagnata dal padre. Torn allora indietro di corsa, e quando sua madre vide com'era accaldata la costrinse a farsi un secondo bagno. Finalmente, accompagnata da Kamejiro che la teneva per mano, ritorn a Jefferson, dove un insegnante esamin la sua pagella della scuola elementare e lesse mentalmente: Reiko Sakagawa. Profitto dieci. Condotta dieci. Conoscenza degli mi americani dieci. Inglese dieci. L'esaminatore sorrise e pass la pagella con un cenno di approvazione agli altri due membri della commissione. Uno di questi per aveva sotto gli occhi una nota informativa sulla piccola Sakagawa che diceva semplicemente: Padre, nettacessi.
Come passi le tue giornate?, domand il primo esaminatore.
Con voce dolce e limpida Reiko-san rispose scandendo le sillabe: Aiuto mia madre a lavare. La domenica vado in chiesa, e quando organizziamo una colazione al sacco aiuto i miei fratelli a vestirsi.
I tre insegnanti furono colpiti dalla precisione di pronuncia della bambina. Si trattava evidentemente di un'alunna che meritava nel modo pi assoluto di frequentare la miglior scuola della comunit.
Il primo insegnante stava per scrivere "Approvata, quando il terzo gli sussurr all'orecchio: Hai visto che cosa fa suo padre?.
Il maledetto foglio venne passato di mano in mano, tra numerosi tentennamenti di capo, quindi il primo insegnante scrisse: Respinta. Poi con un sorriso mellifluo spieg: Non possiamo accettarti a Jefferson, cara. Abbiamo avuto l'impressione che tu ti sia espressa con troppa sicurezza... come se recitassi a memoria.
La sentenza era senz'appello. Al padre che le domandava se fosse stata ammessa Reiko-san rispose con un cenno negativo del
capo, sforzandosi intanto disperatamente d'ingoiare le lacrime.
Ma perch?, proruppe Kamejiro con voce angosciata.
Mi hanno detto che parlavo troppo adagio.
Fu Kamejiro a scoppiare in pianto. Guard la bella scuola, e rendendosi conto del bene irrimediabilmente perduto mormor: Ma perch? Perch? Se a casa parli sempre che sembri una mitragliatrice! Perch oggi non hai fatto altrettanto?.
Perch ho cercato di non commettere errori, spieg Reiko-san.
Kamejiro, convinto che sua figlia si fosse fatta bocciare deliberatamente, sopraffatto dalla collera alz un braccio per picchiarla, ma vedendo che aveva gli occhi pieni di lacrime, anzich punirla si pieg su un ginocchio e l'abbracci consolandola: Non ti angustiare. Goro sar accettato di sicuro, e dato che  un maschio forse  meglio cos.
L'afferr quindi per la mano soggiungendo: Dobbiamo far presto. La manifestazione verso di cui si dirigeva con tanta fretta dimostrava sino a che punto fosse profonda la sua confusione mentale. Dopo aver cercato con tanto ardore di far accettare la figlia a Jefferson perch potesse diventare ancor pi americana, ora la portava a casa di corsa perch s'infilasse presto presto un chimono e si unisse ai fratelli per dimostrare di essere in perpetuo giapponese. Quel giorno infatti ricorreva il compleanno dell'imperatore, e per festeggiarlo degnamente la comunit si sarebbe riunita al completo nella scuola giapponese. A mano a mano che le varie famiglie entravano, i genitori s'inchinavano sino a terra davanti al ritratto dell'augusto personaggio, andando quindi a sedere accanto ai figli sul tatami, a gambe incrociate. Alle undici apparve il maestro, cinereo in volto, conscio dell'altissima responsabilit che incombeva sul suo capo in quel giorno solenne; subito un ex ufficiale dell'esercito imperiale si alz spiegando: Oggi in Giappone, se gli insegnanti cui spetta il compito di leggere il rescritto imperiale pronunciassero male una sola parola o s'inceppassero una sola volta, avrebbero l'obbligo morale di farsi karakiri. Ascoltiamo dunque nel massimo silenzio le immortali parole dell'imperatore Meiji sui doveri di un buon giapponese.
Scandendo lentissimamente ogni sillaba il maestro incominci la lettura. Nella vita giapponese il rescritto imperiale aveva una importanza che non  raffrontabile con alcun'altra manifestazione delle nazioni occidentali. Il rito era incominciato nel 1890, come una smplice esposizione di quella che avrebbe dovuto essere la linea di condotta etico-politica del Giappone, ma i giapponesi lo avevano trovato talmente bello che il rescritto era salito agli onori
dell'immortalit. Bambini e soldati dovevano impararlo a memoria, regolando la propria esistenza sui suoi precetti. Vi si insegnava l'amore della patria, la pi totale sottomissione al divino volere dell'imperatore, la pi cieca ubbidienza ad ogni autorit. In un linguaggio fiorito vi si imponeva una regola di vita durissima, e seguendola umilmente, fedelmente, il Giappone era divenuto una nazione imbattibile. Quando il maestro giunse al termine dell'ardua lettura, aveva la fronte imperlata di enormi gocce di sudore, e ogni intervenuto si sentiva, se possibile, ancor pi consacrato alla patria e pronto a sacrificare la propria vita a un cenno dell'imperatore.
L'ufficiale dell'esercito torn ad alzarsi ordinando: E ora mandiamo un saluto reverente al Giappone!. Subito tutti si prosternarono, l'animo pieno di nostalgia per la cara patria lontana.
Quindi la folla si rivers all'esterno, dov'era stata allestita un'arena e dove gi attendevano due giganti venuti apposta dal Giappone, coperti soltanto di un sottile perizoma. Dopo essere stati benedetti dal bonzo, si diressero ciascuno al proprio angolo, e prese varie manciate di sale lo sparsero sulla stuoia sulla quale fra poco si sarebbero affrontati. Kamejiro sussurr ai suoi ragazzi che seguivano attentissimi le varie fasi di quei preparativi: Gli haole dicono che noi giapponesi siamo nanerottoli: dovrebbero vedere questi due!. All'improvviso, fulmineamente, i due giganti si avventarono l'uno contro l'altro, gemendo e sbuffando, finch il primo mand
il secondo a sbattere sulle corde tra gli evviva della folla, che tosto scoppi in allegre risate non appena vide apparire sul quadrato due lavoratori delle piantagioni, i quali si apprestavano a iniziare il secondo incontro di lotta libera.
Nel pomeriggio giunsero a bordo di un'automobile nera alcuni funzionari del consolato, i quali cos informarono il pubblico: Avvenimenti minacciosi si stanno preparando in Asia. Ancora una volta pende su di noi il pericolo della Cina, n  possibile prevedere a quali drastiche misure sar costretto a ricorrere il nostro augusto imperatore. In questo giorno solenne dobbiamo dunque riconsacrare le nostre esistenze alla patria adorata. Seguirono altri lunghi discorsi sulle nere nubi che si addensavano sulla madrepatria, senza per che nessuno spiegasse con chiarezza l'entit e la vera natura del pericolo. Non manc tuttavia la solita colletta destinata ad aiutare l'imperatore in quell'ora suprema, colletta cui
i Sakagawa contribuirono col denaro che avevano messo da parte per acquistare un vestito nuovo per Reiko-san. La bambina ebbe nondimeno il privilegio d'introdurre lei stessa le monete nella cassetta, cosa che fece vibrando di patrio orgoglio.
La folla grem quindi la piazza centrale di Kakaako, dove
sotto un banyan alcuni gruppi eseguirono antiche danze
rtualistiche giapponesi. In questa parte dei festeggiamenti avevano una grande importanza i bambini, i quali avanzavano tra i danzatori con cadenze lente, studiate, facendo ondeggiare alla dolce brezza del crepuscolo i chimoni variopinti. Una vecchia che aveva imparato in giovent quelle danze in un villaggio distante migliaia di chilometri dalle Hawai, non seppe trattenere le lacrime nel vedere con quanta grazia si movesse Reiko-san nelle eleganti figure del ballo. Un'altra vecchia osserv: Chiss se si rende conto di essere cos bella? Non ho mai visto una carnagione tanto perfetta e occhi pi giapponesi!.
Kamejiro, nell'udire quel commento, arross e rispose: Noi stiamo allevando Reiko-san in modo che quando ritorner in Giappone tutti possano riconoscerla per una vera giapponese.
Ma lo  gi, replicarono le due donne.
Al termine dei festeggiamenti, nella famiglia Sakagawa torn la solita confusione. Kamejiro si affrett infatti ad ammonire i suoi ragazzi: Questo giorno sacro dovrebbe aiutarvi a capire meglio quanto sia importante per voi cercar di tornare al pi presto in Giappone. Poi, nello stesso tono e senza pause: Avete visto che Reiko-san non  riuscita a farsi ammettere a Jefferson? Guai a voi per se non ci riuscite. Cos nella piccola casa i cinque ragazzi ricominciarono a esercitarsi a parlare in perfetto inglese.
Sin dal suo primo anno di vita Jefferson si dimostr una scuola di primissimo ordine. Dotata di ottimi insegnanti e di ottime attrezzature, lasciava presagire che dalle sue aule sarebbero usciti giovani capaci, oltre che di parlare un inglese corretto, di affrontare con successo gli studi universitari sul continente. I piantatori incominciarono a domandarsi se per caso le scuole standard non fossero andate oltre il previsto. Hoxworth Hale osserv: Perbacco! Quasi  meglio Jefferson di Punahu! Nessuna scuola privata  mai riuscita a tanto!. Vi furono per proteste pi gravi. I lavoratori infatti si erano accorti che i loro figliuoli, per bravi che fossero, non sarebbero mai stati ammessi in quella scuola, e sindacalisti radicali si affrettarono a soffiare sul fuoco argomentando: Noi paghiamo le tasse per finanziare scuole che accolgono allievi i quali non ne hanno affatto bisogno. Quelle scuole dovrebbero essere frequentate esclusivamente dai nostri figli. In tal modo sparirebbero le discriminazioni razziali che attualmente dividono la comunit hawaiana.
Talvolta, la sera, Kamejiro, nell'ascoltare Reiko-san che faceva ripassare le lezioni ai fratellini, beninteso in inglese, non sapeva trattenersi dal riflettere: "Tutti qui alle Hawai stanno meglio di noi giapponesi. Se penso a quei maledetti Ki, per esempio!... Hanno un sacco di negozi e i loro figliuoli frequentano Punahu. Ah, quando i cinesi sono venuti alle Hawai, le cose erano molto pi facili....
Ben presto tocc a Goro di tentare la propria sorte a Jefferson, e al pari della sorella si present a una commissione di tre insegnanti esibendo una pagella piuttosto notevole: Profitto dieci. Condotta nove. Conoscenza degli usi americani dieci. Inglese dieci. L'allievo Goro Sakagawa possiede una spiccata disposizione per la storia. L'esame ebbe inizio, e il ragazzo, in ottimo inglese, parl della guerra di Secessione americana.
Sembrava che dovessero ammetterlo, quando uno degli esaminatori, per far cadere il candidato, ricorse a uno stratagemma che aveva gi trovato efficace in un caso analogo. Prese lentamente un foglio di carta e lo lacer a met, domandando quindi:
Che cos'ho fatto di questo foglio?.
Lo ha spezzato, rispose pronto Goro.
L'esaminatore torn a lacerare il foglio e chiese per la seconda volta: E adesso che cos'ho fatto?.
Lo ha spezzato di nuovo, disse il ragazzo.
Ci dispiace, sentenzi il presidente della commissione. L'insegnante ha "lacerato il foglio. La parola esatta era "lacerare. E Goro fu respinto.
Suo padre non riusciva a capacitarsene, e quando Goro gli ebbe spiegato di aver usato il verbo "spezzare anzich "lacerare, Kamejiro, il quale non aveva mai udito nessuno dei due verbi, s'inviper al pensiero che suo figlio non avesse saputo adoperare la parola giusta, e incominci a picchiarlo gridando: Quante volte t'ho avvertito che non dovevi dire "spezzato? Sei proprio uno stupido!. E seguit a picchiarlo per un pezzo senza rendersi conto che se non fosse stata quella parola sarebbe stata un'altra, perch i figli dei giapponesi che facevano i nettacessi potevano abbandonare ogni speranza di entrare a Jefferson.


Capitolo 12.

Nel 1936 Kamejiro Sakagawa si trov a dover affrontare una gravissima decisione, ben sapendo che altrimenti il suo grandioso sogno di educare i cinque figliuoli, portandoli dall'asilo infantile all'universit, non si sarebbe mai avverato. Per quanto faticasse e sgobbasse, la famiglia non aveva neppure il denaro necessario per tirare avanti. Bisognava dunque che almeno un ragazzo lasciasse la scuola e si mettesse a lavorare. La discussione
di questo problema tenne svegli i Sakagawa per molte notti.
La colpa non era di Kamejiro. Avrebbe potuto benissimo mantenere i quattro maschi alla scuola media e permettere al tempo stesso a Reiko-san d'iniziare gli studi universitari, se dalla Cina non fossero giunte notizie sempre peggiori. Ora il bonzo, ora i funzionari consolari, informavano la comunit giapponese che l'imperatore si trovava di fronte alla pi grave svolta della storia patria. Quell'uomo santo, declamava il prete, cerca invano di dormire la notte sotto il peso di tutto il Giappone che gli grava sulle spalle. Il meno che voi possiate fare  di aiutare le nostre truppe nella loro marcia vittoriosa attraverso la Cina. Gli eserciti giapponesi erano sempre sul punto di ghermire la vittoria finale, ed effettivamente tutte le settimane occupavano nuove provincie; per si sarebbe detto che in realt le forze giapponesi non arrivassero mai a destinazione, e nell'agosto di quell'anno un funzionario consolare dichiar seccamente: Mi servono cinquantamila dollari per contribuire alla salvezza dell'esercito nipponico.
I Sakagawa snocciolarono settanta di quei cinquantamila dollari e la sera stessa Kamejiro dichiar senza preamboli alla famiglia riunita: Reiko-san non pu andare all'universit. La bellissima ragazza, che a McKinley era presidentessa del club femminile e studente d'onore, seguit a restare compostamente seduta con le mani in grembo. Da sottomessa figlia giapponese tacque, ma Goro protest:
Deve andare all'universit, invece!  la pi brava di tutti noi; poi quando sar diventata insegnante ci aiuter a continuare a nostra volta gli studi.
Il destino delle ragazze  di sposarsi, obiett pacatamente Kamejiro, cos la loro istruzione va perduta.
Potrebbe promettere di non sposarsi, propose Goro.
Quel che conta  istruire i maschi, insistette Kamejiro, anche se tu e Tadao siete stati tanto stupidi da non riuscire a farvi ammettere a Jefferson. Ma perch non riuscite a imparare l'inglese come si deve?, schium il giapponese.
Scusa, pap, lo interruppe con dolcezza Reiko, ma  risaputo che nelle buone scuole entrano soltanto i figli dei piantatori.
Sul serio?, domand Kamejiro volgendosi di scatto a guardare la figlia, come se quell'eventualit gli colpisse la mente per la prima volta.
Si capisce, replic calma Reiko-san. A Jefferson non entreranno neppure Minoru e Scigeo.
Il McKinley va benissimo, sbuff Goro scattando in difesa della sua scuola, dove orientali, portoghesi e haole poveri si pigiavano come in una conigliera. Era una scuola confortevole, simpatica, raffazzonata alla carlona, dove il pidgin era usato correntemente anche dagli insegnanti e dove si diplomavano molti futuri capi politici delle isole, anche se non era frequentata dai figli di nessun magnate. Se un ragazzo al McKinley rischiava di avere la mascella rotta perch parlava un inglese corretto, riusciva per anche a ottenere una buona istruzione, grazie ad alcuni insegnanti particolarmente consci della loro missione.
Lasciamo perdere il McKinley, per ora, ribatt Kamejiro, e pensiamo piuttosto a dare a Reiko-san un impiego che sia il pi possibile redditizio!.
Falla lavorare per tre anni, finch non potremo impiegarci Tadao e io, propose Goro. Poi potr proseguire per l'universit.
No, replic inflessibile Kamejiro; mi sono accorto che quando si smette di studiare non si riprende pi. Reiko-san deve incominciar a lavorare subito, e non pensare pi agli studi.
A questo punto la ragazzina si mise a piangere, e i suoi fratelli se ne accorsero dall'involontario sussultare delle spalle. Goro, ch'era un pezzo di ragazzo molto pi alto del padre, le si avvicin e abbracciandola le disse in inglese: Pap ha ragione. Ti sposerai di sicuro. Una bella ragazza come te....
Qui si parla in giapponese!, lo apostrof Kamejiro. Siedi. Sicch, che tipo d'impiego si sceglie?.
Potrei fare la dattilografa, propose Reiko.
Le dattilografe giapponesi guadagnano una miseria, ribatt Kamejiro.
Perch non la fai lavorare da un medico?, intervenne Tadao. Era un ragazzo snello e scattante, pi alto di Goro ma meno robusto.  un impiego che rende bene.
Per fare l'assistente di un medico bisogna aver pratica e noi non abbiamo soldi, rispose Kamejiro. Fece una pausa, non osando esporre apertamente ci che gli frullava in testa. Alla fine inghiottendo saliva incominci: Parlavo l'altro giorno con Iscii-san, e lui mi diceva....
Per favore, pap!, lo interruppero i ragazzi in coro. Non Iscii-san! Se ascolti quello....
Reiko rise. Iscii-san  un povero sciocco. Lo sanno tutti!.
La nostra famiglia ha un grosso debito nei riguardi di Iscii- san, dichiar Kamejiro con gran forza. Ripeteva spesso quella frase, senza per mai spiegare ai figliuoli perch dovessero sentirsi in debito con quell'ometto buffo le cui idee diventavano di anno in anno sempre pi strambe. Dunque, tornando a noi, Iscii-san mi
ha fatto osservare che, per un giapponese, il sistema pi facile di fare un sacco di quattrini .... Ebbe una nuova pausa drammatica.
Rubare!, concluse Goro ridendo, in inglese. Suo padre intu che il ragazzo doveva aver pronunciato una parola irriverente, ma non sapendo che cosa avesse detto prefer far fnta di nulla.
Il denaro me lo prester Iscii-san, spieg Kamejiro in preda a una crescente eccitazione. Io aprir una botteguccia di barbiere in Hotel Street, e tutto il servizio verr svolto da ragazze.
Lentamente i quattro fratelli si volsero a guardare inorriditi la loro graziosa sorellina, la quale era rimasta seduta in disparte a fissare la madre intenta a lavare del riso. Bench tacesse era divenuta pallidissima, rendendosi conto che il suo destino non l'avrebbe portata n all'universit n alla professione d'infermiera o di stenografa, bens a quella di barbiera. Sapeva che esisteva gi in Hotel Street un altro negozio in cui lavoravano esclusivamente donne, dove gli uomini accorrevano in massa riempiendo le tasche del proprietario e anche quelle delle commesse. Ma che ragazze sono?, riflett amaramente Reiko. "Non hanno neppure finito la quinta elementare".
Ho chiesto dunque a Sakai-san se avrebbe permesso a sua figlia Cizuko di venir a lavorare per me, prosegu Kamejiro raggiante di speranza, . e mi ha risposto di s, purch gliela tenga d'occhio impedendole di familiarizzare coi clienti. Lavorer con noi anche Rumiko Hasegawa, perci con tre lavoranti e con me che terr pulito il negozio e lustrer le scarpe dovremmo cavarcela bene.
Inaspettatamente Goro butt le braccia sul tavolo scoppiando a piangere, e quando suo padre gli chiese: Be', che c', adesso?, il ragazzo mormor tra le lacrime: Non  giusto! Reiko-san  la migliore di tutti noi.
In tal caso sar ben felice di aiutare i suoi fratelli a istruirsi, ribatt calmo Kamejiro.
Per la prima volta intervenne nella discussione Yoriko, che senza smettere di accudire alla cena osserv: Ogni donna giapponese ha il dovere di aiutare la propria famiglia. Anch'io ho aiutato la mia quand'ero giovane, e questo mi ha reso una moglie migliore. Se Reiko-san lavorer sodo e si guadagner da vivere sapr spendere meglio in avvenire il denaro che le dar suo marito.  il suo dovere.
Ma la barbiera!, esclam Goro tra i singhiozzi.
Come barbiera guadagner di pi, ribatt sua madre.
Goro torn ad abbracciare la sorella, mentre grosse lacrime gli
rigavano le guance, dicendole concitatamente in inglese: Quando sar avvocato e guadagner tanti soldi li dar tutti a te. Improvvisamente scoppi a piangere anche Tadao, tosto imitato dai due fratellini minori, i quali sapevano quanto Reiko avesse sognato di diventare insegnante. Quella vista fu troppo dolorosa per Kamejiro, cui gi era toccato il compito crudele di calpestare i sogni della figlia, e anch'egli si mise a singhiozzare.
La sola a rimanere a ciglio asciutto fu Yoriko.  il suo dovere, ripet. Quando per vide i begli occhi di Reiko velati di lacrime non seppe pi nascondere a se stessa che il dovere  sovente un sacrificio troppo duro a sopportarsi, e strettasi al petto Reiko pianse a sua volta.
La bottega di barbiere di Kamejiro Sakagawa ottenne un successo senza precedenti. Venne aperta proprio mentre incominciavano a sorgere alle Hawai le prime basi militari americane, cosicch tutti i marinai di Pearl Harbour e i soldati della caserma di Schofield si riversavano in Hotel Street per farsi tatuare da artisti locali e radere da barbieri in gonnella. Ma la ragione principale degli ottimi affari di Kamejiro consisteva nell'impareggiabile bellezza delle tre giapponesine che fungevano da barbiere. A volte i clienti, pur di ammirare le ragazze, entravano a farsi radere o tagliare i capelli anche quando non ne avevano alcun bisogno, e non tard molto che pi d'uno incominci a chieder loro appuntamenti.
A questo punto entrava di scena Kamejiro. Sin dal primo giorno aveva insegnato alle commesse a minacciare con le forbici i clienti troppo audaci e aveva pure spiegato che uno dei sistemi migliori per mettere a posto gli spasimanti importuni consisteva nel cacciargli un asciugamano caldissimo sulla faccia nel momento in cui si accingevano a fare proposte troppo spinte. Le esortava pure a scoraggiare i dongiovanni pervicaci tagliuzzandoli leggermente col rasoio, specie sul lobo dell'orecchio dove il sangue sgorga pi abbondante, ma questo trucco otteneva spesso il risultato contrario perch le ragazze, pentite del loro gesto, si chinavano con tanta grazia sul cliente infortunato a tamponare la piccola ferita chiedendogli con voce dolcissima: iFa molto male?, che i clienti affluivano pi numerosi che mai.
Ogni sera, all'ora di chiusura, una vera fila di uomini aspettava le ragazze davanti al negozio, ma Kamejiro non le lasciava mai rincasare sole e si preoccupava di riportarle personalmente a casa una per una. La comunit giapponese era stupita dell'efficienza di Kamejiro come barbiere, e tutti erano concordi nejl'affermare che Reiko-san si comportava nella nuova professione con la stessa competenza che aveva sempre dimostrato in ogni precedente attivit.
Finch nel 1938, quando Goro frequentava l'ultimo anno al McKinley, si abbatt sulla famiglia Sakagawa una vera bomba, un avvenimento tanto inatteso che tutti i suoi membri ne rimasero senza fiato. Un pomeriggio, sul finire di luglio, tre haole correttamente vestiti in doppiopetto blu si presentarono alla casa di Kakaako domandando a Yoriko dove fosse Tadao.
Yoriko, che parlava qualche parola d'inglese, rispose: Tadao, lui non qui.
Quando lui venire casa?, chiese uno dei tre.
Me non sapere.
Stasera?.
Hontoni, hontoni!, replic Yoriko con grandi cenni del capo.
Gli dica di aspettarci, le ordinarono i tre, e se avessero sorriso, come avrebbero dovuto fare, l'ansia di casa Sakagawa sarebbe stata molto minore, ma poich rimasero a grinta dura. Yoriko fu assalita da un'angoscia terribile.
Quella sera tutti si affollarono intorno a Tadao, tempestandolo di domande per sapere che guaio avesse combinato, essendo convintissimi che i tre fossero poliziotti. Non si era mai dato il caso che haole in doppiopetto blu e colletto bianco inamidato si scomodassero per andar a trovare dei giapponesi per altri motivi, e a poco a poco l'animosit dei Sakagawa contro il primo di loro che si fosse cacciato nelle peste divenne incandescente. Reiko-san esclam con gli occhi che le fiammeggiavano: Tadao, si pu sapere che cos'hai fatto? Nel mio lavoro mi tocca vedere tutti i giorni dei buoni a nulla. Devo pensare che mio fratello  come quella marmaglia?.
Tadao!, grid Kamejiro pestando i pugni sul tavolo. Su! Parla!.
Poich il ragazzo taceva, Goro url a sua volta: Chiss che stupidaggine avrai commessa! Pensa, se ti pizzica la polizia hai finito di giocare al McKinley, e io mi vergogner di farmi vedere sul campo. Su, parla! Che cos'hai fatto?.
Tadao fissava spaventato tutti quei volti incolleriti. Sapeva di non aver fatto nulla, eppure tre uomini erano stati a cercarlo. Kamejiro, che aveva lottato con tutte le proprie energie perch i figli divenissero giapponesi onesti e lavoratori, nel costatare che i suoi sforzi erano stati vani si copr il volto, sopraffatto dal dolore e dalla vergogna.
In quella s'ud bussare alla porta. I Sakagawa si guardarono sgomenti. Kamejiro mormor al figlio incriminato: Tu non ti muovere di qui!. Non avrebbe mai permesso che un membro della sua famiglia fuggisse; poi, mordendosi le labbra, and ad aprire.
 lei il signor Sakagawa?, domand quello dei tre che pareva avere pi autorit. Io sono Hewlett Janders, questo  John Whipple Hoxworth, e quest'altro  Hoxworth Hale; buonasera.
I tre magnati delle Hawai entrarono nella stanzetta, e dopo un attimo d'impaccio risero allegramente nell'udire Reiko gridare in inglese:
Ragazzi, andate a prendere delle sedie!.
Grazie! Ne abbiamo proprio bisogno, esclam ridendo il pacioso Hewlett Janders. Signor Sakagawa, sa che ha una gran bella casa? Ho visto di rado fiori cos splendidi. Lei deve avere quel che si dice il pollice verde.
Goro tradusse rapidamente, e Kamejiro s'inchin dicendo: Spiegagli che mi piacciono i fiori.
Goro tradusse, scusandosi quindi: Pap si vergogna del suo inglese.
Tu invece lo conosci molto bene, a quanto pare, replic Hewlett. Sei tu Goro, vero?.
Sissignore.
I tre uomini lo guardarono con approvazione, e infine Hewlett osserv scherzando: Sei proprio tu quello che non possiamo soffrire.
Goro arross, mentre Reiko-san interveniva nella conversazione obiettando: Ma noi credevamo che voi foste venuti a cercare Tadao.
S, signorina, certo! Per  questo giovane farabutto che ci d del filo da torcere.
Segu un attimo di silenzio imbarazzato. I Sakagawa non capivano che cosa stesse accadendo e non riuscivano a indovinare quale piega avrebbe preso quello strano colloquio. Hoxworth Hale, il pi anziano e il pi serio dei tre, parl per primo cercando, come faceva sempre, di venir subito al sodo: Noi siamo qui in veste di rappresentanti ufficiosi di Punahu. Siamo stufi di vedere la nostra squadra battuta continuamente da atleti di prim'ordine come questo mascalzone di Goro. Giovanotto, tu hai davanti a te un avvenire fantastico: la pallacanestro, il baseball, ma soprattutto il calcio. Qualora tu avessi bisogno di un appoggio rivolgiti pure a me quando vuoi.
Ma allora non siete venuti per arrestare Tadao?, domand Reiko-san.
Ma neanche per sogno!, esclam Hale. Come! Vi avevamo dato quest'impressione, oggi?.
Mia madre non capisce..., incominci Reiko, ma la felicit le imped di proseguire. Si port una mano alla bocca per arrestarne il tremito, quindi con un braccio circond le spalle di Tadao.
Ma neanche per sogno!, ripet Hale. Anzi, signorina, per essere esatti abbiamo della sua famiglia un'opinione talmente alta che siamo venuti qui stasera per offrire a suo fratello Tadao una borsa di studi completa per Punahu, perch abbiamo
disperatamente bisogno di un mediano veloce come lui.
Nessuno parl. Yoriko e Kamejiro, che non capivano una parola, guardarono Goro in attesa che traducesse; prima per che il ragazzo potesse aprir bocca, Hewlett Janders lo prese sottobraccio dicendogli: Ci saresti servito anche tu, ma abbiamo pensato che sei ormai all'ultimo anno e non sarebbe giusto toglierti al McKinley. D'altronde i nostri attaccanti sono discreti. Per mi devi promettere una cosa: quando giocherai contro Punahu, non attaccare mai tuo fratello.
Se giocher per Punahu, lo demolir, replic Goro ridendo.
Sono due anni che non fai altro, esclam Janders dandogli un pizzicotto amichevole.
Per la prima volta Tadao apr bocca per domandare: Ma come potr pagarmi la frequenza a Punahu? Oltre alla retta, voglio dire?.
Ci resterai due anni senza spese di sorta, spieg Hale, e sin da oggi ti dar un impiego alla H & H nell'ufficio fatture. Inoltre, in forma esclusivamente privata, vorremmo offrirti cento dollari: venti subito, il resto pi tardi per vestiti e cose del genere.
John Whipple Hoxworth, ch'era un uomo dai riflessi prontissimi e di particolare sensibilit, soggiunse: Spiega a tuo padre che facciamo questo non solo perch sei una grande promessa come giocatore di calcio, ma perch sappiamo anche che sei un bravo ragazzo. In caso contrario non ti vorremmo mai a Punahu.
Hoxworth Hale osserv: Ti avverto che non avrai la vita troppo facile, figliuolo. Non ci sono molti giapponesi, a Punahu, e probabilmente ti sentirai isolato.
Reiko-san rispose per il fratello:  la migliore scuola dell'arcipelago, e poterla frequentare vale qualsiasi sacrificio.
 quel che pensiamo anche noi, replic Hale. Quindi i tre uomini strinsero solennemente la mano a Tadao, il nuovo allievo di Punahu.
Quando se ne furono andati, Kamejiro esplose. Insomma, si pu sapere che cosa volevano?, url rivolto a Goro.
Tadao  stato ammesso a Punahu, gli rispose il giovane, che per tacita intesa era l'interprete ufficiale della famiglia.
Punahu!. Quel nome veniva menzionato di rado in casa Sakagawa. Per i giapponesi era una scuola irreale, un paradiso haole, una terra proibita. Un ragazzo giapponese poteva con una certa speranza aspirare a Jefferson, e in quegli ultimi anni qualcuno era riuscito a entrarvi, ma Punahu!... Kamejiro, attonito, mormor: Ma chi ha chiesto di entrare a Punahu?.
Nessuno.  venuta la scuola a cercarlo perch ha buoni voti e sa giocare al calcio.
E come pagher?.
Lo hanno gi pagato, spieg Goro indicando il denaro che Tadao aveva ancora in mano.
A questo punto, mentre Kamejiro guardava stupito quei venti dollari, i Sakagawa riconobbero per la prima volta, apertamente e schiettamente, che forse i ragazzi non sarebbero pi tornati in Giappone, ora che Tadao era stato accolto a Punahu, una delle migliori scuole d'America, dove avrebbe avuto per compagni i figli delle migliori famiglie dell'arcipelago e da dove gli sarebbe stato estremamente facile proseguire per l'universit. Genitori e fratelli lo fissarono a lungo, comprendendo che da quel momento egli era perduto per sempre per la sua madrepatria: tanto pu la forza dell'istruzione...
I tre ex allievi di Punahu ch'erano stati a trovarlo quella sera avevano avvertito Tadao che nell'orgogliosa scuola avrebbe avuto probabilmente la vita difficile, senza tuttavia spiegare quali sarebbero state queste difficolt. Tadao doveva per scoprire ben presto che tali difficolt non gli sarebbero venute da Punahu, dove le sue prodezze calcistiche lo imposero subito al rispetto di tutti, bens da Kakaako, dove i compagni da un pezzo diffidavano di lui per la sua conoscenza troppo perfetta della lingua inglese. Ora fu apertamente stigmatizzato come un leccapiedi degli haole, e per ben sei volte, in settembre, squadrette del quartiere lo attesero al varco mentre rincasava dagli allenamenti per picchiarlo di santa ragione. T'insegneremo noi a fare il superbo!, lo ammonirono. Quando segn tre reti contro una squadra composta quasi esclusivamente di giapponesi, tornarono a bastonarlo pi forte di prima sbraitando: Venduto! Traditore! Chi credi di essere a giocare per Punahu?.
Tadao non pens mai a chiamare in aiuto il fratello maggiore. Era un castigo che doveva sorbirsi da solo. Impar a coprirsi la faccia con le mani per salvarsi i denti e apprese ben presto a fare un uso prezioso dei piedi e delle ginocchia. Alla met di ottobre quegli attacchi proditori cessarono, anche perch McKinley, grazie a Goro, era in piena forma.
Ora, bisogna sapere che il calcio a Honolulu rappresentava una delle pi stupefacenti aberrazioni del Pacifico. Poich cinesi, giapponesi e filippini andavano pazzi per gli sport, e dato che gli haole come i Janders, gli Hoxworth e gli Hale non riuscivano a dimenticare i loro giorni di gloria a Punahu, le isole avevano una vera mania per tutti i giuochi in genere; tanto che il modo migliore per vendere un giornale consisteva nel creare un'atmosfera sensazionale intorno a una partita di calcio o di pallacanestro. Non possedendo una squadra universitaria sulla quale concentrare il proprio interesse, la comunit ripiegava su quelle delle scuole medie. I radiocronisti descrivevano col fiato grosso come, poniamo, Akaiamu Kalanianaole si fosse lussato il piede destro, il che gli avrebbe impedito di giocare il sabato seguente per la Hewlett Hall. I quotidiani pubblicavano enormi fotografie di ragazzi quindicenni, sotto le quali spiccavano didascalie di questo tenore: La tigre Ciung si prepara ad avventarsi su Punahu. Adolescenti che avrebbero dovuto preoccuparsi soltanto di radici quadrate e di numeri decimali erano indotti a credersi altrettanti campioni, e tutta la pubblicit che nel continente si faceva intorno ad atleti professionisti, alle Hawai aveva per oggetto studenti di scuole secondarie. Cos non passava anno che non scoppiasse qualche scandalo, perch questi ingenui ragazzi si lasciavano corrompere facilmente. Allora i giornali pubblicavano lunghi articoli per lamentare la mancanza di moralit nelle scuole, e a volte un povero ragazzo si vedeva addirittura ficcato in prigione per avere "disonorato il mondo sportivo, mentre gli abili adescatori restavano impuniti.
Questa assurdit tipicamente hawaiana ebbe il suo periodo di maggior splendore proprio in quell'autunno del 1938, mentre Goro Sakagawa "giocava l'ultimo suo anno al McKinley e il fratello Tadao il suo primo a Punahu. Nell'imminenza del classico incontro tra le due scuole dell'ultimo gioved di novembre, tutti i giornali locali uscirono con pittoreschi "pezzi di colore sui due giovani eroi. Il Mail pubblic una riuscita fotografia di Kamejiro in piedi davanti al proprio negozio di barbiere con lo stendardo di Punahu in una mano e quello del McKinley nell'altra; imparziale, spiegava la didascalia. Fu la prima fotografia di un giapponese che non fosse un criminale o un segretario di ambasciata ad apparire in un giornale di Honolulu, tranne beninteso quelle degli idoli che venivano pubblicate nelle pagine sportive.
Il giorno della partita il giornale vi dedic ben due mezze pagine: nella prima si vedeva Goro dall'espressione di bull-dog in atto di sbranare uno scoiattolo, nell'altra, Tadao che fermava a braccio teso un immaginario attaccante. Fratello contro fratello urlavano i titoli di testa alti sei centimetri. Fu un incontro memorabile, e se non fosse stato per il giuoco di altissimo livello di Goro negli ultimi quindici secondi, tre reti sensazionali di Tadao avrebbero portato Punahu alla vittoria. Quella sera, rincasando ancora stordito dagli applausi dell'enorme folla che lo aveva portato alle stelle come l'asso della squadra di Punahu, si busc dalla solita squadretta la peggiore bastonatura della sua esistenza. I teppisti, andandosene, lo avvertirono: Non ti azzardare pi a giocare a quel modo contro McKinley.
Rientr a casa mezzo rinscimunito, pesto e sanguinante. Questa volta Goro ne ebbe abbastanza. Chi erano? Lo sai?, domand. S.
Andiamo!.
Presero con s anche Minoru e Scigeo. Goro consegn a ciascun fratello a chi una battola di baseball a chi un paletto tolto dallo steccato di casa, e insieme seguitarono a incrociare per Kakaako finch s'imbatterono nella piccola banda. Nessuna piet, sussurr Goro mentre i quattro fratelli avanzavano compatti. L'indomani mattina i giornali, parlando dell'incontro di calcio, lo definirono il trionfo dei fratelli Sakagawa. Quando Goro vide il titolo di testa osserv a Tadao: Per anche ieri sera ci siamo fatti onore, eh?.
Mentre i ragazzi Sakagawa avevano cos il loro da fare a inerpicarsi per la ripida scala sociale della vita isolana, i giovani di discendenza hawaiana passavano per esperienze diametralmente opposte. Allorch l'ex missionario Abraham Hewlett aveva sposato in seconde nozze, nell'isola di Maui, una bella hawaiana, aveva scoperto che la famiglia della sposa possedeva circa la met di quella che doveva diventare la zona alberghiera di Waikiki. Con l'andar del tempo le terre Hewlett sarebbero salite a un valore di oltre un milione di dollari l'acro, e grazie alla lungimirante generosit missionaria del vecchio Abraham il reddito totale fu destinato alla fondazione di Hewlett Hall, dove avevano diritto di essere istruiti gratuitamente maschi e femmine di sangue hawaiano. Sotto la guida di un comitato, di solito composto esclusivamente di Hale, di Hewlett e di Whipple, la scuola divenne un istituto perfetto. Possedeva una banda di prim'ordine, uno dei pi bei cori dell'arcipelago, insegnanti affettuosi e comprensivi, splendidi dormitori. Tutto vi era gratuito, e un profano che avesse avuto l'occasione di visitarlo avrebbe avuto ragione di concludere: Un istituto come lo Hewlett Hall  stato davvero la salvezza della razza hawaiana!.
In realt le cose erano un po' diverse. Se esteriormente
Hewlett Hall poteva essere giudicata una scuola quasi
perfetta, intellettualmente era limitata dalla ristretta mentalit delle grandi famiglie che imperavano nella sua amministrazione, le quali erano incapaci di pensare che i ragazzi hawaiani potessero avere le stesse doti degli haole; di conseguenza e coscientemente avevano fatto di Hewlett Hall una scuola a carattere professionale. Cos argomentavano: Gli hawaiani sono una razza deliziosa, ma indolente. Amano soltanto cantare e giocare. Gli uomini paiono fatti apposta per diventare ottimi meccanici e autisti, e le ragazze, ottime insegnanti. Incoraggiamoli dunque verso queste professioni. Gli hawaiani non si erano ribellati e si lasciavano guidare passivamente a questo modo.
In passato, invece, i cinesi caduti sotto la ferrea, anche se capricciosa, disciplina dell'incomparabile Uliassutai Karakorum Blake si erano sentiti ripetere quotidianamente: Voi siete i pi straordinari esseri umani ch'io abbia mai conosciuto. Non v' campo in cui non possiate riuscire. Questi ragazzi, cos spronati, erano divenuti medici, capi politici, banchieri. Allo stesso modo i ragazzi giapponesi di particolare valore, come Goro Sakagawa, che frequentavano l'affollatissimo McKinley (noto localmente come la scuola preparatoria del Mikado) trovavano sempre un'insegnante ispirata venuta dal Kansas o dal Minnesota che diceva loro: Avete un'intelligenza che vi apre tutte le strade, da quella dello scrittore a quella del ricercatore di laboratorio. Qualsiasi cosa intraprenderete riuscirete sempre. Forti di questi incitamenti, cinesi e giapponesi si battevano per raggiungere il massimo dei voti; non altrettanto gli hawaiani. Avevano tutto gratis, erano esortati a diventare meccanici specializzati, ma nessuna societ  mai stata governata da meccanici specializzati o da insegnanti coscienziosi.
Nel lontano 1907, allorch il dottor Hewlett Whipple era stato nominato membro del comitato direttivo di Hewlett Hall, aveva coraggiosamente tentato d'infondere nuova linfa nella struttura della scuola languente entro schemi fssi e limitati, cercando di procurarsi insegnanti dinamici come Uliassutai, ma la cricca Hale- Hewlett glielo aveva impedito. Dopo tre anni d'inutile lotta Whipple aveva dato le dimissioni e la sera stessa del suo ritiro dalla presidenza aveva confidato alla moglie: Sotto la maschera dell'affetto e del denaro abbiamo condannato questo popolo a una perpetua mediocrit. Hewlett Hall  la peggiore disgrazia che sia toccata agli hawaiani dopo l'avvento dell'uomo bianco e del morbillo. Cos, mentre cinesi e giapponesi imparavano a emergere, gli hawaiani seguitarono a languire in una beata, incosciente sonnolenza intellettuale.


Capitolo 13.

Nell'autunno del 1941, Honolulu ebbe finalmente la prova che Punaho aveva tra le altre doti il merito di sfornare giovani studiosi capaci di compiere ricerche storiche di alto pregio letterario. Tale prova apparve un venerd pomeriggio, al termine delle lezioni, sotto forma di opuscolo ciclostilato, e la sera di quello stesso venerd tutta la comunit haole ne era a conoscenza e vi reagiva nei modi pi diversi. Persino una parte degli orientali, di solito indifferente alle manifestazioni di carattere artistico, ne ridacchiava in sordina.
Ma il pi violentemente colpito ne fu Hoxworth Hale. Uomo calmo per natura, dopo averne letto le prime quattro righe ebbe l'impressione che gli venisse un colpo apoplettico, mentre concludeva, e giustamente, che uno scandalo cos sfacciato non poteva che suscitare una sola pronta reazione, conclusione alla quale i direttori di Punahu erano gi giunti del resto un'ora prima. In seguito, ripensandovi, Hoxworth comprese che avrebbe dovuto accorgersi che da vario tempo suo figlio Bromley si stava comportando in modo strano.
Con l'aiuto di un falegname che aveva pagato di tasca propria, il ragazzo aveva fatto erigere sul retro di casa sua una curiosa costruzione, e quando gli si chiedeva che cosa fosse rispondeva evasivamente: Oh, un girello per adulti. Aveva una forma stranissima: pareva una mezza stanza, senza soffitto e con due sole pareti di legno cui erano state praticate quattro piccole aperture dietro le quali si sarebbe detto vi
fossero altrettante cassette. Quell'assurda struttura aveva
tuttavia un pavimento di legno lungo un metro e sessanta e largo uno e mezzo. Le pareti erano tenute su da montanti, e Hoxworth aveva notato che intorno alla costruzione lavoravano pure vari amici di suo figlio. Un giorno, per esempio, Whipple Janders, che si dilettava di prender fotografie con la Leika nuova regalatagli dai genitori che l'avevano acquistata durante un loro recente viaggio in Germania, gli aveva gridato: Signor Hale! Le dispiace di venir qui un momento?.
Che cosa vuoi, Whip?.
Vorrei che lei provasse questo aggeggio.
Prima vorrei sapere che cos'.
Brom dice ch' un girello per adulti, gli aveva spiegato Whipple. Sa? Una delle sue solite idee balzane.
E come vuoi che lo provi?, gli aveva chiesto Hoxworth.
Voglio vedere se una persona adulta riesce a infilarsi in una di quelle cassette.
Sicch dovrei entrare l dentro?.
S. Non abbia paura!  solida.
Ci debbo proprio salire sopra?.
Si capisce. Prenda la scala.
Hoxworth, che il tono blas col quale i ragazzi moderni comandavano a bacchetta i loro maggiori lasciava perennemente stupito, si prest rassegnatamente al giuoco, e dopo essersi inerpicato non senza qualche apprensione fino alla curiosa cassetta vi si distese dentro, allungando le gambe il pi possibile e ridendo con aria un po' fatua.
Non si muova, per favore, gli ordin Whip scattando varie fotografie. Bene, basta cos. Grazie, signor Hale.
Nel leggere ora quell'opuscolo rovente Hoxworth ripens all'episodio e dovette riconoscere di essere stato preso in giro nel modo pi sornione. In fondo era in parte colpa sua. "Ma va' a capirli i ragazzi!..., gemette mentalmente. La pubblicazione recava il seguente titolo:
LA VITA SESSUALE A BORDO DEL BRIGANTINO oppure
NON  POSSIBILE CHE ABBIANO AVUTO SEMPRE IL MAL DI MARE
o ancora
QUANTE NE DEVE AVER VISTE QUELLA VECCHIA CARAVELLA!
Saggio speculativo sui missionari, di Bromley Whipple Hale.
Tutti i miei amici di Punahu sanno che io nutro il pi profondo rispetto per il ceppo missionario da cui derivo e dal quale deriva, del resto, anche la maggior parte dei miei amici pi intimi. Considero tra i miei beni pi cari le reliquie rse dal tempo tramandate alla mia famiglia di padre in figlio a testimonianza delle privazioni e dei sacrifici sofferti dai miei antenati allorch doppiarono il capo Horn sospinti da un nobile desiderio di salvazione eterna. Ma il bene pi prezioso  per me il sangue di quelle forti tempre, che scorre nelle mie vene e fa di me il giovane che sono. Se mi accingo dunque a parlare di alcune indagini di carattere scientifico che ho condotte quale corollario agli studi compiuti in una scuola famosa che ha essa stessa origini missionarie, parlo come un Hale, un Whipple, un Bromley e uno Hewlett e posso chiedere con tutta modestia: chi della mia generazione, la sesta, potrebbe discutere a ragion veduta di argomenti missionari? Con pari modestia dovrei rispondere: nessuno.
Allevato come sono stato al culto delle leggende missionarie, mi hanno sempre colpito in modo particolare alcuni aspetti del lungo viaggio compiuto da Boston alle Hawai dai miei antenati. Patirono tutti o quasi un mal di mare spaventoso, attacchi biliari che oggi si chiamerebbero pi semplicemente crisi di stitichezza; dovettero pigiarsi in otto entro cabine minuscole dove un minimo di decenza avrebbe imposto che fossero alloggiate due sole persone. Si aggiungano a tutti questi disagi l'impossibilit di lavarsi, l'obbligo di tenersi addosso per settimane e settimane gli stessi abiti puzzolenti, la noia ingenerata dalla monotonia di una vita di bordo troppo prolungata.
Nessun figlio di missionario ha sofferto pi di me nel rievocare il ricordo di questi disagi, al punto che di recente mi sono preso la briga di ricostruire materialmente le condizioni nelle quali i miei antenati viaggiarono per mare. Le prime immagini che accompagnano il presente saggio costituiscono un tentativo di chiarificazione dei disagi che questi eroici pionieri dovettero affrontare.
Hoxworth Hale si affrett a voltar pagina e si accorse che la Leika di Whipple Janders era stata usata con ottimi effetti realistici, perch da una cuccetta gli apparve ghignante suo figlio Bromley, col corpo accartocciato nell'angusto spazio e...
"Gran Dio!, gemette Hoxworth. Ma quella non  Mandy Janders?. Avvicin meglio agli occhi la seconda fotografia, che dimostrava come marito e moglie fossero costretti a dormire insieme in cuccette che sarebbero state troppo strette anche per una persona sola, e vide di nuovo suo figlio che fingeva di russare della quarta mentre accanto a lui la graziosa, longilinea Amanda Janders con in testa un antiquato cappellino a borsa di ghiaccio lo fissava disgustata. Oh, santo cielo! Bisogna che telefoni subito al padre di Mandy, si disse, ma l'opuscolo lo affascinava troppo, come affascinava del resto in quello stesso momento a Honolulu tutti i fortunati che avevano avuto l'avventura di mettere le mani su una delle trecento copie ciclostilate corredate dalle efficacissime fotografie di Whipple Janders. Il saggio di Bromley cos proseguiva:
Come si comprender chiaramente, la vita a bordo dei brigantini del tempo doveva essere esattamente come solevano descriverla
i nostri padri, cio pessima. Per mi  parso pi volte che i nostri onesti progenitori abbiano sempre stranamente taciuto su un argomento d'importanza capitale. D'accordo, la vita di bordo di allora era un inferno; per si continuava a vivere, e come! Infatti, aiutato dalle nostre ottime biblioteche, ho raccolto in proposito alcuni dati statistici piuttosto notevoli. Prendiamo ad esempio il brigantino Thetis, sul quale giunsero a questi lidi ospitali non solo gli antenati di mio padre, ma anche quelli di mia madre. Il Thetis salp da Boston il primo settembre 1821 giungendo a Lahaina il 26 marzo 1822 dopo una fortunosa traversata di 207 giorni.
Applicando a questi dati fatti certi e appurati senza possibilit di contraddizione, i figli nati dalle undici coppie missionarie prima del 27 maggio 1822 dovettero essere concepiti (in giuste nozze beninteso) sul suolo della Nuova Inghilterra, e quelli nati dopo il 21 dicembre 1822 dovettero, in forza dello stesso ragionamento, essere concepiti in terra hawaiana.  per altrettanto vero che ogni figlio nato da queste determinate coppie tra il 27 maggio e il 21 dicembre 1822 non pot che essere concepito a bordo del saltabeccante brigantino Thetis. Diamo una rapida occhiata a quel che successe agli occupanti di un'umica cabina:
Genitori Prole Data di nascita
Abner e Jerusha Hale Micah - maschio 1 ottobre 1822
John e Amanda Whipple James - maschio 2 giugno 1822
Abraham e Urania Hewlett Abner - maschio rj agosto 1822
Immanuel e Jeptha Quigley Lucy - femmina 9 luglio 1822.
Basandosi su vecchi registri dell'anagrafe di Honolulu, Bromley Hale dimostrava che delle undici coppie missionarie che avevano viaggiato a bordo del Thetis, nove avevano concepito durante la traversata. Passava poi a esaminare le date di partenza e di arrivo delle successive coppie missionarie, accostandovi le date delle varie nascite, e giungendo a conclusioni di natura statistica che lasciavano a bocca aperta. "Gran Dio!, torn a gemere Hoxworth. Se i giovani spendessero la met del loro ingegno a occuparsi di questioni meno idiote.... Per, come il resto di Honolulu, seguit a leggere avidamente.
Questa incredibile fecondit a bordo dei brigantini non induce a pensare senza possibilit di dubbio che nelle superaffollate cabine i rispettivi passeggeri dovettero dedicarsi a un'occupazione clandestina di cui i nostri antenati per motivi di modestia non ci dissero mai nulla?
Su ci che mi accingo ora a discutere non mi ritengo affatto un
esperto, ma credo sia un fatto acquisito che per ingravidare una femmina umana (e Dio non voglia ch'egli tenti mai le sue arti su altra specie vivente) un maschio umano ha bisogno in media non di un solo rapporto sessuale, bens di almeno quattro. Questa  l'esperienza normale della razza umana, non tenendo conto di ci che affermano i romanzi popolari e i film sentimentali che si affidano alle coincidenze fortunate. Si pu dunque concludere che per le nove gravidanze avvenute a bordo del Thetis...
Hoxworth si afflosci sulla sedia. Ma quel ragazzo  malato di mente, si disse. "Ora sta entrando in particolari clinici!. E aveva ragione. Il giovane Bromley presentava tutta una serie di tavole statistiche buffissime, corroborandole a un certo punto con questo squarcio di retorica altisonante.
Credo mi sia consentito se non altro il privilegio di prendere in considerazione le teorie di recente avanzate da Sua Santit il Papa, teorie che stabiliscono senza quasi possibilit di dubbio il fatto che per la donna esiste un periodo definito dagli ecclesiastici come "sicuro, e ancorch a me congregazionalista ripugni per istinto di fondare le mie teorie sulla parola di un dignitario cattolico, e bench mi renda conto della delicatezza della situazione, nondimeno...
Il telefono squill. Era la prima di decine di telefonate che quella sera avrebbero tormentato Hoxworth. Era Hewlett Janders e urlava: Hai visto che razza di fotografa quel farabutto di tuo figlio ha osato pubblicare di mia figlia?....
Non urlare, Hewlett! L'ho vista.
E hai finito di leggere quel capolavoro?.
No, sono appena a pagina cinque.
Allora non sei ancora arrivato al punto in cui dice, e bada che  tuo figlio che parla... Be', figurati che s' preso il disturbo di fare la somma totale dei rapporti sessuali... Perdiana, Hoxworth, ma che razza di mostro hai messo al mondo?.
Dopo essere stato interrotto suppergi allo stesso modo un'altra dozzina di volte, Hoxworth giunse finalmente alla prima conclusione del saggio di suo figlio:
Se dunque consideriamo tutti questi fatti, che a parer mio sono statisticamente inconfutabili, ci accorgiamo che il brigantino Thetis e le altre navi missionarie non erano poi quei vascelli angelici che ci hanno insegnato a rispettare, bens,  il caso di dirlo, inferni galleggianti di concupiscenza.
"Per forza seguitano a telefonare, sospir Hoxworth. Ma l'amaro calice era per lui ancora lungi dal traboccare, poich nelle pagine che seguivano Bromley spingeva ancor pi a fondo i risultati delle proprie indagini.
Ci che ha sempre reso perplessi gli studiosi  il sovraffollamento delle cabine nelle navi missionarie. Abbiamo prove che quattro uomini e quattro donne, la maggior parte sposati da meno di una settimana, vissero a contatto di gomito in una vera e propria conigliera umana. Sappiamo da testimonianze incontrovertibili che passarono mesi senza che il marito o la moglie si potessero togliere i lunghi mutandoni di flanella rossa, e sappiamo pure che fra le teste di una coppia e le teste delle altre tre coppie restava uno spazio inferiore ai sessanta centimetri; soltanto un fragile paravento di stoffa divideva una coppia dall'altra. Come se non bastasse, la fotografia che segue dimostra ampiamente che un uomo di media statura non poteva neppure allungarsi del tutto...
Angosciato, Hoxworth Hale gir la pagina in cerca della fotografia menzionata e costat che i suoi sospetti erano fondati. L'uomo di media statura le cui ginocchia erano chiaramente piegate in due era lui, colto con un'espressione melensa dal giovane Whip Janders e dalla sua Leika.
Misericordiosamente il telefono torn a squillare, impedendo cos a Hoxworth di meditare troppo a lungo sul ridicolo della propria situazione. Era il preside di Punahu. Immagino sarai gi al corrente, Hoxworth.
Ma com' potuta accadere una cosa simile, Larry?, balbett Hale.
Noi non capiremo mai quel che passa per la mente di un giovane, dovette confessare l'educatore.
T' sembrata brutta come  sembrata a me?, domand Hoxworth.
Veramente non ho avuto il tempo di valutarla appieno, per ti renderai certamente conto che questo significa....
Che deve andarsene. Me ne rendo conto benissimo.
Grazie, Hoxworth. L'importante  che entri a Yale, perci mi sono preso la libert di mandare un telegramma al mio vecchio amico Callinson dello Hill. Penso che l lo potranno accettare. Callinson  un mio protetto e mi deve gratitudine.
Credi che ce la far a entrare a Yale?.
Nella nostra relazione non diremo nulla di questa faccenda. Di ci puoi star tranquillo.
Te ne sono molto grato, Larry... E ora dimmi una cosa: un
saggio come questo non  sicuro indice di una mente malata?.
Segu una pausa, quindi il preside rispose in tono assorto: Preferisco non pronunciarmi in proposito e ripeterti quel che ti ho detto prima; noi dei giovani non capiamo nulla.
Sai dove sia Bromley in questo momento?.
No.
Hale torn a sedere tra le ombre del crepuscolo che stava calando rapidamente. Il telefono riprese subito a squillare, ma Hoxworth non si mosse. Doveva essere di sicuro qualche genitore furioso che intendeva protestare contro la irriverenza con cui Bromley aveva trattato i suoi antenati.
Oh, che vadano un po' tutti all'inferno!, proruppe entro di s Hoxworth in uno stato sempre crescente di confusione mentale mentre si accendevano le luci di Honolulu, il miracolo notturno che tanto gli piaceva. Era stata la sua famiglia a portare l'energia elettrica alla citt, come tante altre cose, ma adesso che uno Hale si era cacciato nei guai gli avvoltoi erano pronti a squartarlo. Quando dunque anche il campanello della porta si mise a squillare con insistenza, Hoxworth fu tentato di non andar ad aprire; ma un attimo dopo la porta si spalancava da sola, mentre un'allegra voce maschile gridava:
Ehi! Non c' nessuno in casa?.
Nell'udire un rumore di passi energici nella stanza attigua Hoxworth fu colto da un pensiero che lo atterr: "Sar di sicuro qualche giornalista!. Stava per ritirarsi, quando la voce grid: Ehi, signor Hale.  proprio lei che....
Con chi ho l'onore di parlare?, domand gelidamente Hoxworth volgendosi suo malgrado a squadrare l'intruso, un giovane dall'aspetto piuttosto trasandato, in calzoni di flanella e giacca bianca di lino. Aveva sotto il braccio tre libri e pareva tranquillissimo, quasi sorridente.
Sono Red Kenderdine, l'insegnante d'inglese di Brom. I suoi occhi si posarono su una sedia, e poich Hale fingeva di non essersene accorto domand: Le dispiace se siedo?.
Non desidero discutere di quel ch' successo, professore.
Ha gi visto Brom?.
No!, sbott secco Hale. Dov'?.
Bene. Ci tenevo moltissimo a essere io il primo a parlarle, signor Hale.
Perch?.
Perch non vorrei che lei commettesse un grosso errore.
Come sarebbe a dire?.
Prima di tutto vorrei che considerasse quanto sto per dirle
come il parere di un amico personale, non di un insegnante di Punahu.
Se non la conosco neppure, replic altezzosamente Hale. Gli educatori non gli erano mai stati simpatici; li aveva sempre giudicati dei poveracci.
Per Bromley mi conosce bene.
Hale guard il giovanotto con diffidenza. Per caso ci sarebbe il suo zampino....
Signor Hale, io sono venuto qui come amico, non come congiurato.
Mi scusi, Kenderdine. Bromley ha sempre parlato bene di lei.
Ne sono lieto perch io sono venuto qui appunto per parlar bene di lui, replic freddamente il giovane professore.
Credo sia il solo a Honolulu....
Precisamente. Signor Hale, ha letto il saggio di suo figlio?.
Ne ho letto il poco che sono riuscito a mandar gi....
A parte l'irriverenza imperdonabile di aver pubblicato quella sua fotografia che la ritrae in atteggiamento tanto ridicolo, non trova che si tratta di un ottimo brano di prosa umoristica?.
Lei lo chiama umorismo, quello? Per me  sudiceria, roba da spazzatura.
No, signor Hale; le ripeto che si tratta di un brano di ottima prosa dove l'ironia e la tenerezza si sposano in modo mirabile. Vorrei avere io il talento di suo figlio.
Lei vorrebbe..., incominci Hoxworth; ma subito s'interruppe e fiss il giovane con aria incredula. Parla come certa gente di questa comunit di cui saremmo ben lieti di liberarci.
Prima di rispondere Kenderdine respir fondo, come chi cerca di contenersi per non sbottare in una parolaccia, quindi consegn a Hoxworth i tre libri che aveva portati con s dicendo: Questi sono per lei, signor Hale.
Che vuole che me ne faccia?, ringhi Hoxworth.
L'aiuteranno a capire il talento non comune di suo figlio, spieg Kenderdine.
Non li ho mai uditi nominare, borbott Hale.
A questo punto l'insegnante perdette la pazienza e se ne venne fuori con una frase che subito avrebbe voluto rimangiarsi.
Me lo immaginavo, e s che sono i tre romanzi pi belli del nostro tempo.
Be', io non li ho mai uditi nominare lo stesso, bofonchi Hale, senz'avvertire il sarcasmo implicito nelle parole dell'altro. Di che cosa parlano?.
Sono saghe familiari, signor Hale. Una donna perduta  un vero capolavoro. In quanto a Le nonne di Glenway Wescott, vorrei che tutti alle Hawai potessero leggerlo perch capirebbero tante cose su Honolulu e Punahu. L'ultimo poi dovrebbe essere letto da tutti coloro che provengono da una grande famiglia dalle numerose ramificazioni come la sua:  Senza il mio mantello di Kate O' Brien. L'azione si svolge in Irlanda, ma i protagonisti ricordano lei e Bromley.
Vuole che le dica una cosa, Kenderdine? Lei mi  antipatico. Non mi piacciono i suoi modi, e molto probabilmente Bromley ha scritto quel che ha scritto istigato dai suoi cattivi ammaestramenti. Non capisco come mai Punahu....
Signor Hale, neppure lei  simpatico a me, lo interruppe calmo il giovane professore. Non posso stimare un uomo che non sa capire l'ingegno del proprio figliuolo. Signor Hale, vuol sapere perch le Hawai sono cos squallidamente noiose, perch rappresentano un cos arido deserto dell'intelletto umano? Perch nessuno se ne occupa culturalmente; nessuno scrive nulla sul loro conto. Non la lascia perplessa il fatto che gli abitanti del Nebraska riescano a scrivere ottimi libri sul loro paese e quelli del Mississippi facciano altrettanto sul proprio? Perch questo non cpita anche alle Hawai?.
Ma ci sono stati Stevenson e Jack London che in proposito hanno scritto dei capolavori!, protest Hale, fierissimo della propria cultura.
Bella porcheria, sbott Kenderdine in tono di sprezzo.
Cosa? Lei, un insegnante, osa affermare che Jack London....
Quel che ha scritto Jack London sulle Hawai non ha alcun valore, e lo stesso deve dirsi di ci che hanno scritto gli altri.
Ma chi  lei per giudicare dei grandi artisti con tanta sicumera?.
Io mi limito a esporre fatti, e il fatto pi notevole  che nessuno scrive sulle Hawai perch le grandi famiglie come la sua non incoraggiano i propri figliuoli a pensare... a sentire... in ogni caso a esprimersi. Avete paura che vi si facciano domande.
Giovanotto, adesso mi ha proprio seccato!, proruppe Hoxworth
al colmo dell'esasperazione. Lei  un individuo troppo pericoloso perch possa essere lasciato a contatto dei giovani; perci come membro del comitato direttivo di Punahu....
Mi licenzia?.
Verrei meno al mio pi elementare dovere se non lo facessi.
Anzich alzarsi il giovane si allung ancor pi comodamente sulla sedia mettendosi a fissare le luci di Pearl Harbour. E io
verrei meno al mio dovere di essere umano innamorato di queste isole se non le dicessi che non me ne importa proprio un corno che lei mi licenzi o no, perch l'ho tenuta d'occhio e ho visto quanto lei sia retrivo, quanto si sforzi in tutti i modi di soffocare l'istruzione, il movimento operaio, le iniziative del parlamento. Non potevo far nulla per combattere questi crimini contro il grosso della comunit, ma adesso che la vedo cercar di soffocare un vero talento quale suo figlio, perdo proprio la pazienza. Non sapevo assolutamente nulla del saggio di Bromley finch non l'ho letto. Ci  avvenuto poco fa, ma lo terr sempre caro, e quando suo figlio sar diventato famoso lo terr doppiamente caro, perch vi ritrovo alcune mie frasi e sono lieto che da me, ancorch poco, abbia imparato qualcosa.
Basta, Kenderdine! Fuori di qui!. Hale si mise a passeggiare nervosamente su e gi in attesa che l'insolente giovanotto se ne andasse, ma l'insegnante d'inglese si alz soltanto dopo essersi acceso con tutto comodo una sigaretta.
Stia calmo, signor Hale, me ne vado, e non solo da casa sua, ma anche da Punahu. Non potendo pi tollerare la sua prosopopea ho dato le dimissioni e mi sono arruolato nella marina.
Dio salvi l'America se prende sotto le armi gente come lei, sbott Hale.
E rammenti, mio caro signore, che quando questa guerra raggiunger le Hawai, com' inevitabile, non solo me ne sar andato io, ma scomparir anche lei e tutto ci che lei oggi rappresenta. I lavoratori che tanto odia si organizzeranno; i giapponesi che tanto disprezza otterranno il diritto di voto e, chiss, andr forse a farsi benedire anche la sua comoda intesa coi militari che permette a lei e a loro di fare il bello e il cattivo tempo in queste isole! Io sono finito per il momento, signor Hale, ma lei  finito per sempre!.
S'inchin con aria solenne; prima per di andarsene definitivamente soggiunse in tono raddolcito: Mi dia ascolto, signor Hale, rilegga il saggio di suo figlio e si accorger con quanto affetto  stato scritto. Solo un animo imbevuto di amore pu scrivere con ironia. Senza amore si fa soltanto della satira....
Rimasto solo, Hoxworth avrebbe voluto chiamare la polizia per sapere dove si fosse cacciato suo figlio, ma poi prefer non farne nulla. Poco dopo sopraggiunse Hewlett Janders, ridanciano, reboante, mmoroso come al solito. Quella visita fin di confondere Hoxworth, perch Hewlett gli dichiar che dopo averci ripensato, in fondo, non ce l'aveva affatto con Bromley. Riteneva il saggio
spassosissimo e afferm che molto probabilmente le famiglie missionarie ne avrebbero tratto un vantaggio quale da anni non godevano.
Tutta la citt si sta sbellicando, esclam ridendo a sua volta a pi non posso. Ma sai che quella tua fotografa  semplicemente fenomenale? Perbacco, alle prossime elezioni ti potrebbe procurare diecimila voti, qualora decidessi di presentarti candidato. E quel pezzo... quel pezzo... ma dove l'hai cacciato?. Trov l'opuscolo nascosto sotto un cuscino del divano, lo prese e incominci a leggere:
Perci possiamo calcolare che in uno spazio di un metro e settanta per un metro e cinquanta circa, durante una traversata di duecentosette giorni, devono esservi stati non
meno di centonovantasette rapporti sessuali separati, in condizioni che impedivano a tutte le partecipanti di sesso femminile di togliersi la camiciona di flanella e a tutti i partecipanti d sesso maschile di distendersi compiutamente nelle cuccette.
Ma il pezzo che mi piace di pi  questo, prosegu Janders scompisciandosi dalle risa:
Suo malgrado la mente  portata ad almanaccare: che cos'accadde in verit in quelle cabine affollate come garenne? Quali orge vi si saranno celebrate? Per riguardo alla decenza non proseguir nell'elenco di queste ipotesi, perch sono troppo arrischiate per essere discusse in pubblico, per suggerisco ai lettori di giungere da soli all'inevitabile conclusione: che cosa dovette succedere su quegli allegri brigantini?
Nel chiudere l'opuscolo con un'energica manata Hewlett Janders esclam: Lo sai, Hoxworth, che anch'io mi sono posto questa stessa domanda non so quante volte? Come diavolo avranno fatto i nostri vecchi, in quelle condizioni, a....
E vuoi che lo sappia proprio io?, protest Hoxworth.
Perdiana, ma non t'hanno fotografato piegato in due in una di quelle cuccette?, proruppe Janders ridendo a crepapelle.
Qualcuno di voi sa dove si  cacciato Bromley?, domand Hale con una lieve smorfia.
Certo, ma non cambiar discorso. Non trovi che quel pezzo che ho letto adesso  divertente? Perbacco, vorrei vedere la faccia di quella santarellina di Lucinda Whipple quando legger questa roba. Sai che un tale al club mi ha detto che tuo figlio Brom dev'essere un genio?.
Dov'?, insistette Hale.
Sono in una cinquantina che mangiano chop suey da Asia Ki. Ogni quarto d'ora qualcuno strepita: "Viva l'autore!, e Brom s'inchina, mentre tutti cantano una canzone che incomincia:
Ti saluto, Punahu!. Penso saprai gi che anche mio figlio Whip  stato espulso per aver scattato le fotografie. Meno male che Mandy s' salvata... Dico io, posare a quel modo col tuo ragazzo.... Da come rideva si capiva per che la cosa non lo preoccupava eccessivamente.
Li hai visti tu da... in quel posto che mi dicevi?, domand Hoxworth.
Si capisce. Passavo di l e... Be', ho pensato ch'era la loro gran serata, cos sono entrato a offrirgli un paio di bottiglie di whisky.
Cosa? Tu hai dato a quei furfanti....
Senti, Hoxworth, la vera ragione che mi ha condotto qui  che ho telefonato adesso a quella scuola di Lawrenceville, e la direzione ha acconsentito ad accogliere Whip e Brom... sempre che tu sia disposto a mandarcelo... garantendomi l'ammissione a Yale, la sola cosa che conti veramente.
Ma di che scuola stai parlando?.
Come si chiami esattamente non ricordo; so che  vicina a Lawrenceville. Mark Hewlett ci ha mandato il suo ragazzo quando lo hanno buttato fuori da Punahu, e sono riusciti lo stesso a farlo ammettere a Yale. Notando i tre romanzi, Janders ne prese uno a caso, col gesto tipicamente goffo di chi non  uso a maneggiare libri, e domand: Affoghi i tuoi dolori nella lettura, per caso?.
Conosci un insegnante d'inglese di Punahu che si chiama Kenderdine?.
S.  un poco di buono.
Ho avuto adesso con lui una scenata spaventosa. Sono convinto che la vera colpa di quel che  successo sia sua.
 un piantagrane. Sar uscito da un'universit fasulla come Wisconsin o Wesleyan. Io lo dico sempre a Larry: "Prendi soltanto gente di Yale. Forse non saranno troppo intelligenti, per non creano problemi. Lariy invece ha la mania di scovare geni incompresi... S, Kenderdine si  proprio laureato a Wisconsin.
Non  pi a Punahu.
Lo hai licenziato?.
Si capisce. Per vuoi sapere una cosa, Hewlett? Mi ha detto pressappoco le stesse cose che mi hai dette tu, che cio il saggio di Bromley avrebbe fatto del bene a tutti noi, che era chiaro come il sole che era stato scritto con amore e affetto... con ironia s, ma senza sarcasmo....
 anche l'opinione di uno dei giudici che frequenta il mio club, osserv Janders. Ad ogni modo stammi a sentire,
Hoxworth. A quanto pare  stato mio figlio a scattarti quella fotografia in cuccetta. Be', se ti riesce di agguantarlo suonagliele pure di santa ragione. Io non mi ci provo perch so che le buscherei.
La porta si richiuse con fracasso, e Hoxworth Hale rimase un'altra volta solo nella grande stanza affacciata su Honolulu. Riprese a osservare il giuoco delle luci lungo la baia, la fremente attivit di Pearl Harbour, lo stellato cielo dei tropici: quella era la sua citt, la citt della sua gente, il frutto del lavoro della sua famiglia. Torn a sfogliare il rivoluzionario opuscolo del figlio e si ritrov sotto gli occhi l'ultima frase:
Dobbiamo dunque concludere che i nostri padri, anzich percorrere il ponte del Thetis meditabondi, lottando con le proprie coscienze, preferissero scendere sottocoperta, nelle anguste cuccette, a lottare ben diversamente con le loro amate spose.
Con aria assorta prese quindi in mano i tre libri lasciati da Kenderdine. Il primo, il romanzo irlandese, era troppo massiccio e lo depose subito. Diede un'occhiata a Una donna perduta, l'esile volumetto di Willa Cather, ma non se la sentiva di leggere di belle dame che si perdevano, tanto pi che la vicenda gli pareva ritrarre con eccessiva somiglianza quel che stava capitando al suo nucleo familiare. Restava cos soltanto Le nonne, che non era n materialmente voluminoso n troppo specificamente allusivo, bench se se ne fosse accorto in tempo non avrebbe certo continuato a leggerlo. Si trattava infatti del pi pericoloso dei tre, essendo una vera freccia avvelenata diretta al cuore di Honolulu e delle sue imperiose matriarche.
Con suo stupore si accorse che stava ancora leggendo quando le luci di Honolulu gi incominciavano a cedere al chiarore dell'alba nascente. L'uscio scricchiol, e Bromley Whipple Hale, rosso d'orgoglio e del buon whisky dello zio Hewlett, entr incespicando nello studio.
Salve, pap.
Salve, Bromley.
Il bel ragazzo, sul cui viso intelligente era impresso l'incancellabile fascino dei Whipple, si lasci cadere su una sedia gemendo: Uff, che giornata, pap!.
Hoxworth osserv a denti stretti: A quanto pare, figliuolo,
ti sei gi fatto una bella nicchia nel mausoleo cittadino.
Pap, mi hanno buttato fuori di scuola.
Lo so. Zio Hewlett ha gi provveduto a mandare te e Whipple in un buon istituto preparatorio, perch la sola cosa che conta  che tu sia ammesso a Yale.
Senti, pap, veramente volevo parlarti di questo in un altro momento, ma gi che ci siamo... Ecco, non ho voglia di andare a Yale. No, non ti arrabbiare! Vorrei provare o Alabama o Cornell.
Alabama! Cornell!, esplose Hoxworth. Quelle fogne... Santo cielo, ma tanto varrebbe che ti iscrivessi all'universit delle Hawai!.
 proprio quel che mi piacerebbe... dato questo gran desiderio che provo di scrivere sulle Hawai; per il professor Kenderdine dice che Alabama e Cornell hanno ottimi corsi di composizione.
Bromley, di dove t' venuta questa idea di voler fare lo scrittore? Non  una professione da uomini. Io contavo su di te per....
Dovrai contare su un altro, paparino. Ci sono tanti giovani in gamba degli istituti tecnici di Harvard e Penn i quali saranno felicissimi....
Che ne sai tu di Harvard e di Penn?.
Ce lo ha detto il professor Kenderdine. Secondo lui quelle sono le migliori scuole commerciali d'America.
Irrigidendosi Hoxworth borbott: Penso che il tuo caro professor Kenderdine ti avr detto anche che tutti quelli che si mettono negli affari....
Oh, no! Lui sostiene che gli affari sono l'oceano moderno dei Francis Drake e dei Jean Lafitte del nostro tempo.
Non erano pirati?, domand Hoxworth con aria sospettosa.
Erano avventurieri. Il professor Kenderdine ha consigliato a Whip Janders di far di tutto per entrare nella scuola commerciale di Harvard.
A te per non l'ha consigliato, vero?.
No, pap, perch  convinto che la mia professione sia di scrivere. Nel grande studio si fece un lungo silenzio mentre le luci color pastello del primo mattino si stendevano sulla citt sottostante. Era uno di quei rari attimi in cui un figlio sente di poter parlare col proprio padre a cuore aperto. Se Hoxworth avesse persistito nel suo abituale atteggiamento musone, quell'attimo felice sarebbe fuggito come il fantasma di Pele, che ignorava coloro ch'esso riteneva indegni di avvertimento, ma in quel momento il dio personale di Hoxworth si era seduto sulla sua spalla n accennava a lasciarlo. Cos il padre tacque e il figlio continu: Tu e tuo padre e tutti quelli della tua e sua generazione ve ne siete sempre rimasti qui a guardare Honolulu dall'alto in basso con un unico sogno: dominarla in tutti i modi. Vi capisco.  un desiderio che spinge all'azione, a incivilire. A volte mi  parso di voler essere anch'io come voi, ma ho capito che sbagliavo. Non ho la vostra visione della vita, e se non vuoi che tu e io si finisca al verde devi trovare qualcuno che ce l'abbia.
Ma tu non hai nessuna ambizione?, domand con voce piana Hoxworth, ch'era rimasto in penombra.
Oh, s!. Il bel giovane indic Honolulu distesa sotto di loro e per la prima volta confid il suo segreto: Anch'io voglio dominare questa citt, paparino, ma in un modo diverso: voglio penetrarne il cuore, per vedere che cosa lo fa battere; perch i cinesi acquistano terreni, e i giapponesi no; perch le vecchie famiglie come la nostra seguitano a sposarsi tra parenti sino a quando la met dei loro rampolli dev'essere chiusa a chiave in qualche stanza degli ultimi piani. Voglio sapere chi  veramente il proprietario del lungomare, e a quali bassezze deve scendere un individuo per poter diventare comandante del porto di Pearl Harbour. E quando sapr tutte queste cose scriver un libro... o magari pi d'uno, e saranno libri come quello che stavi leggendo poco fa. Quando sapr e quando avr scritto ci che sapr, dominer Honolulu come tu non te lo sei mai neppure sognato perch la dominer con la forza della fantasia.
Si lasci ricadere sulla sedia. Suo padre lo fiss a lungo, e in quegli attimi echeggiarono nella mente agitata di Hoxworth alcune frasi de Le nonne. Alla fine osserv: Sicch ho l'impressione che tu non voglia andare a quella scuola preparatoria?.
No, pap.
E che cosa farai?.
Se non si sgobba non si entra neppure a Cornell e ad Alabama; perci luned m'iscriver al McKinley.
Hoxworth non seppe reprimere una smorfia. Perch il McKinley?.
Perch tutti la chiamano la preparatoria Manila e mi piacerebbe frequentare i filippini.
Ma ne conosci gi... Il figlio del console Adujo non  anche lui a Punahu?.
Io intendo i filippini veri, pap.
Hoxworth Hale fu per perdere le staffe: voleva dire a suo figlio che mai e poi mai gli avrebbe permesso d'iscriversi al McKinley,
ma mentre gi aveva dischiuso le labbra vide suo figlio stagliato contro il pallido cielo mattutino, e quella figura in controluce non era di Bromley Hoxworth, bens la sua: era il giovane rivoluzionario che tanti anni prima aveva scandalizzato le Hawai accusando di furto l'universit di
Yale. Dimmi un po', Bromley! Quel Kenderdine che tipo ?.
 un uomo straordinario, pap. Sembra freddo come il ghiaccio eppure dentro  pieno di fuoco. Avrai saputo, vero, che purtroppo ci lascia. Si  arruolato nella marina perch  convinto che tra poco entreremo in guerra anche noi. Segu un silenzio penoso, che il ragazzo ruppe concludendo: Forse per questo desidero andare al McKinley, pap; perch ho l'impressione che a nessuno di noi resti pi molto tempo. Fece per andarsene, ma rendendosi conto che doveva pure qualche scusa al padre per la tempesta suscitata dal proprio saggio mormor: e A proposito di quella tua fotografia, pap... Ecco, volevo dire questo, che se diventer scrittore sar uno scrittore di prim'ordine. Incespicando usc dalla stanza.


Capitolo 14.

Nel 1941 l'incontro di calcio Punahu-McKinley dell'ultimo
gioved di novembre, festa nazionale, fu in sostanza una
rivincita della partita memorabile del 1938. Questa volta per a giocare per Punahu v'erano due Sakagawa, perch Hoxworth Hale e il comitato scolastico erano stati tanto soddisfatti delle prestazioni di Tadao che automaticamente avevano esteso la frequenza gratuita alla scuola anche ai suoi fratelli minori: a Minora come attaccante e a Scigeo come mediano. Quale conseguenza di questo stato di cose adesso l'ex spazzalatrine Kamejiro allo stadio sedeva in tribuna assieme alla moglie e ai due figli maggiori (Goro era in uniforme dell'esercito) a fare il tifo per Punahu. Com'ebbe a osservare un giornalista: Alle Hawai si pu ben parlare di una rivoluzione pacifica in atto, quando si vedono a fianco a fianco il barbiere Sakagawa e Hoxworth Hale acclamare la stessa squadra.
Ma non era il solo mutamento sopravvenuto alle Hawai. Allorch un ragazzo avvertiva un dolore diceva: Itai, itai!, ch'era giapponese. La fine delle lezioni era pauhana. Per salutare gli amici usava la parola aloha. Cercava di evitare pilikia, e quando voleva far la corte alle coetanee diceva loro hoomalimali, tutte parole hawaiane. Mangiava di rado canditi, ma aveva le tasche sempre piene di una squisita confettura
cinese che sapeva contemporaneamente di liquirizia, di zucchero e di sale, ed era fatta di ciliegie e susine secche. Dopo un ballo non mangiava salamini bens un piatto di saimin, le tagliatelle giapponesi, con contorno di teriyaki; oppure si faceva servire uno chop suey. Come dessert prediligeva un piatto portoghese, la malasada, una frittata dolce, appiccicosa, croccante di zucchero. La comunit aveva assorbito e fuso l'apporto dei diversi popoli che la formavano. In quei giorni in cui Punahu lottava con McKinley in una partita pi elettrizzante per Honolulu di quanto lo fosse per la California l'incontro del Rose Bowl, il paradiso degli haole aveva messo in campo una squadra formata di due Sakagawa, un Ki, due Kalanianaole, un Rodriques nonch Hale, Hewlett, Janders e Hoxworth vari. Quell'anno Punahu vinse per 27 a 6, e due reti furono segnate da Scigeo Sakagawa. La sera, tornando a casa, i soliti teppisti lo insolentirono col consueto epiteto di leccapiedi degli haole, ma si guardarono bene dal saltargli addosso perch ormai avevano imparato la lezione: i fratelli Sakagawa erano intoccabili.
Logicamente i Sakagawa, coi tre maschi istruiti gratuitamente, avrebbero dovuto essere da un pezzo in condizione di togliere Reiko-san dal negozio e di mandarla all'universit, ma proprio quando la famiglia aveva messo da parte il denaro occorrente a questo scopo, il consolato di Nuuanu Street aveva radunato la comunit giapponese informandola solennemente: Le spese della guerra in Cina si fanno sempre pi gravose. Pi che mai dobbiamo aiutare la nostra madrepatria. Non dimenticate il giuramento di fedelt che avete fatto all'imperatore. Cos i risparmi dei Sakagawa erano sfumati nell'aiutare il Giappone a resistere alla proditoria aggressione cinese, anche se Goro non aveva saputo trattenersi dal chiedere agli amici: Come mai  la Cina ad aggredire se l'invasore  il Giappone?. Avrebbe voluto rivolgere la stessa domanda anche a suo padre, ma in quei difficili giorni della fine del 1941 Kamejiro era torturato da problemi pressanti che non poteva dividere con nessuno, tranne beninteso con l'inseparabile amico Iscii.
La cosa incominci quando alle Hawai si riun un comitato di cittadini americani col compito di visitare tutte le case giapponesi per convincere i genitori a scrivere in Giappone affinch fossero cancellati dai registri dei vari villaggi i nomi dei loro figli, rendendo nulla in tal modo la loro cittadinanza giapponese. Dai Sakagawa si rec personalmente a questo scopo Hoxworth Hale, e con l'aiuto di Reiko spieg al capofamiglia: Signor Sakagawa, il Giappone si ostina a esigere la duplice cittadinanza, ma dal momento che i suoi ragazzi sono nati qui, giuridicamente sono americani. Del resto lo sono anche sentimentalmente. Purtroppo per, siccome lei anni fa li ha fatti iscrivere nel registro di Hiroscima-ken, sono altres cittadini nipponici. Pensi: se la guerra in Europa dovesse estendersi e se il Giappone e l'America dovessero schierarsi in campi avversi? Se si ostiner a conservare le due cittadinanze i suoi figli potrebbero trovarsi in grosse difficolt. Li aiuti! Metta fine a questa situazione assurda!.
I cinque ragazzi tentarono di dar man forte a Hoxworth Hale osservando: Stacci a sentire, pap! Noi rispettiamo il Giappone, d'accordo, per vogliamo essere americani. Kamejiro diede loro ragione, annu, disse al signor Hale ch'era giusto, ma come aveva gi fatto altre volte si rifiut di firmare qualsiasi documento. Esasperati, i ragazzi sbottarono e ancora una volta si schierarono con Hale quando questi insistette: Francamente non  giusto che lei metta cos a repentaglio la sicurezza dei suoi figliuoli.
Ma Sakagawa-san fu irremovibile, e quando Hale se ne fu andato e i ragazzi ricominciarono a tempestarlo di rimproveri, sentendosi messo con le spalle al muro alla fine url sferrando un tremendo calcio a una sedia: Me ne vado! Me ne vado nel solo posto dove un pover uomo possa trovare un po' di pace. Corse come al solito in cerca del signor Iscii, e sedutoglisi accanto comment mestamente: Il male che abbiamo commesso un giorno adesso ci ricade tutto addosso, vecchio amico.
Era fatale che accadesse, assent nello stesso tono Iscii.
I ragazzi mi tolgono il fiato perch io scriva a Hiroscima per far cancellare i loro nomi dal registro del villaggio.
Tu per non lo farai, vero?, domand speranzosamente Iscii.
E come posso? Sarebbe il disonore per tutti quanti.
I due uomini, ormai anziani entrambi, tacquero, meditando malinconicamente sul grosso pasticcio nel quale si erano cacciati senza via di scampo tanti anni addietro. Al villaggio natale Kamejiro risultava legalmente sposato per procura alla bella Sumiko, e risultava pure che da questa aveva avuto cinque figli, mentre Iscii risultava legalmente sposato a Mori Yoriko, e senza figli. Per di comune accordo si erano scambiate le spose e si erano sposati alle Hawai secondo la legge americana. Come potevano spiegare un simile garbuglio al consolato giapponese di Nuuanu Street? Peggio ancora, come spiegare ai cinque ragazzi quell'involontaria bigamia? Ma soprattutto come potevano spiegarla alle autorit del villaggio di Hiroscima? Tutto il Giappone ne sarebbe disonorato, comment tetro il signor Iscii. Kamejiro, dobbiamo lasciare le cose come stanno.
Ma i ragazzi non mi danno tregua, e oggi  stato a casa mia persino il signor Hale. Aveva gi le carte pronte.
D'accordo!, convenne Iscii; ma prova a spiegargli la tua situazione familiare. Vedrai che faccia far! Kamejiro, non ci pensare.
Ma il sabato 6 dicembre Hale torn all'attacco. Signor
Sakagawa, lei  l'ultimo a non avere ancora firmato. La prego, rinunci alla duplice cittadinanza dei suoi ragazzi. Con Goro nell'esercito e Tadao e Minoru a Punahu, lei non pu ostinarsi cos.
Non posso firmare, rispose Kamejiro per il tramite di Goro, che aveva ottenuto dalla caserma una licenza di fine settimana.
Francamente non riesco a capire il mio vecchio, comment Goro lisciandosi l'uniforme dell'esercito di cui era palesemente orgoglioso. D'accordo, vuol bene al suo paese, per non  un fanatico. Tenter di convincerlo io, signor Hale.
Questa sua ostinazione potrebbe essere molto dannosa per tutti voi, lo avvert Hoxworth, specie con te sotto le armi. Purtroppo dovr informare della cosa il comitato.
Goro si strinse nelle spalle. Ha mai provato a discutere con un papa-san giapponese? Il mio, quando si ficca in testa un'idea... Ma vedr di fargli intendere ragione.
Quel sabato sera tutta la famiglia Sakagawa lott, in giapponese, per l'abolizione della duplice cittadinanza. Rispetto il tuo paese, pap, incominci Goro. " Ricordo ancora le mie liti col bonzo. Quando alla fine mi sono arreso avevo veramente l'intenzione di tornare. Ora, per, con quel che  successo... prima il calcio... poi l'esercito... Guardiamo la verit in faccia, pap: io mi sento americano.
E io pure, rincar Tadao.
Tempestato dalle preghiere dei figli, Kamejiro finalmente replic: Ma io ci tengo che voi siate americani. Quando vedo una fotografia come quella che c' sull'acquaio con sotto scritto: I quattro assi Sakagawa, credete che non sia orgoglioso? Da un pezzo mi sono rassegnato a non considerarvi pi giapponesi.
E allora togli i nostri nomi dai registri di cittadinanza nipponici.
Non  possibile, ripet Kamejiro forse per la centesima volta.
Maledizione, pap, a volte mi fai impazzire!, proruppe Goro esasperato.
Kamejiro si alz con grande dignit e fissando severamente i figli dichiar: Basta con questi urlacci. Ricordate che siete giapponesi e che perci non potete mancare di rispetto a vostro padre.
Mentre i ragazzi scattavano sull'attenti soggiunse in tono di profondo accoramento: Esiste un motivo molto grave che m'impedisce di fare quel che mi chiedete.
Quale? Quale motivo?, insistettero i ragazzi.
La discussione dur tutta la notte senza che Kamejiro osasse spiegare perch non poteva agire. Se infatti i suoi figli erano americani, egli era tuttora giapponese e tale sarebbe rimasto per sempre. Non aveva ancora perduto la speranza di tornare un giorno a Hiroscima, e quando quel suo sogno si fosse avverato, soltanto allora avrebbe potuto spiegare con calma agli amici l'imbroglio accaduto alle Hawai, ma per lettera non era possibile: essendo analfabeta non poteva affidarsi ad altri. Si coric che erano le due passate, e mentre si tirava le coperte sulle spalle, a seicento miglia di distanza una formazione di aerei nipponici, pilotati in gran parte da aviatori di Hiroscima, si preparava a bombardare Pearl Harbour.
Il mattino seguente, Scigeo, il minore dei Sakagawa, si alz per tempo e pedalando di lena si rec all'ufficio del telegrafo per conto del quale la domenica consegnava a domicilio i telegrammi accumulatisi durante la notte, oltre a quelli che arrivavano via via nel corso della giornata. Ritir la prima distribuzione alle sette e trenta. Erano tutti destinati a persone abitanti nella zona intorno a Capo Diamante, il quartiere signorile della citt, dove sorgevano anche i palazzi degli Hale e dei Whipple.
Aveva appena raggiunto Waikiki quando ud provenire da Pearl Harbour una serie di esplosioni sorde. Pens: La flotta si sta di nuovo esercitando. Chiss perch?.
Volgendo le spalle a Pearl Harbour prosegu sempre pedalando lungo il viale maestoso che portava alla tenuta di Hoxworth Hale, e mentre aspettava, fermo sotto il portone, torn a girarsi incuriosito verso la base navale e vide che nella chiara luce del mattino si levavano dense colonne di fumo nero. Altre esplosioni seguirono quasi subito, mentre numerosi apparecchi sfrecciavano zigzagando nel cielo azzurro. "Per! Dev'essere una esercitazione in grande stile!, pens Scigeo.
Poich nessuno compariva, torn a suonare il campanello. Un attimo dopo venne ad aprirgli Hoxworth Hale in persona, correttamente vestito di scuro e con tanto di cravatta, come si addice a un capo di comunit cui non  mai consentito di mostrarsi in disordine. A Scig non sfugg tuttavia che Hoxworth era pallidissimo e che le mani gli tremavano. Da una stanza interna giungeva la voce di una radio, ma non si capiva che cosa dicesse. Ingoiando saliva come non accadeva di solito a un Hale, Hoxworth spalanc l'uscio interno comunicando all'asso degli undici di Punahu con voce rotta dall'emozione: Mio Dio, Scig! Il tuo paese ha dichiarato guerra al mio.
L per l il ragazzo non fu in grado di afferrare il significato di quella frase. Puntando l'indice in direzione di Pearl Harbour domand: Ma che cosa stanno facendo laggi? Una finta manovra d'invasione?.
Non  una manovra, mormor Hoxworth con un filo di voce.  il Giappone che sta bombardando Honolulu.
Il Giappone?. Scig alz il capo verso gli aeroplani sfreccianti e vide che a ogni passaggio seguivano delle esplosioni, e che mentre gli aerei filavano verso le montagne lasciavano dietro di s le caratteristiche nuvolette di fumo delle mitragliere. Oh, Dio mio!, balbett il ragazzo. Ma che cos' successo?.
Senza neppure guardare il cablogramma, Hoxworth fe' cenno a Scig di seguirlo in casa, e insieme si diressero alla radio: l'annunciatore seguitava a ripetere concitatamente, sforzandosi al tempo stesso di mantenere un tono calmo: Ripeto. Questa non  un'esercitazione militare. Aerei giapponesi stanno bombardando Honolulu. Ripeto. Non si tratta di una manovra, bens di un'azione di guerra.
Hoxworth Hale si copr la faccia con le mani e mormor: Dio mio! Aiutaci!. Guard poi Scig che aveva appena un anno di pi di suo figlio e gli disse: Avrai bisogno di molto coraggio, figliuolo.
Scig rispose: Sulla porta lei mi ha detto: il tuo paese ha dichiarato guerra al mio. Ma il suo e il mio paese sono la stessa cosa, signor Hale. Io sono americano!.
Ahim, Scig! Questo  un errore in cui nei prossimi giorni cadremo in molti. Dio santo, guarda quell'esplosione!. L'uomo e il ragazzo trasalirono mentre un rimbombo assordante empiva l'aria, subito seguito da una colonna di fumo nerissimo che prese ad alzarsi lentamente, torcendosi e ondeggiando, sulle rovine di Pearl Harbour. Sta succedendo una cosa spaventosa, mormor Hoxworth Hale.
Improvvisamente dallo scalone ch'era alle sue spalle si lev una voce strana, esile, stridula, quasi infantile. Hale fece per spingere Scigeo verso la porta, ma senza dargliene il tempo, la persona sulle scale gi era scesa nella stanza dove si trovavano Hoxworth e il ragazzo. Era una bellissima donna di trentotto anni, dall'aspetto estremamente fragile, con vaporosi capelli biondochiaro e grandi occhi che in quel momento apparivano paurosamente sbarrati. Indossava una spumeggiante vestaglia quale Scig non aveva mai
veduta tranne che al cinematografo e avanzava con passo esitante.
Che cos' tutto questo baccano, Hoxworth?, domand.
Malama, non dovevi scendere, mormor Hale guardandola con aria smarrita.
Ma ho udito sparare e temevo ti fosse successo qualcosa.
In quel momento un bombardiere fu spinto fuori rotta da una reazione improvvisa dell'artiglieria contraerea. Pass in fuga, scivolando leggermente d'ala, su Capo Diamante, e mentre passava Scig e Hale notarono il rosso cerchio nipponico chiaramente impresso sulla carlinga. Sar meglio che tu vada, disse Hoxworth al ragazzo.
Non ha firmato la ricevuta, gli fece osservare Scig, e mentre Hoxworth ritirava il cablogramma e firmava, sua moglie avanz come un fantasma verso la porta e si affacci a guardare in direzione di Pearl Harbour dove le bombe seguitavano a esplodere.
Improvvisamente emise un grido gutturale, stridentissimo, il tipico grido dei folli.  scoppiata la guerra, e mio figlio sar ucciso!. Coprendosi il volto con le maniche vaporose della vestaglia torn di corsa dal marito singhiozzando:  scoppiata la guerra, e Bromley non torner pi.
Hale, tenendola ferma con un braccio, restitu la ricevuta a Scigeo e afferratolo saldamente per una spalla gli ingiunse: Non dire mai a nessuno quel che hai visto adesso.
Stia tranquillo, lo assicur Scigeo, senza ben comprendere che cosa non dovesse dire.
Kamejiro, quel mattino, si era alzato come sempre alle sei e si era recato in negozio per sterilizzare di nuovo tutti gli strumenti, perch buona parte del suo successo dipendeva da questa sua mania di pulizia. Poi era tornato a casa a far colazione. Yoriko, che la domenica non lavava mai, stava preparando il pasto. A Scigeo aveva gi provveduto. Goro dormiva ancora, godendosi in pace la licenza. Tadao invece si era gi alzato, cos pure Reiko che si preparava a recarsi a Moiliili a una funzione della chiesa della comunit. Minora invece dormiva ancora come Goro.
Il primo a rendersi conto di quel che stava succedendo fu Goro. Alle prime esplosioni balz dal letto e correndo in mutandine nel cortile si mise a urlare: Questo non  uno scherzo. Qui qualcuno ha dichiarato guerra!. Ritorn di corsa alla radio che aveva costruito lui e ud cos la conferma ufficiale dei suoi sospetti. Aerei nemici di nazionalit sconosciuta stanno bombardando Pearl Harbour e Hickam Field. Volgendosi ai familiari annunci in giapponese: Temo che il Giappone ci abbia dichiarato guerra.
I bombardieri che tornavano dall'aver attaccato il settore orientale di Pearl Harbour dovevano per forza solcare il cielo di Kakaako, e ora mentre sfrecciavano via trionfanti, i Sakagawa, raccoltisi in massa nel loro cortiletto pieno di fiori, videro splendere sulle carlinghe il vermiglio sole nascente del Giappone. Identificato cos il nemico, Goro url: Tad! Dobbiamo presentarci immediatamente!. Senz'esitare, s'infil l'uniforme facendosi dare un passaggio per la caserma di Schofield, mentre Tadao e Minora, che appartenevano alla formazione premilitare studentesca, si mettevano a loro volta in uniforme presentandosi il primo all'universit, il secondo a Punahu. Prima per di andarsene s'inchinarono rispettosamente davanti al padre che li guardava stralunato, senza capire nulla.
Quanto stava accadendo aveva prostrato Kamejiro. Come trasognato il pover uomo sedette sui gradini della propria baracca a fissare il cielo, dove nuvolette di traccianti segnavano l'allontanarsi degli aerei giapponesi. Per ben due volte vide guizzare sopra il suo capo il rosso sole della madrepatria, e a un certo momento vide pure il tozzo muso di un caccia nipponico che volando a bassa quota vomitava sventagliate di proiettili sulla baia. Tent di afferrare il significato di ci che stava succedendo, di spiegarsi la fulminea prontezza con cui i suoi figliuoli erano usciti per presentarsi all'esercito americano, ma i pensieri che gli si agitavano nella mente erano troppo smarriti e confusi per poter essere espressi in parole.
Il Giappone doveva essersi trovato in un grosso guaio, se aveva fatto una cosa simile! I suoi ragazzi dovevano essersi trovati in un grosso guaio anche loro, se erano corsi cos precipitosamente a difendere l'America. Oltre questo la sua mente non poteva andare.
Alle undici di quella domenica mattina quattro agenti della polizia segreta, armati e a bordo di una camionetta nera, irruppero in casa Sakagawa e arrestarono Kamejiro. Sakagawa, dichiar uno di loro che parlava giapponese,  un pezzo che ti teniamo d'occhio. Sei un dinamitardo e dobbiamo portarti subito al campo di concentramento.
Ma come!, protest Reiko. Voi sapete benissimo chi sono i ragazzi Sakagawa! E poi, che cos' questa storia del campo di concentramento?.
Ci duole, signorina, ma suo padre, oltre a essere un dinamitardo, ha sempre sovvenzionato il consolato giapponese e si  ostinatamente rifiutato di snazionalizzarvi. Tutto questo lo ha compromesso gravemente. Senza discutere oltre, i quattro agguantarono Kamejiro, che capiva sempre meno, lo ficcarono nella camionetta e partirono alla ricerca di altri elementi sospetti.
Alle undici e mezzo Scigeo, che era tornato a casa di corsa in
bicicletta per riferire alla famiglia sullo spettacolo pauroso al quale aveva assistito, non pot farlo perch quando seppe da Reiko che suo padre era stato portato in campo di concentramento perdette letteralmente la parola. Dunque erano veramente in guerra, e comprese che non solo lui ma tutti gli altri giapponesi ne sarebbero andati di mezzo. Riusc soltanto a balbettare: Ma pap non pu aver fatto nulla di male, eh?.
Fratello e sorella si guardarono spaventati, e fu Scigeo a formulare il dubbio che era passato per la mente di entrambi: Per pap usciva tutte le sere.
Scigeo!, protest Reiko-san. Come osi?.
Io sto soltanto cercando di ragionare come un agente dello F.B.I., spieg Scigeo per giustificarsi.
Il loro turbamento crebbe ancora quando videro arrivare di corsa il signor Iscii, che in preda a una vivissima agitazione comunic loro la stupefacente notizia: L'esercito giapponese si prepara a sbarcare all'altro capo dell'isola. Ha gi espugnato Maui e Kauai.
Ma  impossibile!, grid Scigeo.  tutta mattina che giro per Honolulu e nessuno sa niente di questa storia.
Vedrete!, li assicur l'omino. Prima di domani sera qui dominer il Giappone. Con grande sorpresa dei ragazzi
Sakagawa, quella previsione pareva letteralmente entusiasmare Iscii. Scigeo lo afferr per un braccio.
Signor Iscii, badi a come parla! L'F.B.I. ha appena arrestato pap.
Quando verranno i giapponesi sar esaltato come un eroe, dichiar l'omino giubilante. Adesso tutti quelli che hanno sempre riso di noi giapponesi impareranno a cambiare idea sul nostro conto. Vedrete quel che succeder non appena le nostre truppe entreranno a Honolulu. Agit verso i due giovani un indice ammonitore e scomparve con la rapidit con cui era venuto.
Dev'essere matto, comment malinconicamente Scigeo. Mentre il gazzettino della comunit svoltava l'angolo, una pattuglia entr a Kakaako annunciando attraverso un altoparlante: Tutti i giapponesi sono consegnati in casa. Non lasciate le vostre abitazioni. Ripetiamo. Non lasciate le vostre abitazioni.
Scigeo usc spiegando: Ma io sono il fattorino domenicale dell'ufficio telegrafico.
Dopo un attimo d'incertezza il capopattuglia prese una decisione che quel giorno alle Hawai sarebbe stata presa da tanti altri e infinite volte: i giapponesi sono tutti spie, tutti traditori; devono essere arrestati tutti quanti; questo per lo conosciamo personalmente;
svolge una funzione indispensabile, perci per lui far un'eccezione.
Il capopattuglia diede un'occhiata alla bicicletta del ragazzo, sulla quale spiccava a chiare lettere la sigla dell'uffcio del telegrafo, e gli domand: Sei tu quello che gioca per Punahu?.
S.
Bene. Puoi andare.
Non potreste darmi un lasciapassare? Non ho nessuna voglia di esser preso a fucilate.
Certo. To', tieni.
Alle due di quel pomeriggio Scig si ripresent all'ufficio del telegrafo per farsi consegnare la nuova distribuzione, nella quale era compreso anche un telegramma indirizzato al generale Lansing Hommer, ma poich il generale abitava all'altro capo del suo percorso Scig cacci il messaggio in fondo al mucchio prendendo quindi a pedalare attraverso la zona occidentale di Honolulu, in direzione di Pearl Harbour. Soltanto allora, vedendo le devastazioni, comprese veramente e meglio di ogni altro che cos'era accaduto e che cosa doveva ancora accadere. Dal porticato di una casa dove si era fermato a consegnare un telegramma scorse distintamente l'ancoraggio di Pearl Harbour, lungo i cui moli le navi colpite giacevano coricate su un fianco eruttando colonne di fiamme.
Il destinatario del telegramma osserv: Be', a quanto pare quei maledetti gialli l'hanno combinata bene la frittata! I giornali seguitavano a ripetere che i giapponesi non potevano pilotare aerei perch hanno gli occhi storti. Be', se vuoi sapere il mio parere, penso sar meglio che ci mettiamo a cercare anche noi piloti strabici e anche mitraglieri strabici, direi. Sono rimasto sotto questo porticato per tre ore senza vedere uno solo, dico uno solo dei nostri, colpire un apparecchio di quei fottuti. Tu che ne dici?.
Sicch secondo lei si sarebbero salvati tutti?.
Tutti dal primo all'ultimo... porci farabutti....
Un imbecille mi diceva poco fa che i giapponesi sono gi sbarcati, osserv Scig.
Questo non succeder mai, rispose l'uomo. I giapponesi sono riusciti a farla alla marina perch in marina sono tutti una manica di fannulloni e basta. Ma quando tenteranno di sbarcare si troveranno contro gli scarponi e allora sentiranno che solfa! Io ho due figli in fanteria, due ragazzi in gamba. E tu?.
Ho due fratelli.
In fanteria anche loro, spero?.
S, e anche loro in gambissima.
Non credo che i gialli la spunteranno con la fanteria, concluse l'uomo decidendosi finalmente ad aprire il telegramma.
Alle quattro di quell'infernale pomeriggio Scigeo Sakagawa giunse finalmente al termine del proprio percorso e sempre pedalando di lena infil il lungo viale che portava alla residenza del generale Hommer. Lo ricevette il generale in persona, livido in volto, il quale dopo aver ritirato il telegramma firm a matita la ricevuta. Il suo comando era stato praticamente distrutto. Le isole di cui gli avevano affidato la difesa erano alla merc del nemico.
Il suo stesso quartier generale era stato impunemente mitragliato, e adesso dopo una simile catastrofe gli toccava anche ricevere cablogrammi da Washington! Per quel particolare telegramma non riusc proprio a digerirlo. Dopo averlo letto cacci una tremenda bestemmia, quindi lo appallottol e lo gett sul pavimento, dove lentamente il foglio si spieg quel tanto che bastava per lasciar vedere a Scig ch'era stato spedito dal ministero della Guerra. Informava il generale Hommer che, in base a informazioni segrete, Washington credeva di aver capito che il Giappone volesse tentare un attacco di sorpresa contro Pearl Harbour. Con tutti gli infiniti sistemi di comunicazione lampo di cui dispone uno stato moderno, Washington avrebbe potuto far pervenire il messaggio tempestivamente, evitando in tal modo il massacro, ma il cablogramma, anzich essere trasmesso col mezzo pi urgente, era stato inoltrato sulle normali vie di comunicazioni telegrafiche commerciali ed era giunto dieci ore dopo, consegnato in bicicletta da un fattorino giapponese.
L'entusiasmo con cui Goro e Tadao si precipitarono a offrire i loro servigi all'America fu ricambiato con entusiasmo inversamente proporzionale. Il 298o reggimento di fanteria che Goro corse a raggiungere alla caserma di Schofield dove quel reparto era acquartierato, si componeva per la massima parte di soldati semplici giapponesi comandati da ufficiali non giapponesi, e fu questa unit a ricevere l'ordine di riparare nel pi breve tempo possibile i danni provocati dal bombardamento nipponico a Hickam Field, dove dozzine di aerei americani erano andati distrutti. Non appena gli aviatori si videro circondati da tutte quelle facce gialle si misero a urlare: Sono sbarcati i giapponesi!, e alcune guardie, colte dal panico, incominciarono a sparare.
Piantatela!, gli gridarono quelli del 298. Siamo americani!. E nei tre giorni che seguirono il reparto comp prodigi, lavorando diciotto e anche venti ore il giorno per rendere praticabile il campo.
 il miglior reparto dell'isola, rifer ammirato un ufficiale superiore haole. Non  possibile dubitare dei sentimenti di questi giovani!.
Purtroppo per la sera del 1 dicembre dalla California giunse al quartier generale americano di Honolulu un messaggio nel quale era messa in rilievo l'energia con cui lo stato della California rastrellava tutti i propri criminali giapponesi, e immediatamente un ufficiale superiore premette il bottone del panico. In tal modo nelle ore ovattate di silenzio e di paura che precedono l'alba, tre compagnie fidatissime di soldati haole, armati sino ai denti, furono mandate a eseguire uno dei compiti pi assurdi della seconda guerra mondiale. Goro Sakagawa, il primo ragazzo giapponese del 298 a cacciar fuori la testa della tenda grid: Cristo! Siamo accerchiati!.
I suoi compagni saltarono dalle brandine e fecero per imitarlo, quando una voce severa che usciva con tono metallico, impersonale da un altoparlante ordin: Soldati giapponesi, ascoltatemi bene! Restate dove siete. Non vi muovete. Siete accerchiati. Non vi muovete!.
Quindi un'altra voce grid: Soldati giapponesi! Voglio che scegliate uno di voi quale vostro portavoce, uno per tenda. Solo costui dovr venire avanti! Presto!.
In rappresentanza dei compagni della propria tenda usc Goro, vestito delle sole mutandine, mentre la voce proseguiva: Voi, soldati giapponesi che siete rimasti nelle tende, toglietevi i fucili, le rivoltelle, le granate. Presto! E voi che siete usciti accatastate ogni cosa.
Quando questo fu fatto, la solita voce continu: Se in questo accampamento vi sono soldati non giapponesi escano subito. Avete cinque minuti. Presto.
Senza osare di guardare in faccia i commilitoni giapponesi i bianchi si allontanarono in silenzio. Trascorsi i cinque minuti, sotto le tende non erano rimasti pi che i giapponesi, i quali si domandavano esterrefatti: Questo significherebbe per caso che hanno intenzione di schiaffarci in campo di concentramento?.
La risposta a tale interrogativo non doveva tardare a giungere. Radunatevi laggi, ordin la voce metallica. Cos come siete! Cos come siete!. Mentre i giovani si incolonnavano, sempre pi disorientati, il colonnello che aveva parlato per primo li inform: Siete stati disarmati per misura precauzionale. Non possiamo sapere quando i vostri connazionali attaccheranno di nuovo e non possiamo pertanto mettere a repentaglio l'incolumit della nostra retroguardia lasciandovi armati. Resterete in questo recinto di ferro spinato sino a nuovo ordine. E ricordate: se farete una sola mossa per uscire di qui i miei uomini hanno un ordine preciso: sparare!.
Per tre giorni di profonda umiliazione, durante i quali circolarono le voci pi assurde e discordi, i giapponesi del 298 rimasero consegnati sotto le canne puntate dei fucili mitragliatori dei loro connazionali americani, finch la sorveglianza si allent ed essi si sentirono dire: Vi lasciamo liberi per espletare lavori di corve', per guai a voi se toccate un'arma. Rompete le righe. Per fare un esempio, Goro fu assegnato alla pulizia delle latrine.
Tadao, allorch aveva lasciato casa sua di corsa, il 7 dicembre, si era presentato immediatamente all'universit dove si era acquartierato in permanenza nei dormitori il reparto dei giovani premilitari ai quali apparteneva. Arriv giusto in tempo per essere spedito coi compagni a respingere uno sbarco di paracadutisti nipponici che si diceva fosse in corso a nord di Capo Diamante. Naturalmente si trattava di una notizia priva di qualsiasi fondamento, ma il quartier generale si guard bene dall'informarne il reparto, cosicch i giovani, tutti giapponesi, pattugliarono la zona per quattro giorni senza un attimo di sosta. A provvedere a rifocillarli furono le loro stesse famiglie.
Durante quei giorni angosciosi Tadao Sakagawa si domand con estrema sincerit come si sarebbe comportato se si fosse trovato di fronte ai soldati dell'esercito imperiale nipponico. "Sparerei, si rispose infine. "Sarebbero miei nemici e sparerei. Al bacino idrico dov'era stato distaccato, Minora Sakagawa, che dal canto suo faceva parte della formazione premilitare di Punahu, giunse alla stessa conclusione. Alle isole Hawai, in quelle dolorose giornate cariche d'incertezza e di angoscia, circa quattordicimila nippo- americani in et d'impugnare le armi si trovarono costretti a lottare con la propria coscienza per risolvere questo terribile dilemma, ma tutti pervennero all'identica conclusione.
Infine, dopo varie settimane durante le quali si distinsero per coraggio e altissimo senso del dovere, tutti i giovani giapponesi delle formazioni premilitari si sentirono dire: Non c' pi posto per voi in questi reparti. Toglietevi le uniformi. Non fu data loro alcuna spiegazione, alcuna alternativa, e anche Tadao e Minora dovettero svestire l'uniforme americana di cui erano tanto fieri e mostrarsi il giorno dopo in borghese. Un soldato haole dell'Arkansas, vedendoli passare per la strada, li apostrof: Come mai voialtri gialli non siete in divisa come me? Perch devo combattere
io per difendere voialtri occhi storti?.
Minora, un pezzo di ragazzo dal temperamento combattivo, aveva i pugni facili. Fece perci per gettarsi sul militare dell'Arkansas, ma Tadao, pi tranquillo e riflessivo del fratello, lo ferm in tempo sussurrandogli: Bada che se ti metti a fare a cazzotti con un militare ti linceranno.
E va bene! Per questa volta ingoio, ma bada che la prossima non mi terr pi nessuno, borbott Minora furibondo.
Quel giorno per dovevano accorgersi che sarebbero stati costretti a ingoiare ben altro. Uscendo dal quartier generale della loro formazione dove si erano recati invano per chiedere di essere riassunti, videro venire innanzi la loro madre, come sempre vestita del solito chimono nero. Camminava un po' piegata in avanti, col passo caratteristico delle contadine, strascicando gli zoccoli. Minora dovette ammettere che aveva un'aria estremamente esotica e non fu dunque stupito quando una piccola folla le si raccolse intorno, ingiuriandola e urlandole in una lingua ch'ella non era in grado di capire, che la vista di una vecchia giapponese in chimono per le vie di Honolulu era una sporca provocazione. Prima che i suoi ragazzi potessero raggiungerla alcuni bulli gi avevano incominciato a strapparle di dosso il chimono.
Perch non porti scarpe come tutti gli americani che si rispettano?, urlavano i giovinastri spingendola sempre pi in un angolo. Lvati quegli zoccoli, ordin il capobanda dando un calcio agli zori che evidentemente urtavano troppo la sua sensibilit patriottica. Su, che cos'aspetti?.
Fulmineamente Minora e Tadao balzarono sul gruppetto, pronti a difendere la loro mamma. Per fortuna furono riconosciuti da vari tifosi i quali si misero a urlare: Sono i ragazzi Sakagawa!. L'incidente si chiuse cos, ma Tadao, ch'era un diplomatico nato, sussurr in un orecchio a Yoriko che atterrita non aveva capito nulla: Togliti gli zori. Sono quelli che li hanno fatti andare in bestia. Subito la donna si sfil gli zoccoli tra le acclamazioni della folla. Nel riaccompagnarla a casa Tadao le consigli: Non devi pi mostrarti in pubblico in chimono.
E comperati delle scarpe, in nome di Dio!, sbott Minora, che come tutti i ragazzi della sua et non riusciva a capire perch
i genitori si ostinassero a vestire all'antica.
Nei giorni che seguirono Minora e Tadao furono ripetutamente messi alla prova. Essendo nati in territorio americano erano cittadini statunitensi e teoricamente potevano anche aspirare alla presidenza della repubblica stellata; per erano anche giapponesi e pertanto furono sottoposti a umiliazioni peggiori persino di quelle imposte ai residenti stranieri. Pi volte furono minacciati da soldati ubriachi, e infine la prudenza consigli loro a non farsi pi vedere per strada.
Ma l'animosit contro tutti i giapponesi in genere sal al parossismo quando le Hawai, nel costatare con quale efficienza il Giappone avesse sconfitto le truppe locali, cercarono di trovare una spiegazione logica di questo fatto nell'ipotesi pi facile e apparentemente pi plausibile. Non verrete mica a dirmi che i gialli sarebbero riusciti a bombardare cos le nostre navi se non fossero stati informati dalle nostre spie locali della loro stessa razza, gridava la gente nei bar.
Io vi posso garantire che i lavoratori di Malama Sugar hanno indicato la rotta di Pearl Harbour ai bombardieri nipponici lanciando frecce per aria nascosti nella canna da zucchero, assicur un luna.
L'F.B.I. ha dimostrato che quasi tutte le cameriere giapponesi che lavorano per i militari sono agenti al servizio del Mikado, annunci un funzionario.
Lo stesso ministro della Marina, dopo aver visitato il teatro della catastrofe, dichiar senza esitazione alla stampa: Le Hawai sono state vittime della pi efficiente quinta colonna uscita da questa guerra, Norvegia a parte.
Non deve stupire pertanto se molti giapponesi furono arrestati e rinchiusi in fretta in prigioni improvvisate; gli altri ancora in libert ebbero perci ragione di credere alle dicerie che correvano secondo le quali tutti i giapponesi hawaiani sarebbero stati ben presto confinati a Molokai. Quando per ormai le prigioni erano gremite ed erano gi giunte in porto le navi destinate a trasportare gli arrestati nei campi di concentramento appositamente allestiti nel Nevada, accadde un fatto inatteso, un fatto che pi di qualsiasi altro serv a sanare le ferite prodotte dall'attacco a Pearl Harbour. Hoxworth Hale, la moglie di Hewlett Janders, la moglie di John Whipple Hoxworth, Lucinda Whipple, ch'era zitella e faceva la bibliotecaria, si recarono ciascuno di propria iniziativa e senza essersi consultati fra loro alle prigioni dov'erano rinchiusi i giapponesi. Trattandosi di esponenti della comunit, furono subito fatti entrare e mentre percorrevano i corridoi dichiararono ai carcerieri: Noi conosciamo bene queste persone. Non possono assolutamente essere spie. Liberatele.
La signora Janders port addirittura il marito in uniforme di ufficiale di marina il quale garant personalmente per una mezza dozzina di ottimi cittadini che conosceva da anni. Ma  ridicolo rinchiudere gente simile in un campo di concentramento! Sono onesti americani quanto me.
Se li lasciamo andare se ne rende garante lei?, gli domand l'agente di custodia che era un funzionario dell'F.B.I.
Si capisce! Sar orgoglioso di rendermi garante di un uomo come questo, per esempio. Iciro Ogawa! Esci subito di qui e torna al lavoro.
Circa trecento giapponesi furono cos scarcerati grazie allo spontaneo intervento di questi discendenti di missionari. Non che amassero in modo particolare i giapponesi o che temessero le truppe imperiali nipponiche meno dei loro vicini: da buoni cristiani non sopportavano di veder maltrattati individui innocenti, ecco tutto. In California, dove il pericolo immaginario di un'eventuale quinta colonna era infinitamente minore del pericolo reale che avrebbe potuto esservi alle Hawai, furono adottate misure crudeli e pazzesche, destinate a trasformarsi per l'America in una vergogna perenne: famiglie intere di provata rettitudine e di sicuro patriottismo furono disperse, i loro beni personali confiscati, la loro dignit oltraggiata, calpestati i loro diritti di sudditi americani. Nulla di tutto questo accadde alle Hawai perch non lo permisero uomini come Hoxworth Hale e Hewlett Janders, e donne come Lucinda Whipple e la signora Hoxworth, che si recarono di persona nelle carceri a liberare gli innocenti.
Quando per Hoxworth Hale si trov a passare davanti alla cella in cui era rinchiuso Kamejiro Sakagawa, comprese di trovarsi di fronte a un complicatissimo dilemma di ordine morale; infatti non poteva giurare agli agenti dell'F.B.I. che quell'uomo fosse davvero innocente. Di lui si sapeva che era un dinamitardo, che si era gi cacciato nei guai ai tempi dello sciopero di Malama Sugar, si era sempre rifiutato di far cancellare il nome dei propri figli dai registri di nazionalit giapponesi; da anni aveva l'abitudine di girare nottetempo per tutta Honolulu; infine gestiva una bottega di barbiere dove si serviva delle grazie non comuni della propria figliuola per attirare marinai e soldati. Questi erano i fatti a suo carico. D'altra parte, per, Hale sapeva anche che i migliori giovani nippo-americani di Honolulu erano proprio i figli di Kamejiro. Perci, anzich passar oltre, si ferm e chiese il permesso di parlargli a quattr'occhi. Non appena l'uscio della cella fu aperto gli sedette accanto domandandogli per mezzo dell'interprete: Signor Sakagawa, perch si  sempre rifiutato di porre termine alla duplice nazionalit dei suoi figliuoli?.
Negli occhi di Kamejiro si accese immediatamente la solita luce ostinata, ma rendendosi conto che se non avesse detto la verit probabilmente non avrebbe pi riveduto i suoi ragazzi, ritenne fosse giunto il momento di parlare. Prima per chiese: Mi giura che non dir mai niente ai miei figli?.
Glielo giuro, rispose Hale, che aveva a sua volta grossi grattacapi familiari, e diede ordine all'interprete di fare altrettanto.
Mia moglie e io non siamo sposati, incominci Kamejiro.
Ma se ho visto io il vostro certificato di matrimonio!.
D'accordo, quello americano; ma quello americano non conta, spieg Kamejiro. Quando chiesi a Hiroscima-ken di mandarmi una sposa per procura mi scelsero a caso una ragazza che venne sposata laggi secondo le leggi giapponesi, e il suo nome venne iscritto nel registro del villaggio con la specificazione che quella era la mia legittima consorte.
Be'! E dov' la complicazione, allora?, domand Hale.
Diventando rosso come un peperone Kamejiro si decise a sputare il rospo che da tanti anni lo soffocava. Ecco, quando quella ragazza arriv qui non mi piacque, e ci fu pure un altro al quale non piaceva la moglie che gli avevano scelta.
Cos avete fatto cambio?, domand Hale mentre un involontario sorriso gli sfiorava le labbra. La cosa gli pareva semplicissima.
Appunto. Perci adesso risulta che qui siamo sposati con una, e in Giappone con un'altra.
Ma logicamente il suo vero paese  questo, ed  questo che conta, osserv Hale.
No, lo corresse pazientemente Kamejiro. La mia vera patria  il Giappone, e non saprei resistere alla vergogna se nel mio villaggio si dovesse venire a conoscenza della brutta azione che ho commessa.
Un cos tenace amore per la propria terra, pure in circostanze tanto drammatiche, colp profondamente Hale. Nondimeno egli ribatt con condiscendenza: Ma non credo che possa pi avere molta importanza, dopo tanto tempo.
Oh, no!, protest con veemenza Kamejiro. E quello che disse poi evoc in Hale tutta una gamma vibrante di memorie personali. Perch la moglie che mi sono presa in cambio si  rivelata una donna ideale, mentre quella che  toccata al mio amico era una donnaccia che gli ha rovinato l'esistenza. La mia felicit  scaturita dalla sua disgrazia, e io non posso fargli dell'altro male. Perlomeno al nostro villaggio  considerato ancor oggi un uomo degno di rispetto. No, non posso rovinarlo pi di quanto ho gi fatto.
Hale strinse i pugni, riflettendo come quei problemi fossero cos stranamente simili ai suoi. Nonostante l'insistenza degli amici, infatti, egli si era rifiutato sino a quel giorno di far rinchiudere Malama nell'unico posto dove la povera donna avrebbe dovuto stare: una clinica per alienati; ma egli l'amava troppo per risolversi a un passo tanto doloroso. In quella devozione a una donna, nella comune angoscia per i figli sui quali pendeva la minaccia di una partecipazione attiva a una guerra sterminatrice, Hale sent a un tratto un intimo legame tra s e quel piccolo giapponese dalle gambe storte che gli sedeva accanto. In tono calmo e sicuro dichiar all'agente dell'F.B.I.: Lasci libero quest'uomo! Me ne rendo garante io. Kamejiro pot cos rientrare in seno alla sua famiglia.
Naturalmente quando il giardiniere Iciro Ogawa, che era stato salvato dall'intemamento da Hewlett Janders, pretese poco dopo un aumento di salario, il grosso Hewie diede in escandescenze accusando il giapponese di antipatriottismo. Come osava domandare un aumento di salario in un momento tanto critico della storia americana?
Ma io non posso pi vivere con un dollaro e quaranta cents il giorno!, protest il piccolo giapponese. La vita  talmente rincarata....
Osi minacciarmi?, tuon Janders.
I soldi che mi d non mi bastano pi!, insistette Iciro.
Non appena il suo giardiniere se ne fu andato, Janders chiam l'ufficio della polizia segreta di Pearl Harbour. Lemuel, grid nell'apparecchio schiumando di rabbia, c' qui un mio dipendente sulla cui lealt ho molti dubbi. Secondo me bisognerebbe farlo partire subito.
Come si chiama?.
Iciro Ogawa:  un piantagrane spaventoso.
Quella sera stessa Ogawa fu acciuffato e spedito in un campo di concentramento del continente, dopodich nessuno os pi chiedere un aumento di salario.


Capitolo 15.

Nessun abitante delle Hawai si sottrasse agli effetti di Pearl Harbour, anche se il mattino del 7 dicembre nessuno avrebbe potuto sia pur lontanamente prevedere i mutamenti cui stava per andare incontro. Per esempio, Hewlett Janders si trov tutt'a un tratto coi gradi di capitano di vascello a controllare i servizi del porto. Portava una costosa divisa fatta su misura, forse i pi bei galloni del Pacifico, e alla fine si guadagn una citazione presidenziale al merito per aver saputo tenere il porto sempre sgombro, pronto ad accogliere soltanto materiale di guerra.
Il conflitto colse sul continente la moglie di John Whipple Hewlett, la quale non pot cos rientrare alle Hawai se non tre anni dopo. Diciannove pronipoti di Rafer Hoxworth, il battagliero lupo di mare di New Bedford, vestirono la divisa, comprese due ragazze che diventarono ausiliarie, e un totale di nove discendenti femmine del dottor John Whipple sposarono ufficiali dell'esercito che avevano conosciuto a Honolulu.
Naturalmente gli effetti pi drammatici di Pearl Harbour ricaddero sui Sakagawa: ma di questo parler pi tardi, poich  importante che tutti sappiano come in virt della guerra i componenti di questa grande famiglia di giapponesi diventarono di pieno diritto cittadini americani.
Oltre che sui Sakagawa, le ripercussioni di quella terribile giornata di rovina e di sconfitta si riversarono pesantissime sull'immenso hui Ki. Due giorni pi tardi la novantaquattrenne Nyuk Tsin fu condotta dal nipote Hong Kong a far il giro della citt, e la vegliarda, nel vedere la confusione in cui erano caduti i cittadini bianchi di Honolulu, intu che il semestre immediatamente successivo avrebbe offerto allo hui occasioni praticamente infinite di guadagni materiali, e che qualora esso se le fosse lasciate sfuggire non avrebbe pi avuto alcun diritto alla considerazione del prossimo.
Quella sera stessa convoc figli e nipoti, e non appena la piccola casa di Nuuanu fu gremita come sempre sino all'inverosimile e le tendine nere dell'oscuramento furono calate annunci:
Gli haole si stanno preparando a fuggire da Honolulu. Asia, credi che i giapponesi invaderanno le Hawai?.
No.
Allora perch gli haole scappano?.
Pu darsi che siano meglio informati di me, rispose Asia, sempre cauto.
E credi che gli aerei giapponesi torneranno?, insistette Nyuk Tsin.
So che i nostri campi di aviazione di Wheeler e di Hickam sono stati distrutti, replic Asia. Per ho udito al ristorante un ufficiale di marina dichiarare che, nonostante questo, la prossima volta saremo in grado di ricacciare ugualmente un'incursione aerea nemica.
Dopo essersi passata le mani grinzute prima sulle gote infossate, poi sui capelli praticamente scomparsi, Nyuk Tsin riprese:
Hong Kong, e tu credi che i giapponesi torneranno?.
Forse tenteranno di tornare, ma non credo che vi riusciranno.
Ritieni che noi possiamo tranquillamente tentare la nostra sorte qui a Honolulu? Voglio dire: possiamo essere sicuri che i giapponesi saranno respinti?.
S, dichiar Asia.
Ha molta importanza?, domand Hong Kong. Questi era un uomo di quarantott'anni al quale il padre, l'avvocato Africa Ki, aveva insegnato con raffinatezza cinese la difficile arte del sopravvivere. Sino a quel momento non era ancora molto noto nell'arcipelago, poich aveva preferito vivere in disparte, lasciando che si facessero avanti, quali rappresentanti di figura del grande hui Ki, i suoi zii, i quali godevano di una forte popolarit. Ma Nyuk Tsin, che rappresentava il cervello dello hui, sapeva di avere in Hong Kong l'unico successore degno di lei. Quando dunque il nipote domand: Ha molta importanza?, drizz le orecchie.
Qualora il Giappone dovesse conquistare le Hawai, riprese Hong Kong, saremmo tutti giustiziati dal primo all'ultimo quali esponenti della comunit cinese; perci  inutile che ci stiamo a crucciare prima del tempo a questo proposito. E poich l'F.B.I. non ci permetter mai di rifugiarci sul continente, anche questo punto non ci deve preoccupare. Dobbiamo restar dove siamo, pregare che non vincano i giapponesi e lavorare pi sodo che mai.
Dopo averlo ascoltato attentamente Nyuk Tsin lasci ricadere nel grembo le mani ossute e sussurr: La nostra disgrazia  la nostra fortuna. Noi non possiamo scappare, ma gli haole s: salteranno sulle navi in partenza come tanti conigli spaventati, e non appena se ne saranno andati sopraggiungeranno soldati e marinai con le tasche piene di quattrini. Allora saremo qui noi. Questa guerra durer un pezzo, e se lavoreremo sodo il nostro hui diventer pi forte che mai.
Ma in che modo dovremmo lavorare, secondo te?, domand Asia.
Dobbiamo darci da fare a comperare terreni, rispose Nyuk Tsin con la terribile tenacia di una contadina hakka dall'insaziabile fame di terra. Non appena gli haole spaventati saranno fuggiti, noi dovremo acquistare tutti i loro terreni.
Ma non abbiamo abbastanza denaro per far questo, protest Hong Kong.
Scusatemi, non mi sono espressa bene. Si capisce che non possiamo permetterci di comprare in contanti: per possiamo versare piccoli depositi con l'impegno di pagare il resto in seguito. Nel frattempo lavoreremo la terra cos acquistata, e col denaro che ne ricaveremo salderemo i debiti.
Ma come riusciremo a racimolare il denaro sufficiente per pagare anche soltanto i piccoli anticipi che tu dici?, domand Hong Kong.
Dobbiamo raccogliere tutto il nostro liquido, sino all'ultimo cent. Di quest'operazione ti occuperai tu, Asia: trasforma tutto in contante, tranne i negozi di Hotel Street, che serviranno per i soldati. Australia, metti a lavorare tutte le tue donne. Le tue nipoti non potrebbero avviare a Waikiki una bancarella di salamini caldi?.
In tal modo lo hui incominci ad architettare i mezzi pi efficaci per far entrare nelle proprie tasche tutti gli spiccioli dei futuri militari di passaggio. Tuttavia il punto pi importante doveva ancora essere discusso.
Domattina tutti voi in grado di farlo dovete presentarvi a Pearl Harbour, ordin Nyuk Tsin. Se il cantiere navale  davvero malridotto come si dice occorreranno molte braccia. Poich avranno paura di usare manodopera giapponese, i nostri uomini otterranno buoni impieghi; per tutti i soldi che guadagnerete dovranno essere consegnati ad Asia.
La famiglia convenne all'unanimit che quel consiglio era ottimo. Nyuk Tsin, soddisfatta, si volse allora a Hong Kong:
Il tuo compito sar il pi difficile di tutti. Toccher a te raccogliere il denaro che verr consegnato ad Asia e provvedere all'acquisto dei terreni, pagando naturalmente il minimo che occorrer per ottenerne il diritto di possesso. E ricorda che quando la gente scappa in preda alla paura, accetta sempre qualsiasi anticipo in contanti, senza sottilizzare troppo sulla data del saldo.
Dopo averla attentamente ascoltata Hong Kong domand: Che cosa conviene comperare? Terreni da costruzione o abitazioni private?.
Il problema venne discusso finch Nyuk Tsin tagli corto dichiarando: In seguito, a guerra finita, i grossi capitali finiranno tutti in terreni industriali; ma in questo momento le isole si empiranno di gente che cercher casa.
Che cosa devo fare, dunque?, insistette Hong Kong.
Adesso devi comperare case, e via via che incasserai gli affitti investirai quel denaro nell'acquisto di terreni industriali. Nyuk Tsin si volse poi a guardare i membri pi anziani dello hui, soggiungendo: Nei prossimi anni occorrer molto coraggio poich non appena la guerra finir, la gente torner di corsa e dir: Ah, questi maledetti cinesi! Ci hanno spogliato di tutti i nostri averi!. Dimenticheranno che loro sono scappati in preda alla paura, e noi no. Ma quello che diranno non vi deve importare. Ebbe una risata chioccia e prosegu in tono di ironico rimprovero verso i suoi uomini: Non ho mai veduto gente tanto spaventata come siete voi stasera. Se poteste scappare scappereste anche voi, dal primo all'ultimo. Per fortuna ci pensa l'F.B.I. a impedirvelo, cos sarete costretti a restare e a sgobbare come intendo io.
Da quella riunione notturna derivarono a Honolulu tre mutamenti sostanziali.
Primo: buona parte delle bottegucce che vendevano ai militari cibi unti, bevande analcooliche e torrone appiccicoso erano gestite da membri dello hui Ki. I prezzi erano ragionevoli, i locali puliti e tutti facevano ottimi affari.
Secondo: a Pearl Harbour, non appena ebbe inizio a tempo di primato l'opera di ricostruzione della base distrutta, un numero sterminato di revisori, contabili, spedizionieri, assistenti con funzioni direttive si chiamavano Ki. Guadagnavano bene, lavoravano come macchine, si comportavano senza dar nell'occhio, e avevano saputo rendersi indispensabili.
Terzo: non appena l'esercito incominci a trasportare in volo, a centinaia, consiglieri civili (e quando si trattava di funzionari anziani questi erano accompagnati anche dalle rispettive famiglie) tutta questa gente si accorse che se voleva trovare un alloggio doveva rivolgersi a Hong Kong Ki; persino generali e ammiragli si sentivano dire: Vi consigliamo di mettervi d'accordo con Hong Kong. A mano a mano che la guerra progrediva e le Hawai seguitavano a riempirsi, con gli afftti che salivano alle stelle e i negozi gremiti di clienti, soltanto Nyuk Tsin e Hong Kong sapevano con quale abilit sotterranea i Ki stessero tramutando il proprio denaro contante in lotti sterminati di terreno industriale.


Capitolo 16.

Gli effetti meno appariscenti ma pi profondi della guerra si fecero sentire infine su Hoxworth Hale, che all'inizio del conflitto aveva appena compiuto i quarantatr anni. Naturalmente si offr subito volontario, rammentando ai generali locali le proprie esperienze di combattente della prima guerra mondiale, ma si sent rispondere che la sua presenza alla H & H, le cui attivit erano strettamente collegate alle necessit militari, era indispensabile. In un secondo tempo, non appena seppe che un gruppo di ex studenti di Yale stava organizzando un reparto di sommergibilisti, tent di tutto per entrarvi, ritenendo di essere particolarmente adatto a un compito del genere, ma la marina gli fece osservare, non senza una punta di arroganza, che gli ex studenti di Yale in questione erano tutti, al massimo, dell'et di suo figlio. Si vide dunque costretto a restare a Honolulu, dove seguit a lavorare in diretto contatto con l'ammiraglio Nimitz e il generale Richardson, portando un contributo sostanziale allo sforzo bellico, poich tra gli altri suoi incarichi v'era quello di capo dell'Ufficio leva e di presidente del Comitato per la difesa civile.
Come capo dell'Ufficio leva si compiacque di notare la spontaneit e l'entusiasmo con cui si presentavano volontariamente i giovani giapponesi delle Hawai, e ritenne che l'arbitrario rifiuto dell'esercito ad accoglierli nelle sue file fosse ingiustificato, tanto che non esit a scrivere allo stesso presidente Roosevelt nei seguenti termini: Signor Presidente, posso parlare di questo argomento per esperienza diretta e affermare pertanto che questi giovani sono tra i sudditi pi leali sui quali possa contare la nazione. Perch non d ordine ai suoi collaboratori di formare un reparto combattente composto esclusivamente di giapponesi, da usarsi soltanto sul fronte europeo?
Lo deluse invece profondamente il fatto che pochissimi cinesi si facessero avanti per offrirsi d'impugnare le armi in difesa dell'America. Se non si presentano, tempest un giorno, dar ordine ai nostri uffici leva di stanarli col cianuro di potassio. Ma dove si sono andati a cacciare?. Quando per fece eseguire un'inchiesta da parte delle autorit civili venne a sapere che quasi tutti lavoravano a Pearl Harbour. Chiese allora all'ammiraglio Nimitz: Lei ritiene davvero che tutti quei giovani cinesi siano indispensabili allo sforzo bellico?.
Con sua enorme sorpresa si sent rispondere seccamente: S. Dobbiamo pur avere qualcuno che sappia adoperare i regoli calcolatori.
Al principio del 1942 il reparto aereo preg Hoxworth di unirsi a un gruppo di ufficiali superiori che avevano ricevuto l'incarico di recarsi in volo in varie isole del Pacifico meridionale per studiare la possibilit di costruirvi nuove piste di atterraggio. Naturalmente Hoxworth si affrett ad accettare: avendo una moglie pi che mai depressa e con la quale non era assolutamente possibile una conversazione coerente, una figlia in un collegio del continente e un figlio nell'aviazione, non gli rimaneva alcun motivo per restare a casa.  dunque facile immaginare con quale soddisfazione si mise in uniforme col finto grado di colonnello.
Il suo contributo militare a quel viaggio d'ispezione non fu molto significativo; ebbero invece una profonda importanza le sue osservazioni di carattere sociologico. Infatti tutte le volte che il vecchio idrovolante PBY si apprestava ad ammarare nello specchio di Johnston Island, o in quello di Canton o di Nukufetau, ed egli scorgeva dai finestrini quelle incantevoli lagune di cristallo e l'ampia curva lunata delle spiagge sabbiose che frangiavano la scogliera, gli tornavano alla mente le tante cose che aveva scritto sui tropici il suo antenato John Whipple, ed era cos in grado di offrire ai colleghi molti suggerimenti preziosi. La prima volta che pos il piede su un atollo corallino ebbe la netta impressione di essere tornato a casa, e ancorch avesse dimenticato da anni che gli scorreva nelle vene sangue polinesiano, sent insorgere in s con forza primordiale i fermenti di quella sua lontana ascendenza. Spesso, mentre i suoi compagni si recavano a ispezionare probabili zone di atterraggio, egli preferiva restare sulla scogliera in contemplazione del mare, dove quasi gli pareva di vedere, evocate da remoti ricordi atavici, le canoe dei suoi antenati.
Non furono per questi gli influssi profondi ai quali ho accennato. Questi incominciarono a esercitare i loro effetti allorch l'apparecchio che lo trasportava ammar nelle acque di Suva Bay, nelle isole Figi. Condotto a riva da una piccola nave britannica, trov a riceverlo il governatore, un inglese impeccabile che aveva la moglie americana. La visita incominci come una delle solite ispezioni di guerra a un'isola che da un momento all'altro poteva essere invasa dal nemico; ma via via che il gruppo degli osservatori americani approfondiva i propri studi sull'andamento della situazione alle Figi, Hoxworth Hale ne traeva impressioni che alla fine lo turbarono profondamente.
Come mai gli indiani sono tenuti segregati?, s'inform.
Oh, perch con gli indiani non  mai stato possibile venire a capo di nulla!, gli spieg il segretario del governatore.
E perch?, insistette Hoxworth.
Ha mai provato a lavorare con un orientale?.
Hale non rispose, ma osservando le piantagioni di canna delle Figi le trov in tutto e per tutto identiche a quelle delle Hawai. Eppure aveva anche lui lavorato coi giapponesi, esattamente allo stesso modo e senza difficolt eccessive. Riflett: "Alle Figi furono importati gli indiani, e alle Hawai i giapponesi per gli identici scopi e suppergi alla medesima epoca; ma con quali diversi risultati! Alle Hawai i giapponesi sono diventati americani pi che sopportabili; qui, invece, gli indiani sono veduti come il fumo negli occhi. Come mai?.
Tuttavia qualcosa di buono c', prosegu l'inglese. Qualora voi voleste requisire questo o quel terreno per le vostre piste di atterraggio non sarete mai costretti a trattare con gli indiani, perch gli indiani non hanno il diritto di possedere nemmeno un pezzettino di terra cos.
E perch?.
Degli orientali, possedere terre?, osserv in tono sprezzante l'azzimato giovanotto, ma entro di s Hoxworth si rispose: E perch no, in nome di Dio? Se non sbaglio, a Honolulu i Ki in questo momento controllano la met dei fabbricati cittadini e la miglior cosa che possa capitare a un giapponese  di possedere un orto o un campo, perch ci lo aiuta a star tranquillo e a tenerlo lontano dagli agitatori sindacalisti.
Sicch gli indiani non possiedono neppure un pezzo di terra?, domand Hoxworth a voce alta.
No, glielo vietiamo nel modo pi categorico, lo assicur il giovane segretario; e non hanno neppure diritto di voto, perci anche su questo punto possiamo dormir tranquilli.
Vuol dire che non hanno diritto di voto quelli nati in India, precis Hoxworth.
Oh, no! Non lo hanno neppure i nati qui, gli spieg il segretario.
Hoxworth riflett ancora: "Come ci siamo comportati diversamente, alle Hawai, noi americani!. Pi conosceva le Figi pi si sentiva soddisfatto del modo in cui gli orientali delle Hawai erano stati condotti per gradi alla cittadinanza totale. Gli indiani avevano il diritto di frequentare l'universit? Non esistevano universit; alle Hawai s, per, e quanto e come i giapponesi le frequentavano! Gli indiani possedevano almeno il terreno sul quale erano costruite le loro botteghe? No; alle Hawai, invece, cinesi e giapponesi possedevano tutto quello che volevano. Gli indiani potevano partecipare all'amministrazione governativa? Per amor del cielo, no; invece alle Hawai i loro cugini orientali gi vi si erano infiltrati. Gli indiani potevano aspirare a impieghi governativi? No. Alle Hawai, invece, i cinesi non solo lo potevano, ma erano ricercatissimi in quel campo.
In tal modo, attraverso un continuo raffronto tra le Figi e le Hawai, Hoxworth Hale si avvide che ci che era stato fatto nel suo arcipelago per inserire gli orientali nella vita hawaiana era degno di ammirazione, mentre gli sforzi con cui gli inglesi si erano accaniti sulle Figi a tenere isolati gli indiani in tutti i modi, trasformandoli in un elemento etnico infido e ostile, erano senz'altro da condannare.
Da questo raffronto Hoxworth Hale incominci a capire quanto fossero stati fondamentalmente giusti i discendenti dei missionari e ne concluse: "Nelle Hawai noi abbiamo creato una solida base dalla quale le nostre isole possono aspirare a un proseguimento verso un avvenire costruttivo, con giapponesi,
cinesi, filippini, caucasici e hawaiani stretti in un nucleo comune. Qui alle Figi, invece, con tutto l'odio che vedo tra le varie razze, non so davvero come potranno mai giungere a una soluzione possibile!. Riflett quindi con un sorriso amaro: "Perdiana, la prima volta che un lavoratore giapponese si metter a fare il rivoluzionario voglio proprio dirgli: "Watanabe-san, perch non vai un po' alle Figi a vedere come trattano gli indiani, laggi?". Tornerebbe di corsa a Honolulu gridando: "Per favore, signor Hale, mi faccia sbarcare. Voglio tornare alle Hawai! Qui s che si sta bene".
Ma proprio mentre si stava cos congratulando con se stesso dell'ottimo sistema di governo elaborato dai suoi antenati missionari, fu invitato a un banchetto offerto da sir Ratu Salaka, un maestoso capo fgiano, nero come la pece ma con tanto di laurea di Cambridge e di Monaco di Baviera. Nel trovarsi davanti a quello splendido esemplare di umanit discendente di un'antichissima famiglia indigena, vestito di un lava lava, con la sovrapposizione occidentale di camicia, giacca ed enormi scarpe di pelle marrone, il petto coperto di medaglie al valore guadagnate durante la prima guerra mondiale, Hale non seppe trattenersi dal pensare: "Alle Hawai non abbiamo neppure un indigeno come questo.
Sir Ratu Salaka era un personaggio veramente non comune. Parlava un inglese impeccabile, era informatissimo sull'andamento del conflitto e si preparava, bench fosse ormai sui cinquanta, a capeggiare un corpo di spedizione figiano contro i giapponesi.
Ricordate, miei cari amici aviatori, annunci profeticamente; quando invaderete isole come Guadalcanal e Bougainville, che io conosco per esservi stato pi volte in spedizioni di natura etnologica, dovrete ricorrere a esploratori come me, perch soprattutto di notte la nostra pelle scura costituisce gi di per s un'ottima mimetizzazione, mentre la nostra pratica della giungla ci permetter di spingerci dove nessuno di voi potrebbe mai penetrare; infine la nostra abitudine a muoverci senza far rumore ci consentir di piombare sugli avversari e di ammazzarli mentre i loro compagni saranno a meno di dieci metri di distanza. Quando avrete bisogno di noi chiamateci, perch siamo pronti.
Avete truppe indiane nei vostri reparti?, domand Hale.
A quella domanda il suo anfitrione scoppi in una sonora risata. Truppe indiane?, ripet in tono di sprezzo. Sa in quanti hanno risposto al nostro bando di chiamata volontaria, su una popolazione di oltre centomila indiani? In due; e come se non bastasse, col solenne impegno da parte nostra di non farli allontanare dal territorio delle Figi. Anzi, se non erro, si sono persino rifiutati di essere trasferiti su un'altra isola di questo arcipelago. No,
signor Hale, non abbiamo truppe indiane. Nessun indiano si  offerto di venire con noi, e del resto la cosa era prevista.
Hale riflett: "Alle Hawai da un numero uguale di giapponesi avremmo potuto raccogliere quindicimila volontari... pronti a combattere addirittura contro i loro stessi connazionali... mentre qui gli indiani si rifiutano di affrontare un nemico col quale non hanno neppure il pi piccolo legame di consanguineit. Di colpo torn a sentirsi infinitamente superiore.
Quando per sir Ratu Salaka ebbe finito il proprio cognac d'un fiato, da quel vero gentiluomo inglese che era, riprese: Devo confessarvi che qui alle Figi non siamo affatto orgogliosi del nostro fallimento nell'assimilare i lavoratori indiani. Un giorno pagheremo caro questo insuccesso: forse con una rivoluzione... E nella mia qualit di capo figiano mi sento particolarmente preoccupato dell'avvenire. Nondimeno se penso alle Hawai e al modo indegno in cui laggi sono stati trattati i polinesiani, ai quali non sono rimaste neppure le loro terre, mentre i migliori impieghi governativi sono stati dati ai giapponesi, se penso a come sia andata totalmente distrutta la civilt di un grande popolo, devo ammettere che anche se i nostri indiani non stanno bene come stanno invece i vostri giapponesi, noi figiani ci troviamo in una situazione mille volte superiore dei vostri hawaiani. Oltre a esserci conservati i nove decimi delle nostre terre, formiamo una larga parte della rappresentanza governativa locale; le nostre tradizioni sono pi vive che mai; prosperiamo, e non credo che uno solo di noi sarebbe disposto a mutare il proprio stato con un hawaiano. Eh, s, voialtri americani li avete proprio trattati molto male quei poveri hawaiani!.
Un silenzio impacciato si fece tra i presenti. Lo ruppe infine Hoxworth osservando: Forse la cosa la stupir, sir Ratu, e penso stupir pure i miei colleghi, ma io sono in parte hawaiano e non mi trovo affatto nello stato d'inferiorit al quale lei ha accennato test.
Sir Ratu era un vecchio parlamentare rotto a qualsiasi difficolt e gli capitava perci raramente di fare marcia indietro. Dopo aver studiato a lungo l'ospite replic con disinvoltura: A giudicare dalle apparenze direi che la sua met americana ha prosperato molto meglio della sua met hawaiana. Rise allegramente, offr a tutti un secondo giro di cognac, quindi soggiunse sempre rivolto a Hale: Scherzi a parte, mi sembra, signor Hale, che ogni tanto dovremmo affrontare seriamente questo interrogativo: per chi un popolo invasore detiene il mandato di un'isola? Qui gli inglesi hanno dichiarato: "Noi teniamo queste isole sotto mandato
nell'interesse dei figiani, e facendo questo hanno commesso un grave errore, per non dire una vera e propria ingiustizia, nei riguardi degli indiani fatti venire qui per lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero. Alle Hawai, invece, i vostri missionari apparentemente dovettero dirsi: "Noi teniamo sotto mandato queste isole per chiunque verr qui a lavorare la nostra canna da zucchero, e nel favorire i cinesi hanno recato un grave torto agli hawaiani. Secondo me, se i nostri antenati, miei e suoi, fossero stati veramente saggi avrebbero escogitato una soluzione di mezzo che avrebbe accontentato tutti quanti. Ma adesso voi signori siete diretti a Tahiti e vi accorgerete che i francesi laggi non si sono comportati affatto meglio degli inglesi qui e degli americani alle Hawai.
A questo punto Hale obiett: Se non altro, alle Hawai noi non temiamo il pericolo di una rivoluzione.
Sir Ratu, che era un gigante veramente sotto tutti i punti di vista, doveva sempre avere l'ultima parola, perci ribatt: Non avrete mai una rivoluzione, per tra qualche anno non avrete pi nemmeno un hawaiano. E su questa battuta il colloquio si chiuse.
Hoxworth Hale lasci le Figi in preda a emozioni confuse e contrastanti, ma quando il traballante PBY lo ebbe depositato coi colleghi su Samoa, il suo stato d'animo si fece ancor pi complesso. Giunse a Pago Pago la vigilia del giorno in cui gli isolani festeggiavano l'anniversario della propria annessione agli Stati Uniti d'America, risalente all'anno 1900, e fu informato che, avendo un sommergibile giapponese bombardato da poco Samoa, gli indigeni quell'anno intendevano celebrare la ricorrenza con particolare solennit. Quando per l'indomani mattina, alzandosi, vide che le montagne scoscese che circondavano Pago Pago erano coperte di cumulinembo pronti a rovesciare sull'isola cateratte di pioggia, pens che i festeggiamenti sarebbero stati sospesi.
Ma non conosceva la popolazione di Samoa! All'alba i marines indigeni si erano gi schierati sotto il diluvio, sparando a salve in segno di giubilo. Alle otto la banda di Fita Fita, in splendide uniformi, sfil alle note di Stars and Stripes Forever, finch alle dieci tutti i cittadini in grado di camminare avevano gremito la piazza d'armi fradicia di pioggia per assistere alle esercitazioni in grande stile delle truppe locali. Quindi un capo gigantesco, dal corpo che pareva colato nel bronzo e con una faccia da luna piena che sarebbe bastata per due, si and a mettere presso l'asta della bandiera, di dove tenne un appassionato discorso in samoano proclamando la propria devozione all'America. Lo seguirono altri
oratori, e a mano a mano che questi parlavano Hoxworth Hale incominci a cogliere alcune parole, poi frasi intiere, e mentre quegli accenti polinesiani gli risvegliavano antiche memorie, la sua confusione mentale si fece sempre pi profonda, al punto che quando la banda di Fita Fita attacc Star Spangled Banner e il cannone si mise a sparare, non ud neppure le fragorose acclamazioni della folla perch stava raffrontando mentalmente ci che vedeva a Samoa con ci che accadeva alle Hawai l'anniversario dell'annessione. A Samoa i cannoni tuonavano; alle Hawai le persone per bene conservavano un dignitoso silenzio. A Samoa la folla applaudiva; alle Hawai molti piangevano. A Samoa neppure un uragano impediva agli indigeni di assistere alla cerimonia dell'alzabandiera; alle Hawai la nuova bandiera non veniva nemmeno alzata perch gli hawaiani ricordavano ancora che l'annessione delle loro isole all'America era stata ottenuta col raggiro e la frode. Nel fatale cammino del progresso un popolo intiero era stato cancellato dalla faccia della terra, una societ di antichissime tradizioni cacciata nell'oblio. Era comprensibile che a Samoa i polinesiani celebrassero l'anniversario dell'annessione, ma che alle Hawai quell'anniversario passasse sotto silenzio.
Per Hoxworth Hale queste riflessioni erano particolarmente malinconiche: era stato proprio il suo bisnonno Micah a portare a compimento l'annessione delle Hawai, e la sua famiglia gli aveva sempre rammentato come quell'avvenimento fosse coinciso con la sua nascita, tanto che gli amici solevano dire: Le Hawai hanno la stessa et di Hoxworth, trasformando cos in una battuta giocosa ci che molti consideravano un crimine. Ricordava pure ci che gli aveva rivelato prima di morire la sua bisnonna Malama: Mio marito mi costrinse a partecipare alla cerimonia, durante la quale vidi ammainare per sempre la bandiera hawaiana... E sai che cosa fecero gli haole di quella bandiera, Hoxy? La tagliarono in tanti pezzettini che distribuirono un po' a tutti. Ma perch?, aveva chiesto il bambino. Perch la gente conservasse quei pezzetti come altrettanti "ricordini della giornata, gli aveva risposto la vecchia signora; che cosa per volessero ricordare non ho mai capito....
Nel 1942 v'erano ancora molti hawaiani che evitavano di rivolgere la parola a un Hale e si rifiutavano di mangiare alla stessa tavola con uno di loro. Altri per rammentavano non l'inflessibile Micah che li aveva defraudati delle loro isole, bens sua madre Jerusha, che tanto aveva amato gli hawaiani, e questi al contrario frequentavano volentieri gli Hale. In quel momento a Samoa, sotto il diluvio di una pioggia tropicale, Hoxworth Hale, discendente tanto di Micah quanto di Jerusha, si sentiva diviso da sentimenti contrastanti che riflettevano quelle due opposte nature. Avrebbe desiderato far qualcosa per riparare almeno in parte il torto inflitto ai "suoi polinesiani, in modo che questi si sentissero finalmente orgogliosi della loro nuova bandiera come ne erano orgogliosi i polinesiani di Samoa; ma sapeva che questo non era possibile e fu riassalito dal tormento che lo aveva roso a Yale nel contemplare la stupenda collezione di primitivi italiani di Jarves, che quell'universit aveva sottratto con la frode al suo legittimo proprietario. Ancora una volta gli venne fatto di pensare: "Chi pu valutare i risultati di una determinata azione?, s che dalla sosta a Samoa non trasse gioia alcuna.
Quando per raggiunse Tahiti, la Mecca dei mari del Sud, e l'idrovolante che lo trasportava si pos sulle acque della piccola baia che si apre verso Papeete, tra l'isola di Moorea e il Diadema di Tahiti - baia che rappresenta senza dubbio il pi incantevole ammaraggio del globo - il suo stato d'animo torn a essere euforico, poich quelle erano le isole dalle quali era venuto il suo popolo: quella era la capitale per eccellenza dei mari, ed era ancor pi bella di come l'aveva immaginata. Si sent fiero che nelle sue vene scorresse un sangue cos gloriosamente millenario.
Subito per le leggendarie donne dell'isola lo delusero profondamente; infatti erano quasi tutte sdentate. I cibi in scatola australiani e l'abbandono del tradizionale regime dietetico a base di pesce avevano congiurato per spogliarle della dentatura sin dalla prima adolescenza; tuttavia, com'ebbe a osservare un maggiore dell'aeronautica che faceva parte del gruppo degli esperti: Se un uomo si accontenta di belle gengive, a Tahiti si pu divertire un mondo.
Comunque non furono tanto le donne a fermare l'attenzione di Hoxworth, quanto i cinesi. Il governatore francese, infatti, comunic subito agli americani che a Tahiti avrebbero trovato senz'altro una base sicura perch i cinesi erano stati messi nell'assoluta impossibilit di nuocere. Non potevano possedere terre, avevano la proibizione di esercitare i commerci, erano tenuti attentamente d'occhio perch non facessero traffico di valuta: a farla breve, erano talmente limitati in ogni movimento che gli americani, per quel che riguardava i cinesi, potevano dormire tra due guanciali. Hoxworth avrebbe voluto replicare: Ma se alle Hawai il nostro patrimonio isolano si moltiplica ogni anno proprio grazie ai cinesi che possiedono terra finch vogliono e si dedicano a qualsiasi commercio? In quanto alla valuta, le nostre banche sarebbero ben felici di amministrare i quattrini che i cinesi tengono stretti nelle loro!; ma da ospite educato prefer tener la bocca chiusa e limitarsi a osservare.
Ebbe l'impressione che Tahiti si sarebbe trovata almeno dieci volte meglio sotto ogni punto di vista se ai cinesi fosse stato consentito di prosperare. Si sente tanto parlare di Tahiti, comment, piuttosto deluso, al generale che capeggiava la delegazione, ma guardi un po' che differenza tra le loro strade e le nostre!.
Sono un vero schifo, infatti, convenne il generale.
E i loro servizi igienici, i negozi, le chiese....
Certo, sono piuttosto bruttini in confronto a quello che avete fatto voialtri alle Hawai.
E dove sono le scuole di Tahiti? L'universit? L'aeroporto? Un ospedale decente? Lo sa, generale, che pi vedo il resto della Polinesia, pi mi sento orgoglioso delle Hawai?.
Ma al generale interessavano altri problemi, e il terzo giorno annunci al suo gruppo: Sapete che  incredibile? Eppure qui a Tahiti  materialmente impossibile trovare un buco dove sistemare una pista di atterraggio. Sembra per che ci sia un'isola pi a nord dove forse, passando al rullo compressore una scogliera, riusciremo a ricavare una pista decente.
Come si chiama quell'isola?, domand Hale.
Bora Bora, rispose il generale, e il mattino dopo per tempo il PBY prese il volo per Bora Bora. Hoxworth Hale fu cos il primo semihawaiano a vedere dall'alto la propria isola ancestrale. La vide in un luminoso giorno di sole, mentre un mare irrequieto si frangeva sulla scogliera esterna e la laguna si stendeva placida, incredibilmente azzurra, a circondare la bruna isola dalla quale si levavano le alte montagne e al centro il massiccio, grezzo blocco primordiale di basalto. La sola vista di quell'isola favolosa dalle profonde baie, dalla rumoreggiante risacca, dalle canoe a buttafuori che manovravano tutte insieme per convergere contemporaneamente verso lo specchio di ammaraggio, gli diede un acuto brivido di piacere. Pens: "Per forza noi ricordiamo ancora i canti di quest'isola, e inconsciamente incominci a recitare a fior di labbra alcuni versi di un canto di Bora Bora che il suo trisnonno Abner Hale aveva trascritti tanti anni prima:
Sotto le lucenti rosse stelle si nasconde la terra, intagliata da baie perfette, segnata dalle montagne, racchiusa dalla cintura di volante spuma,
Bora Bora dai remi felpati,
Bora Bora dei grandi navigatori!
Gli altri occupanti del PBY erano pure rimasti colpiti dalla splendida isola, ma per altri motivi. Essa disponeva infatti di un ancoraggio enorme e, se fosse stato necessario, entro la sua laguna si sarebbe potuta rifugiare un'intiera flotta d'invasione; ma, particolare ancor pi importante, le isolette disseminate lungo la sua cintura esterna erano tutte lunghe, lisce e piatte. Qui, in tre giorni, con un paio di motolivellatori, un apparecchio pu atterrare benissimo, osserv un ingegnere.
Proviamo a fare un altro giro, propose il generale, e vediamo se ci possiamo mettere subito d'accordo sulla scelta d'uno di questi isolotti.
Mentre i militari guardavano verso il mare aperto per meglio studiare la frangia corallina, Hoxworth Hale si volse invece a guardare verso l'interno, per meglio osservare le guglie di roccia e le baie scintillanti che si spingevano nell'entroterra. Quant'era bella quell'isola! Faceva veramente pensare a un tempio sacro, protetto dal mare perennemente corrucciato come da uno scudo inviolabile!
Il PBY prese a discendere verso la laguna, e a Hoxworth fece pensare ai primi animali terrestri, i mostruosi pterodattili che si alzavano dal mare e su di esso si adagiavano, esattamente come si accingeva a fare ora l'idroplano, mostro meccanico che aveva vinto il Pacifico e che adesso era finalmente venuto a riposarsi sul suo grembo primordiale.
Salve, Joe!, grid un indigeno che per primo era riuscito ad affacciarsi al portello, e un attimo dopo l'idrovolante era circondato dalle piccole veloci canoe degli abitanti di Bora Bora.
Tra i primi ad essere trasportato a riva fu Hale, in quanto conosceva qualche parola di polinesiano e discretamente il francese. Seduto precariamente su un banco di voga, mentre la canoa sfrecciava veloce come una saetta lungo le limpide acque della laguna, verso un villaggio dai tetti d'erba ombreggiato di cocchi, si disse: "Come sono diverse le Hawai! Sembrano appartenere addirittura a un altro mondo!.
In un certo senso aveva ragione. Quando infatti il generale e il suo stato maggiore furono rifocillati con l'ottimo pesce della laguna e ristorati con vino rosso che veniva da Parigi, il capovillaggio si avvicin loro e attacc in francese, mentre Hale traduceva: Generale, noi popolo di Bora Bora sappiamo che voi siete venuti qui per salvarci. Meno male, perch Dio sa che i francesi si guarderebbero bene dal muovere un dito per venirci in aiuto. Ci odiano, e sapete perch? Perch da quando mondo  mondo nessuno ci ha mai conquistati, neppure i francesi, e se oggi facciamo parte del loro impero, la cosa  stata ufficialmente un atto volontario da parte nostra; cos non ci hanno mai perdonato di non esserci arresi pacificamente come gli altri. Noi per diciamo ai francesi: "Andate all'inferno!.
Lo faccia tacere!, strepit il generale. Perdiana, Hale, non voglio mica avere dei pasticci coi francesi, che si sono mostrati tanto gentili con noi!.
Ma il capovillaggio, il quale ormai aveva concluso il suo preambolo, stava gi intavolando argomenti pi seri: Dunque, io son qui per dirvi che noi di Bora Bora siamo pronti ad aiutarvi in tutti i modi. Volete costruire una pista di atterraggio? Benissimo! Vi daremo una mano. Avete bisogno di acqua e di cibo? Benone! Tutto quello che abbiamo  vostro; per mi sembra che avete trascurato un particolare molto importante; ma anche a questo abbiamo gi provveduto noi. Mentre la vostra barca volante dorme nella laguna,  giusto che anche voi possiate dormire comodamente a terra, e a questo scopo vi abbiamo riservato sette case.
Gli dica che ce ne servono solo due, interruppe il generale. Non abbiamo alcuna intenzione di mettere sossopra l'andamento normale di questo villaggio.
Ma il fiero capo, pittoresco e solenne in un lava lava marrone, le tempie inghirlandate di fiori, non si lasci distrarre da quell'interruzione: La casa pi grande sar per il generale; per anche le altre sono spaziose, e poich  triste per un uomo dormire solo, abbiamo pregato sette nostre ragazze di tenervi compagnia.
A questo punto Hoxworth Hale, figlio di missionari, incominci ad arrossire, e quando furono condotte innanzi le ragazze, tutte giovanissime, graziose, in sarong, adorne di fiori, tent debolmente di protestare. Quando per il capo villaggio pass detto fatto all'assegnazione delle ragazze consegnando la pi alta e la pi bella al generale, e una timida, esile giovinetta quindicenne a lui, rimase letteralmente privo di parola e la traduzione s'interruppe di colpo.
Che diavolo significa questa storia?, domand il generale, ma subito la graziosa diciassettenne che gli era stata assegnata
lo prese dolcemente per mano facendo atto di volerlo guidare verso la casa destinatagli.
Perbacco!, grid il maggiore dell'aeronautica, che era un tipo piuttosto scostumato; ma qui a Bora Bora hanno fior di denti!. Una delle sette doveva conoscere un po' d'inglese perch scoppi in un'allegra risata. Effettivamente gli isolani di Bora Bora, essendo pi primitivi, ignoravano le scatolette australiane, e ci li aveva aiutati a conservare una dentatura sana e forte. Il maggiore accett subito la mano della sua ragazza e scomparve senza dare neppure un'occhiata al generale.
Ma noi non possiamo permettere una cosa simile!, protest quest'ultimo; glielo dica.
Quando per Hale tent di spiegare che non era possibile accettare un'offerta del genere, il capovillaggio replic: Oh, ma noi non abbiamo paura di avere dei bambini bianchi. Anzi, ci piacciono moltissimo.
Ben presto Hoxworth Hale si accorse di essere rimasto solo con la sua piccola polinesiana. Aveva appena un anno di pi di sua figlia e pur non essendo alta come lei era ugualmente bella. Si sent talmente confuso che non sapeva da che parte guardare, ma la ragazza lo prese per mano dicendogli in francese: Mon- sieur le colonel, la tua casa ti aspetta. Andiamo!.
Lo condusse per sentieri ombreggiati di alberi del frutto del pane, le cui larghe foglie riparavano dalla sferza del sole, e insieme proseguirono costeggiando un filare di cocchi che si piegavano graziosamente sulla laguna, giungendo infine a una casetta isolata dalle altre. Qui la ragazza si ferm dicendo: Siamo arrivati. Questa  la mia casa. Si trasse in disparte per lasciarlo entrare, quindi lo segu, e slegata la corda di sennit che la teneva sollevata lasci ricadere la stuoia d'ingresso. Hale e la piccola polinesiana restarono cos soli.
Hale era rimasto immobile, confusissimo, stringendo tra le mani un fascio di carte, vergognoso come uno scolaretto. La ragazza gliele prese, spingendolo quindi lentamente all'indietro finch Hoxworth si trov seduto su un letto di legno che aveva un materasso di corda intrecciata. Non aveva mai provato tanta paura in vita sua. La ragazza butt le carte in un angolo spiegando: Mi chiamo Tehani, e questa casa me l'ha costruita mio padre quando ho compiuto i quindici anni. Il tetto di pandano per l'ho intrecciato io.
Hoxworth Hale, che di anni ne aveva quarantaquattro, si vergognava pi che mai di trovarsi solo con una quindicenne; ma non appena Tehani gli venne vicina sfiorandogli la faccia coi neri capelli ed egli aspir la fragranza del pi dolce di tutti i fiori, il taire tahitiano, fragranza per lui ignota, automaticamente allung una mano. La ragazza, per, agilissima, si ritrasse, e anzich la mano di lei, come avrebbe voluto, le prese la gamba destra. Immediatamente sent tutto il corpo della ragazza irrigidirsi e al tempo stesso accostarsi spontaneamente verso il suo. Sempre tenendole stretta la gamba l'attir sul letto, dove Tehani ricadde sorridendo inghirlandata di fiori di taire. Quando Hale le
ebbe tolto il sarong ed ella gli ristette nuda accanto gli sussurr: Sono stata io a pregare mio padre di assegnarmi a te perch mi sei sembrato subito il pi serio di tutti.
Il gruppo si riun poi, nel tardo pomeriggio, sotto gli alberi del pane, intorno a un tavolo improvvisato, ma per tacito consenso nessuno dei suoi componenti fece allusione a quanto era accaduto. Seguitarono, come se nulla fosse, a discutere di argomenti tecnici; quando per scese la sera e le ragazze riapparvero con ciotole piene di cibo, istintivamente ogni ufficiale si attir accanto la sua, ed era buffo e commovente insieme vedere con quanta tenerezza quegli uomini maturi si preoccupassero che alle loro giovani compagne non mancasse nulla.
Stavano ancora cenando allorch sopraggiunsero con chitarre e tamburi alcuni giovani dai lunghi capelli, vestiti di un succinto pareo, e tosto la notte di Bora Bora si emp di echi canori. A un tratto la snella amica del generale balz nel cerchio dei musicanti dando inizio alla danza appassionata e selvaggia della sua isola. Era il segnale che permetteva alle altre di fare altrettanto. Ben presto si un alle danzatrici il maggiore galletto, il quale tent comicamente d'imitare i difficili movimenti del ballo, quasi subito seguito da un colonnello e infine dallo stesso generale, finch la danza si trasform in un'allegra sarabanda tra gli applausi degli anziani.
Tehani non invit Hoxworth a ballare, avendo compreso da quanto era accaduto nella casa d'erba ch'egli era un uomo timido; ma poco dopo una vecchia sdentata si fece largo tra la folla e and a piantarglisi davanti accennando alcune movenze lascive. Tra lo stupore generale Hale balz in piedi gettandosi a corpo morto nella hula hawaiana che, come quasi tutti gli abitanti di Honolulu, sapeva ballare a perfezione. Di colpo ogni clamore cess e i militari sedettero, lieti di avere una scusa per riposarsi degli sforzi compiuti, mentre Hale e la vecchia eseguivano una danza mirabile. A un certo punto il maggiore espresse ad alta voce la sua ammirazione con un formidabile evviva. Subito Hoxworth attacc una versione ancora pi veloce del ballo mentre la vecchia mimava una figura decisamente scurrile, spronata dalle acclamazioni dei presenti.
Improvvisamente si fece innanzi Tehani. Spingendo in l la vecchia baldracca ne prese il posto e per alcuni minuti Hale e la delicata fanciulla dai capelli inghirlandati di fiori ricrearono sulle sabbie di Bora Bora la grazia e la solennit di un rito millenario. Hoxworth si sentiva misteriosamente trascinato da passioni che da un pezzo aveva creduto sepolte, mentre Tehani sorrideva
tra s, compiaciuta, consapevole di essere invidiata dalle compagne per essersi scelta un uomo che sapeva ballare cos bene, e pensava: Mi  toccato il migliore! Sono stata veramente fortunata....
Il gruppo degli esperti si trattenne a Bora Bora nove giorni, e non vi fu sera in cui l'intiera comunit non si riunisse a festeggiare l'insolito avvenimento con canti e danze che duravano tutta notte. Dalla vicina isola di Raiatea -, l'antica Hawaiki, l'isola
sacra dei polinesiani venne un giovane funzionario del governo
francese con una botticella di vino rosso, che il generale volle a tutti i costi acquistare bench il giovanotto l'avesse portata con la cortese intenzione di regalarla. Tutte le sere, all'imbrunire, la botticella veniva stappata, e chi voleva bere non aveva che da servirsi. L'orchestra non smetteva mai, perch non appena un gruppo era stanco altri raccoglievano immediatamente chitarre e tamburi e riattaccavano a suonare. Le sette ragazze assegnate agli ospiti d'onore ne erano diventate l'ombra; ben di rado si staccavano da loro, e solo per pochi attimi, tanto che alla fine presero l'abitudine di partecipare anche alle discussioni tecniche, e pur non essendo in grado di capire una sola parola di ci che veniva detto, sorridevano compiaciute e orgogliose tutte le volte che il loro uomo alzava la voce per esprimere con maggior vigore il proprio punto di vista.
In quei nove giorni nessuno accenn a ci che accadeva tra le compiacenti pareti delle sette capanne. Solo un giorno il generale osserv con aria pensosa:  straordinario quel che pu fare un uomo di quarantanove anni. Occorre per aggiungere che si schiacciava un lungo pisolino tre volte il giorno: il mattino, il pomeriggio e la sera.
Hoxworth preferiva non pensare neppure a Tehani come a una persona vera. Era una irrealt, un sogno vago, indefinito. Essendo passato quale studente di Punahu e di Yale per le solite esperienze normali di tutti i giovani, aveva conosciuto l'amore in modo sommario e superficiale. In quanto al matrimonio, esso era stato per lui un affare di famiglia che per un po' era filato liscio pressappoco come un picnic prolungato, in compagnia di una moglie-sorella sempre correttamente vestita da capo a piedi; ma ben presto anche quei blandi rapporti erano cessati e quando di tanto in tanto, in quegli ultimi tempi, si era sorpreso a pensare all'amore aveva ritenuto che, almeno per lui, la vita sessuale si fosse chiusa a trentacinque anni.
Tehani invece aveva ben altre intenzioni. Le avevano insegnato
che gli uomini dell'et del colonnello Hale erano quelli che meglio apprezzavano i rapporti amorosi ed erano anche di solito i pi esperti: se per su questi due punti Hale, che oltre a essere spaventatissimo si comportava come un principiante, l'aveva delusa, Tehani non aveva mai conosciuto sino a quel momento un uomo capace d'imparare tanto in fretta.
Furono nove giorni di gioia attonita, insaziata. Tehani gli pareva particolarmente bella quando si drappeggiava negligentemente il sarong intorno ai fianchi lasciando il seno scoperto, i lunghi capelli tempestati di fiori. Era capace di restare per ore disteso sul letto di corda ad ammirarne le movenze, finch con un grido di felicit balzva in piedi e afferratala tra le braccia la trascinava sul letto coprendola di un diluvio di baci. Una volta le domand:  sempre cos a Bora Bora?. Di solito non abbiamo tanto buon vino, si sent rispondere, e pens: In questo momento nel resto del mondo si combatte; alle Hawai la gente, innervosita, litiga e discute; a New York le donne calcolano: "Stasera mi conviene o non mi conviene lasciarlo fare?" Ma a Bora Bora c' Tehani!. Al pari del generale era stupefatto di che cosa pu essere capace un uomo di quarantaquattro anni... purch sia abilmente incoraggiato...
Il penultimo giorno Tehani gli sussurr all'orecchio: Di' agli altri che domani non contino su di te, e quando fu l'alba lo svegli spruzzandogli d'acqua la faccia e gridandogli: Su, lzati! Dobbiamo andar a vedere il pesce!.
Lo condusse, ancor tutto assonnato, in un punto in cui aveva appeso, gi sventrato e pulito, del tonno fresco, assicurandogli: Ora mangerai il miglior piatto del mondo, il poisson cru di Bora Bora. Sta' bene attento a come lo preparo, cos quando sarai lontano e vorrai ricordarmi potrai fartelo cucinare e mangiandolo ci sentirai dentro il mio sapore.
Tagli il pesce in tante striscioline che dispose in una grossa zucca. Si rec quindi alla laguna, in quel punto deserta, e butt sul pesce alcune ciotole d'acqua salata. Prese poi una mazza di cui si serv per buttar gi, da un vicino albero di limone, tre frutti agri che tagli a met strizzandone il succo nella zucca-recipiente. Scelse infine un angolo ben soleggiato e vi pos la zucca affinch il pesce si macerasse lentamente nel succo di limone e nell'acqua salmastra.
Adesso  venuto il momento in cui mi devi aiutare!, grid allegramente a Hoxworth, indicando una palma che si chinava sull'acqua recando nella propria chioma un grappolo di noci mature. Sull'albero salir io, per le noci devi acchiapparle tu. Prima che Hale potesse fermarla si era gi legata stretto il sarong intorno ai fianchi e aggrappandosi alla palma con le mani e coi piedi si arrampic lungo il suo tronco con agilit scimmiesca, raggiungendo ben presto il fascio di frutti. Tenendosi con la sinistra gli lanci la prima noce. Quando vide che Hoxworth era riuscito ad afferrarla destramente al volo cacci un grido di gioia e gliene lanci un'altra.
Ridiscesa a terra and in cerca di un robusto bastone e lo conficc nel terreno, mostrando quindi a Hale come si sguscia una noce di cocco; prese poi le due noci, le percosse insieme per spaccarle e ne raccolse il succo in una seconda zucca. Servendosi di un secondo bastone, questo per leggermente inclinato, incominci a grattugiare le noci contro il suo taglio smussato, con gesti lenti, ritmici, mentre la bianca polpa gocciolante di nettare si sfarinava in minuscoli frammenti su alcune foglie di taro che aveva accostato in precedenza alla base del bastone. E intanto cantava, con le spalle dorate lievemente sussultanti nella calda luce del sole:
Grattugiando la noce di cocco per il mio diletto, triturando per lui la dolce polpa, salando il pesce,
sotto l'ondeggiante albero del pane, sotto il terso cielo,
io trituro la dolce polpa per il mio diletto.
Seguit a grattugiare, ignorando completamente Hoxworth; raccolse quindi la polpa delle noci cos triturata, mettendone met nella zucca dove aveva versato l'acqua dei frutti, met in un groviglio di fibre brune tolte ai gusci esterni, che schiacci tra le mani sottili spremendole su una terza zucca. Dalle dure fibre sgorg a questo modo un liquido denso, odoroso, il dolce latte di cocco destinato a rendere pi saporito il piatto che stava preparando.
Seguit cos a spremere e a rimestare canticchiando sommessamente, e mentre le palme disseminate lungo la riva si chinavano sempre pi verso la laguna, Hoxworth Hale fu colpito da una riflessione di paurosa chiarezza: "D'ora innanzi, tutte le volte che penser a una donna... alla femminilit nel senso astratto... mi rivedr davanti questa bruna creatura di Bora Bora che intride la noce di cocco canterellando sottovoce tra ombra e sole.  come se fosse qui da sempre, da tutta l'eternit.... Ebbe anche una seconda intuizione: che negli anni futuri, anni che sarebbero stati per lui ancor pi vuoti di quanto lo erano stati i precedenti, ella sarebbe rimasta sempre l, fuggevole, ossessionante visione dell'altra met segreta dell'esistenza, eterno femminino, simbolo e somma della maest e del mistero dell'amore.
Sopraffatto da questa visione del passato e del futuro desider a un tratto di approfittare dell'attimo presente. Allung una mano tentando, com'era divenuta sua abitudine, di afferrarle una gamba, ma destramente ella gli sfugg, dirigendosi a una buca dove aveva messo a macerare radici di yam e taro che incominci ad affettare in tanti pezzetti. Prima per tenne per un attimo sospesi gli yam tra le mani per mostrarli al suo innamorato. Sai come li chiamano i nostri marinai? I piccoli occhi del cielo, osserv ridendo e indicando gli "occhi dei curiosi tuberi, disposti lungo la loro superficie come la costellazione il cui sorgere a oriente annuncia ai polinesiani l'avvento del nuovo anno.
Da ultimo Tehani affett alcune cipolle mescolandole, insieme con le altre verdure, nel denso latte di cocco. Dopo essersi lavata le mani nella laguna and a sedersi accanto a Hale a gambe incrociate, rivelando le brune cosce e i seni liberi nel sole. Adesso facciamo un gioco, annunci. Lasciando lui nell'ombra e mettendosi lei al sole incominci a percuoterlo sulle spalle, sempre canticchiando la canzone della noce di cocco, ma facendogli intendere che anch'egli doveva percuoterla a sua volta. Pass cos dalle spalle agli avambracci, da questi ai fianchi, alle cosce e infine ai polpacci, e mentre il gioco si faceva pi intenso gli schiaffi si addolcivano, il canto diveniva pi sommesso, finch con un ultimo gesto incominciato come uno schiaffo ma terminato in un abbraccio Hale le afferr il sarong facendo l'atto di strapparglielo; ma Tehani lo rimprover dolcemente nella sua lingua natia: Non al sole, Hale-tane. Hale comprese, e raccoltala tra le braccia la trasport nella casa d'erba, dove il gioco giunse alla sua prevista conclusione.
Verso mezzogiorno gli domand in francese: Ti piace come noi prepariamo il nostro poisson cru di Bora Bora?. And quindi a prendere il pesce, impregnato di sole e di succo di limone, e Hoxworth not che non era pi rosso, bens era diventato di un appetitoso colore grigiobianco. Tehani vi aggiunse il latte di noce di cocco, il taro, le cipolle, gli yam, qualche mollusco per darvi pi sapore, e sul tutto cosparse la succosa noce di cocco grattugiata di fresco; rimest i vari ingredienti con la mano destra, offrendo infine all'ospite tre dita grondanti di pesce crudo.
Cos noi nutriamo i nostri uomini, qui a Bora Bora, osserv scherzosamente. Da voi non usa?.
Poich Hale rideva, gli cacci in bocca le dita grondanti di pesce e vedendo il bianco latte scorrergli lungo il mento e il petto nudo comment in tono di sorridente rimprovero: Come sei goffo ! Per sei anche un uomo adorabile, Hale-tane! Sai ridere, sei tenero, balli come un angelo; e a letto sei forte. Sei un uomo che qualsiasi ragazza potrebbe amare. Dimmi, domand con voce ansiosa, a casa le tue donne ti amano?.
S, rispose Hoxworth in tutta sincerit.
E giocano con te al gioco degli schiaffi, inseguendoti poi per il gusto di esserti vicine?.
No, fu costretto a confessare Hale.
Come mi rincresce, Hale-tane! Gli anni passano talmente in fretta..., indic una vecchia che andava in cerca di molluschi lungo la riva, ...e il tempo per giocare  cos breve.... Pronunci quelle parole con la tristezza di tutto l'universo che si volge perennemente nello spazio, o meglio dell'universo che pazzamente corre alla cieca nell'eterna tenebra. Le pronunci nell'incantevole francese delle isole: Et bientt c'est tout fini, et nous ne jouons plus.
 per questo che tuo padre, quando hai compiuto i quindici anni, ti ha costruito una casa tutta tua? Perch tu imparassi i giochi dell'amore?, domand Hale.
Si capisce. Nessun uomo di buonsenso sposerebbe mai una ragazza che non sapesse fare all'amore nei dovuti modi. Gli uomini sono contenti quando una donna ha gi dato la dimostrazione di poter avere un figlio; e sai che cosa spero, Hale-tane? Spero che quando domani volerai via mi lascerai qui un bambino. Si accarezz il bruno ventre liscio che la mente si rifiutava d'immaginare gravido e gonfio, e soggiunse: Questo  il mio pi grande desiderio.
Trascorsero cos pigramente quell'ultima giornata mangiando poisson cru, uno dei piatti pi squisiti che siano mai stati inventati, e giocando gli ingenui giochi d'amore che da oltre duemila anni gli abitanti di Bora Bora insegnavano ai loro giovani, finch le prime ombre calarono sulla laguna e ad esse succedette la notte.
I tamburi incominciarono a rullare annunciando l'inizio delle danze. Tehani si avvolse nel sarong e disse: Vieni, Hale-tane. Desidero che la gente di Bora Bora ci veda danzare insieme ancora una volta; cos, se avr veramente un figlio da te, ricorder che di tutti gli americani tu eri il ballerino migliore.
Il mattino seguente, mentre il gruppo si pigiava nel PBY gi pronto a decollare per rientrare alle Hawai, nessuno parl delle fanciulle di Bora Bora dalle lunghe chiome e dai denti sfavillanti, n dei mirabili giochi d'amore che esse sapevano giocare, perch se qualcuno avesse parlato tutti sarebbero tornati di corsa sull'isola per restarvi un altro giorno, un'altra settimana. Quando per l'idrovolante si fu staccato dalle acque della laguna restando librato su quello che gli aviatori chiamano il "gradino -, il piccolo tratto posteriore sul quale il pesante velivolo sfiora le onde prima di spiccare definitivamente il volo, - Hale ebbe di nuovo l'inebriante sensazione di appartenere per met all'oceano e per met al cielo.
Fu a questo punto, mentre Bora Bora scompariva nel mattino ubriaco di sole, che il maggiore osserv in tono amaro: Pensare che ci tocca schiaffar sotto le armi dei poveri ragazzi, strapparli dalle braccia delle loro mamme, mettergli addosso una divisa e spedirli a Bora Bora. Santo cielo,  inumano.... Per tutta la durata della guerra, e anche molti anni dopo, un determinato gruppo di ex combattenti, incontrandosi casualmente in un bar, a un cocktail, a una colazione d'affari, se il discorso cadeva sul recente conflitto osservavano: Quel che si scrive di solito sul Pacifico sono quasi tutte -balle; c' per un'isola....
Allude per caso a Bora Bora?, interrompeva a questo punto qualcuno.
S. Perch? C' stato anche lei?.
S. Normalmente l'interpellato non aggiungeva altro perch se uno era stato a Bora Bora ogni commento era superfluo. Se per l'incontro casuale capitava a Hoxworth Hale, questi, invariabilmente, facendosi coraggio, proseguiva nell'indagine chiedendo: Ha conosciuto per caso una ragazza sui sedici anni, bruna, snella? Si chiamava Tehani.
Gli capit finalmente d'incontrare un tenente di vascello che l'aveva veramente conosciuta e si sent rispondere: Altro che se l'ho conosciuta! Era una splendida ragazza. Ballava come un angelo.  stata la prima donna dell'isola ad avere un bambino americano.
Era un maschio?, domand Hale.
S, ma lo ha ceduto a una famiglia di Maupiti dove le donne, non avendo avuto la possibilit di fabbricare bambini americani, desideravano tanto averne almeno uno.
A un tratto nel bar denso di fumo Hoxworth Hale rivide una giovane donna che danzava in riva a una laguna, e sulle azzurre acque di questa un'antica canoa dal duplice scafo. "Ora anch'io sono per sempre parte di Bora Bora, pens. Ho un figlio mio che vive su quelle isole. Ma improvvisamente la visione fu cancellata dall'eco dolente di una voce femminile, "Gli anni passano talmente in fretta... e poi non si gioca pi.
Con l'andar del tempo la visita di Hale ai Mari del Sud produsse altri frutti, oltre a questo ricordo di Tehani vahine, perch non solo egli evocava spesso, nostalgicamente, la sua sommessa canzoncina della noce di cocco grattugiata, ma ricordava con sempre maggiore intensit la conversazione avuta alle Figi con sir Ratu Salaka, e dopo aver paragonato tutti gli aspetti delle Hawai con le condizioni analoghe osservate sulle Figi e a Tahiti, giunse a questa incrollabile conclusione: "Noi americani, qui alle Hawai, ci siamo comportati molto meglio, sotto ogni punto di vista, degli inglesi alle Figi e dei francesi a Tahiti. In fatto di profilassi, d'istruzione, di urbanistica, di creazione di nuove ricchezze siamo di gran lunga in testa; se poi si pensi al modo in cui abbiamo assimilato i nostri orientali, il confronto non si pone neppure. Per  imperdonabile la maniera in cui abbiamo trattato i nostri hawaiani. Avremmo potuto fare ugualmente quel che abbiamo fatto, salvando anche loro. Nondimeno, ogniqualvolta giungeva a questa conclusione, pensava a Joe Tom Ciar, mezzo hawaiano, mezzo cinese, divenuto presidente del senato; o alla reginetta di bellezza dell'anno, Helen Fukuda, semihawaiana, semigiapponese, o ancora agli innumerevoli Ki che parevano aver preso possesso stabile di Pearl Harbour e molti dei quali erano per met hawaiani, per met cinesi. "Chiss, forse noi qui alle Hawai stiamo costruendo qualcosa che si riveler infinitamente superiore di quanto riusciranno mai a fare francesi e inglesi a Tahiti e alle Figi. Fatto si  che Hale rientr dal proprio viaggio libero finalmente da complessi d'inferiorit nei riguardi dell'opera svolta nell'arcipelago hawaiano dai suoi antenati missionari.


Capitolo 17.

Allorch, nei primi giorni del conflitto, i giovani giapponesi delle Hawai furono allontanati dai reparti combattenti ed espulsi dalle formazioni premilitari studentesche, le isole ritennero chiusa la faccenda. Poich dei giapponesi non ci si pu fidare abbiamo ritenuto pi opportuno sbatterli via tutti quanti, spieg un generale.
Ma con sorpresa di tutti, quei giovani si rifiutarono ostinatamente di sottostare a tale verdetto. Con umilt, senza isterismi, e tuttavia con una forza morale che quasi impauriva incominciarono a reclamare i loro pieni diritti di sudditi americani. Invochiamo il privilegio, che nessuno ci pu togliere, di morire per la nazione che amiamo, ripetevano instancabilmente e se qualcuno avesse chiesto ai ragazzi Sakagawa il motivo di questa loro ostinazione avrebbero sicuramente risposto: A McKinley e Punahu ci hanno trattati da pari a pari; ci hanno insegnato che cosa significhi democrazia; esigiamo pertanto che ci sia concesso il diritto di difenderla.
Ufficiali dell'esercito e funzionari governativi furono subissati di petizioni. Una di queste, compilata da Goro Sakagawa, diceva tra l'altro: Siamo fedeli cittadini americani e chiediamo umilmente il diritto di servire la nostra nazione in quest'ora di pericolo. Se ritenete di non potervi fidare di noi nella lotta contro il Giappone, mandateci in Europa, dove questo problema non esiste.
A generali, ammiragli, governatori, giudici, tutti quei giovani seguitarono a ripetere: Siamo disposti a svolgere senza compenso qualsiasi compito ci assegnerete, ma esigiamo che ci sia consentito di dimostrare sino a che punto ci sentiamo americani.
Per undici dolorose settimane i giovani giapponesi non approdarono a nulla finch Minora, Tadao, e Scigeo Sakagawa, quali allievi di Punahu, ebbero la fortuna d'incontrare uno degli uomini pi straordinari usciti dalle Hawai nel ventesimo secolo. Si chiamava Mark Whipple, era nato nel 1900, era il figlio di quel medico cui era toccato il terribile compito d'incendiare Chinatown al tempo della peste che aveva devastato le Hawai, era infine il lontano pronipote di John Whipple, l'uomo che tanta parte aveva avuta nella conversione dell'arcipelago al cristianesimo. Aveva compiuto gli studi a West Point, e in quel momento era ufficiale di carriera dell'esercito statunitense col grado di colonnello. I suoi incarichi lo avevano tenuto quasi sempre lontano dalle Hawai, ma in quegli ultimi tempi era stato aggregato al comando superiore di Honolulu col compito di risolvere la questione giapponese. A Washington erano tutti convinti che non appena Mark Whipple fosse giunto alle Hawai avrebbe dato immediatamente l'ordine di evacuare tutti i giapponesi (tutta gente infida, subdola) in un campo di concentramento del Nevada o sull'isola di Molokai, "compresi naturalmente quei traditori che si sono infiltrati in reparti come il 298 fanteria e nelle formazioni premilitari locali.
Il colonnello Mark Whipple, per, doveva deludere tutti, o quasi, poich non appena giunse alle Hawai con poteri discrezionali conferitigli direttamente dal presidente Roosevelt - amico personale della sua famiglia - non provvide affatto a impartire ordini, non fece il minimo sfoggio di arroganza, ma si mise rapidamente
all'opera. La prima persona da lui convocata fu il capo locale dell'F.B.I., il quale gli rifer, come del resto Whipple aveva previsto: Sino a questo momento non abbiamo avuto un solo caso di spionaggio da parte di giapponesi, se si eccettuano gli agenti del consolato, di cui d'altra parte sospettavamo ancor prima dello scoppio delle ostilit e che sono tutti cittadini nipponici.
Perci il rapporto del ministro della Marina, secondo il quale, se a Pearl Harbour  successo quello che  successo, la colpa  del tradimento dei giapponesi locali,  inesatto?, domand Whipple.
S. Tuttavia bisogna scusarlo. Il relatore era stato imbeccato da alcuni ammiragli che avevano perso la testa. Adesso per si sono ricreduti.
E attualmente le cose come stanno? Come si comportano i giapponesi?.
Oh!... Si direbbe che muoiano dalla voglia di vestire la divisa. Proprio l'altro giorno mi hanno fatto una testa cos! Mi sembrano dei gran bravi ragazzi, due in particolare: li hanno buttati fuori dalle formazioni premilitari, e pur di fare qualcosa sono disposti a lavorare anche alle corves senza paga.
Ne conosce i nomi?.
Eccoli.
Il colonnello Whipple esit un attimo prima di prendere il foglio. Le do la mia parola d'onore che non metter per iscritto la sua risposta alla mia prossima domanda; per ho bisogno di guida. Si sente di dichiararmi in modo categorico che i giapponesi locali non hanno tentato sabotaggi di nessuna specie?.
Sono pronto a giurarglielo.
Mi dia quel foglio. Pu far venire qui i due ragazzi in questione?.
Quale risultato di quel colloquio venne formato il corpo dei Varsity Victory Volunteers (Corpo universitario volontari della vittoria) di cui i primi iscritti furono Tadao e Minoru Sakagawa. Il V.V.V. era composto esclusivamente di giapponesi, tutti giovani dotati d'intelligenza non comune e di altissimo spirito patriottico. Avevano intuito che l'avvenire del loro popolo in America sarebbe dipeso dal modo in cui essi si sarebbero comportati nel corso del conflitto e avevano deciso subito che se la psicosi altrui avesse impedito loro d'impugnare le armi avrebbero impugnato zappe e badili e sarebbero andati a scavar latrine e a costruire ponti. Non avrebbero arretrato di fronte ad alcuna fatica, per quanto umile e ripugnante, e tutte queste cose le avrebbero fatte dietro un compenso di novanta dollari mensili, mentre i loro
compagni haole e cinesi ne guadagnavano dieci volte tanti a lavorare per conto del governo a Pearl Harbour in impieghi sedentari e borghesi. Come dichiar Tadao al colonnello Whipple: Pur di dimostrare che siamo americani siamo disposti a qualsiasi sacrificio.
Allorch Whipple os suggerire la costituzione del V.V.V., si sent piovere addosso le pi aspre critiche dei colleghi; le rintuzz obiettanto pacatamente di aver ricevuto da Roosevelt in persona poteri speciali proprio per cercar di sistemare nel modo pi onorevole il problema giapponese. Quando per propose che nessun giapponese fosse evacuato successe il finimondo.
Come! Lei vorrebbe..., sbrait un ammiraglio della Carolina del Sud.
Sissignore: io voglio che questa gente non debba subire l'ingiustizia, che oltretutto si risolverebbe in una idiozia, di finire in un campo di concentramento.
Ma andiamo! La California ha dimostrato a tutti noi come vanno trattati questi traditori.
Quel che ha fatto la California  affar suo. Qui siamo alle Hawai e faremo quello che vorremo noi.
Perdiana, Whipple! Ma lei parla come un sovversivo!.
Questi e altri commenti non impedirono a Mark Whipple di seguire punto per punto la linea di condotta che si era prefissa. Allorch una delegazione della sua famiglia lo avvert: Sai, Mark, siamo molto preoccupati per te. I militari dicono che stai mettendo a repentaglio tutta la tua carriera, rispose: In questa faccenda ho un mio caso personale da sistemare, e perci vi pregherei di piantarla coi suggerimenti e i consigli, poich quello che proporr tra poco far esplodere tutta quanta la congrega dei militari. Vi esorto pertanto a tenere i nervi a posto.
La sua proposta fu la seguente: Secondo me, noi dovremmo costituire subito -. entro questa stessa settimana - un reparto speciale composto esclusivamente di giovani nippo-hawaiani, da mandarsi in Europa, contro i tedeschi. Dopo che si saranno comportati come penso io, non solo si riabiliteranno qui, ma anche in America, offrendo a tutti gli uomini liberi un esempio di coraggio che far pi propaganda a nostro favore, e contro il nazismo, di tanti altri inutili sbandieramenti. Il loro valore sar la migliore dimostrazione che Hitler ha torto marcio.
Dai presenti sal un gemito collettivo che fu immediatamente trasmesso via cavo a Washington, dove il pissi pissi crebbe ancora: Truppe giapponesi nell'esercito americano? E un reparto speciale, per giunta? Ma  ridicolo!.
V'era per un uomo che non lo trov ridicolo: il presidente degli Stati Uniti, il quale dopo aver letto il rapporto del colonnello Whipple pronunci la celebre frase: Il patriottismo non  una questione di pelle.  una questione di cuore.
Alle Hawai l'opposizione alla costituzione di questo reparto seguit a essere fortissima, ma quando a met maggio del 1942 giunse a Honolulu l'ordine del presidente Roosevelt, tutti dovettero far buon viso a cattivo gioco. Un generale per non seppe trattenersi dal chiedere sbuffando: E chi se la sente di andare in combattimento con un reggimento di gialli alle spalle?.
Io, fu la laconica risposta del colonnello Whipple.
Lei... Ci significa che lei  disposto a offrirsi volontario per un compito simile?.
Sissignore.
E va bene! Si accomodi. Posso augurarle una cosa sola: spero di tutto cuore che non si becchi una fucilata nella schiena.
Il colonnello Whipple pass immediatamente a riunire in un unico reparto tutti i giovani gi sotto le armi come Goro Sakagawa, preparando il cammino per far accettare in seguito anche gli altri attualmente incorporati nel V.V.V. o quelli come Scigeo che stavano per passare di leva. I Whipple, quando lo seppero, si torsero le mani, disperati che il pi brillante di loro tutti si giocasse a quel modo la carriera; ma, come Mark li aveva gi avvertiti, quella faccenda rappresentava per lui un caso personale.
Ci derivava dal fatto che quand'era ragazzo nessun cinese di Honolulu gli aveva mai voluto rivolgere la parola, considerandolo il figlio di colui che su istigazione dei mercanti haole aveva dato fuoco a Chinatown. Il piccolo Mark non poteva credere che suo padre, cos buono e coraggioso, si fosse macchiato di una simile infamia, ma i cinesi ne erano convintissimi. Per essi il nome Whipple era sacrilego e non si peritavano di lasciarglielo capire in tutti i modi. Quando per incominciarono a canzonarlo per lo stesso motivo anche i compagni di gioco haole, decise di scoprire a ogni costo la verit. Recatosi un giorno dal padre gli domand a bruciapelo:
Pap,  vero che tu hai incendiato Chinatown?.
Be', in un certo senso s.
Per buttare sul lastrico i mercanti cinesi?.
Anzich replicare vivacemente, suo padre aveva chinato il capo mormorando: Dunque  proprio questo che dicono, eh? Che cosa ti hanno raccontato, esattamente?.
Che con la scusa che quattro cinesi si erano ammalati, i
negozianti haole ti hanno convinto a incendiare Chinatown rovinando in tal modo tutti i cinesi.
Ma chi ti ha detto questo, figliuolo?.
Gli haole. I cinesi non mi hanno detto niente perch a me non rivolgono neppure la parola. Per so come la pensano.
Il dottor Hewlett Whipple era a quel tempo un uomo di
quarant'anni, fortunato nella professione quanto poteva esserlo un medico generico a Honolulu, ma quell'accusa mossagli cos alla sprovvista dal figlio lo scosse profondamente. Condusse il ragazzo, allora dodicenne, in un angolo isolato del giardino di casa e gli disse: Adesso rivolgimi pure tutte le domande che vuoi e non dimenticare mai quello che io ti risponder.
Sei stato tu a incendiare Chinatown?.
S.
Ed  vero che i cinesi ci rimisero tutti i loro negozi?.
S.
Poich Mark non aveva altre domande da fare si strinse nelle spalle. Suo padre esclam ridendo: Non ti vorrai fermare qui, spero?.
Mi hai detto quello che volevo sapere, rispose il ragazzo.
Ma non t'interessa di conoscere la verit vera? Quello che realmente  accaduto?.
Be', hai ammesso tu stesso di aver dato fuoco al quartiere cinese, proprio come dicono i ragazzi.
Mark, sai che cos' la verit vera? Andare al fondo delle cose; porre cento domande sino a quando non hai raggiunto il nocciolo della verit. Se permetti, sar io adesso a rivolgerti le domande che avresti dovuto rivolgermi tu. Vuoi?.
D'accordo.
"Dottor Whipple, perch hai incendiato Chinatown?. Perch una pestilenza spaventosa minacciava Honolulu.
"L'incendio di Chinatown ha salvato il resto della citt?. Ha salvato diecimila vite.
"Era tua intenzione incendiare i negozi cinesi?. No, l'incendio  dilagato sfuggendo a ogni controllo.
E tu hai fatto qualcosa per aiutare i cinesi?. Sono corso tra le fiamme e personalmente li ho condotti in salvo.
Ti  rincresciuto che l'incendio dilagasse sfuggendo a ogni controllo?. Quando tornai a casa e mi resi conto della vastit della catastrofe scoppiai a piangere.
"Faresti di nuovo quello che hai fatto, nelle identiche circostanze?. S.
Padre e figlio tacquero, e in quell'attimo di silenzio carico di significato il piccolo Mark intu vagamente quale fosse la verit. Ma ci che suo padre gli disse poco dopo gliela rivel tutta, prorompente, radiosa. Vi sono ancora due domande da formulare e per le quali occorrono risposte pi lunghe. Sei pronto?.
S.
"Dottor Whipple, dimmi onestamente: tra gli haole non ce ne sono stati alcuni i quali furono ben felici di veder bruciare Chinatown?. Purtroppo s, e anche qualche cinese. A questo mondo ogni buona azione viene sempre sfruttata dagli arrivisti per conseguire vantaggi economici, e lo stesso pu dirsi di ogni disgrazia. Era logico pertanto che qualcuno traesse profitto da quell'incendio e si rallegrasse che fosse dilagato. Quando le fiamme si spensero, costoro ricostruirono il quartiere cinese esattamente com'era prima, per seguitar a guadagnare un po' pi di quattrini. Se dunque i tuoi amici cinesi affermano che molti si rallegrarono nel vedere distrutti i negozi cinesi, hanno ragione. Io per non fui di quelli. "Dottor Whipple, pur stando cos le cose, puoi capire perch i cinesi ti odiano?. Certo che lo posso capire. Alla gente piace credere il falso, perch  molto pi facile e pi comodo accettare una bugia che ricercare la verit, e quando giro per Honolulu questo  uno dei pesi che sono costretto a portarmi sulle spalle. S, i cinesi mi odiano; ma se sapessero la verit non mi odierebbero.
Divenuto colonnello dell'esercito statunitense, a Mark Whipple torn spesso alla mente quel colloquio avuto col padre, e talvolta quando doveva costringere i suoi uomini a eseguire compiti brutali
o sgradevoli, sapeva che per ignoranza lo avrebbero odiato, mentre se avessero saputo la verit lo avrebbero compreso e capito. Mandato dunque alle Hawai per trattare il problema giapponese, si sent spronato dal desiderio vivissimo di cancellare le sofferenze di suo padre comportandosi coi giapponesi nel modo pi equo possibile. In un certo senso, pertanto, non si offr volontariamente di capeggiare le truppe giapponesi: vi fu costretto da tutta la storia della sua famiglia, poich i Whipple delle Hawai erano gente che tentava in ogni circostanza di mantenere il cammino della storia lungo un percorso di rigida dirittura morale.
Il suo reparto tutto giapponese, comandato da un effettivo di ufficiali haole, prese il nome di 222 battaglione d'assalto. Ben presto divent uno scherzo abituale tra gli anziani chiedere ai nuovi: Di che reparto sei, figliuolo?, e se il soldato rispondeva: Del Due-Due-Due, i veterani esclamavano ridendo: Andiamo, bello, non tartagliare!.
Il distintivo del Due-Due-Due consisteva in un cielo azzurro contro il quale si stagliava in marrone Capo Diamante, ai cui piedi si vedeva svettare una palma e ondulare tre linee bianche spezzate in cui era stilizzata la risacca. Sotto, in grosse lettere, spiccava il motto in pidgin: "Pi meglio. Era un bel distintivo, evocava le Hawai, ma i giovani del 222 poterono rendersi conto di quanto "pi meglio fosse la loro patria di tanti altri posti solo quando giunsero a campo Bulwer, la base di addestramento che era stata loro assegnata nel Mississippi.
Il primo giorno che and in citt, Goro Sakagawa dovette recarsi alla toletta. Per ignoranza delle consuetudini del luogo entr in una toletta sulla quale era scritto Bianchi. Fuori di qui, maledetta faccia gialla!, gli url un indigeno, e Goro si affrett a battere in ritirata. Altri suoi compagni passarono per esperienze analoghe. Ne nacque una minaccia di ribellione, ma quella sera stessa il colonnello Mark Whipple diede prova di quale tempra d'uomo fosse. Dopo aver riunito il reparto al completo incominci: Voi avete un unico compito e non dovete permettere che niente, n la morte, n le umiliazioni, n la paura, n la fame vi facciano deviare da questo compito. Siete qui per dimostrare all'America che siete dei sudditi fedeli. Potete riuscirvi in un modo solo: diventando i migliori soldati dell'esercito americano e i combattenti pi temprati e pi agguerriti di questo conflitto. Se gli abitanti del Mississippi vi ingiuriano, sorbitevi le loro ingiurie e tenete la bocca chiusa, poich se uno solo di voi mi procura anche tanto cos di grane provveder io personalmente a fargli passare i guai suoi. Nessuna domanda?.
Sicch dobbiamo cacciar gi anche se uno zoticone locale ci chiama "occhi storti e "faccia gialla?.
S!, tuon Whipple; s, perdiana! Perch se siete cos cocchi di mamma da mettere a repentaglio l'avvenire di tutti i giapponesi d'America per una simile idiozia, allora, caro il mio Hascimoto, devo dirti che siete davvero degli occhi storti, delle facce gialle, degli imbecilli, dei giapponesi della malora. Siete tutto quello che vi si accusa di essere, e ai miei occhi siete anche dei vigliacchi senza sangue nelle vene.
Dunque dobbiamo mandar gi?, domand ancora Goro sentendosi rivoltare lo stomaco per la rabbia, Qualunque cosa ci dicano?.
Certo!, sbrait Whipple. Ma non capite proprio niente, teste di Buddha che non siete altro?. Nel proferire qust'ultima frase scoppi a ridere e la tensione si ruppe. Per le villanie che pu dirvi un imbecille qualsiasi vorreste mettere in pericolo il futuro di trecentomila giapponesi? Non fate gli idioti, per l'amor del cielo! Non fate gli idioti, vi ripeto!.
Dalle ultime file un sergente borbott: E va bene! Cercheremo di cacciar gi.
Il colonnello Whipple riprese: Tenete sempre ben presente che un giorno vi troverete a faccia a faccia con l'esercito tedesco, e quando ci avverr dovrete vincere. Di questo non pu esservi dubbio, perch io non ho mai avuto sotto di me uomini migliori di voi. E quando vincerete trionferete sul bigottismo in patria, sull'hitlerismo all'estero, su tutte le ingiurie che avrete dovuto ingoiare. I vostri genitori e i vostri figli dopo di voi condurranno per merito vostro un'esistenza migliore. Non vale la pena di lottare per una posta cos alta, anche a costo di qualche piccolo sacrificio d'amor proprio?.
Whipple impose quindi regole rigidissime che fece rispettare inesorabilmente: In questo reparto non voglio sentire una sola parola di giapponese: voi siete americani. Per nessun motivo darete appuntamenti a donne bianche: questo infunerebbe la gente del posto; e meno ancora dovrete frequentare donne di colore, perch ci renderebbe i negri ancora pi furibondi. In questo stato, tutte le settimane arrivano quattro lunghissimi treni carichi di birra. Mi raccomando! Voi dovete far finta di non vederli neppure.
Implacabilmente il colonnello Whipple addestr i propri uomini secondo la pi severa disciplina di West Point e le rigide tradizioni di decoro della sua famiglia. In tutta l'America non vi fu reparto pi tartassato, durante il periodo di addestramento, del Due-Due-Due, perch il suo colonnello riteneva personalmente responsabili tutti i propri uomini, dal primo all'ultimo, sia in servizio sia in permesso, punendoli alla minima infrazione. Vi fu una sola protesta. Dopo molte esitazioni il buon popolo del Mississippi decise che per quel che riguardava gli autobus e le tolette pubbliche i soldati giapponesi potevano essere considerati bianchi, e pertanto venivano non soltanto pregati, ma addirittura obbligati a usare quei particolari servizi pubblici sui quali era scritto Bianchi; per quanto invece riguardava il fraternizzare col resto della comunit sarebbe stato meglio se si fossero considerati a met strada tra i bianchi e i negri, e off limits per gli uni e per gli altri.
Questo era troppo. Goro si rec immediatamente da Whipple. Ho molto apprezzato quanto lei ci ha detto, colonnello, e noi ci siamo sempre strettamente attenuti ai suoi ordini. Ma questa nuova direttiva sui gabinetti di decenza passa veramente ogni segno. Io dunque posso orinare come un bianco ma devo fraternizzare come un negro. Ora io ritengo che il motivo fondamentale per cui noi combattiamo sia l'uguaglianza di tutti gli uomini. Noi non accettiamo le concessioni che il Mississippi si degna di farci: preferiamo essere trattati come negri.
Il colonnello Whipple rimase calmissimo. Rispose senza alzare la voce: Sono pienamente d'accordo con te, Sakagawa. L'uguaglianza sociale  come una trama ininterrotta, che non pu avere n principio n fine. Non si pu logicamente combattere per i diritti giapponesi e ignorare al tempo stesso i diritti negri. Logicamente non  possibile, ma talvolta ci avviene, e questa  proprio una di quelle volte.
Sicch, secondo lei, noi dovremmo accettare quello che vuole il Mississippi, pur sapendo che alla prima occasione ci tratteranno peggio di come trattano i negri?.
Questa  la situazione nella quale volenti o nolenti siete venuti a trovarvi.
 talmente illogica che non credo che i nostri uomini potranno mai accettarla.
Sempre mantenendosi impassibile, Whipple prese un ordine e
lo agit sotto il naso di Goro dicendo: Ma dovrete accettarla per forza, per questo foglio di carta. L'esercito ha acconsentito ad accogliere tutti i giapponesi che si offriranno volontari. I tuoi due fratelli del V.V.V. saranno trasferiti a questo reparto stanotte. Ora se qui dovessero succedere dei disordini, tutto quello che mi sono sforzato di ottenere per voi andrebbe perduto. Perci, caro
il mio Goro, tu orinerai dove ti ordineranno di orinare gli haole.
In conformit a questa nuova direttiva l'esercito annunci che avrebbe rimpolpato il Due-Due-Due aggiungendovi millecinquecento volontari delle Hawai pi millecinquecento del continente, ma il piano non funzion perch a Honolulu si precipitarono a offrirsi, travolgendo le cabine d'immatricolazione, in undicimila- ottocento. Dovettero essere rifiutati sette su otto, compreso Scigeo Sakagawa, il quale si mise a piangere per la delusione. Sul continente, invece, i volontari furono appena cinquecento, lasciando in tal modo mille posti vuoti. L'esercito allora torn a rivolgersi alle Hawai riempiendo cos in un battibaleno i vuoti lasciati dallo scarso entusiasmo dei giapponesi del continente, e in questo secondo arruolamento il giovane Scig fu accettato.
Il presidente Roosevelt, non appena fu informato della cosa, stupito delle reazioni cos diametralmente opposte dei due gruppi, preg il colonnello Whipple di sottoporgli una spiegazione dei fatti. Whipple si affrett a scrivergli:
Lungi dall'essere un motivo di preoccupazione, questa differenza ci dovrebbe spronare ad avere sempre pi fede nella vittoria finale della democrazia. Mi preoccuperei se il risultato fosse stato diverso. Che i giapponesi delle Hawai abbiano risposto con tanto ardore al nostro appello e quelli del continente con cos scarso entusiasmo , a parer mio e credo di tutta l'America, rassicurante.
Alle Hawai i giapponesi sono liberi di possedere terreni, d'insegnare, di diventare funzionari governativi; in California  sempre stato il contrario. Alle Hawai i giapponesi sono stati accolti nelle nostre scuole migliori; in California no. Alle Hawai i giapponesi sono divenuti parte integrante della nostra societ; in California sono sempre stati sistematicamente respinti.
Ma ci che pi conta, a causa del conflitto i giapponesi del continente furono ammassati in campi di concentramento e i loro beni spietatamente confiscati. Alle Hawai accadde qualcosa di simile, per non si permise mai che la situazione giungesse a conseguenze estreme. Effettivamente subito dopo Pearl Harbour parecchi giapponesi delle Hawai furono arrestati per essere avviati in campi di concentramento, ma seppi poi da mia zia che essa e altri esponenti della comunit caucasica si erano recati personalmente nelle carceri ottenendo il rilascio di tutti coloro che sapevano essere al di sopra di ogni sospetto. A farla breve, i giapponesi delle Hawai avevano molti motivi di combattere per l'America; quelli del continente nessuno, e la differenza sostanziale non sta nei giapponesi, bens nel modo col quale furono trattati dai loro concittadini.
Non  dunque logico che se i bravi giapponesi hawaiani, i quali non sono stati n arrestati n derubati dei loro beni, si sentono chiedere: "Siete disposti a offrirvi volontari per aiutarci a combattere il nemico?, si facciano avanti in undicimilaottocento? E non  altrettanto logico che se si va a chiedere la stessa cosa ai fratelli di questa gente, che sono chiusi in campi di concentramento, ingiuriati, umiliati, privati della libert, defraudati di ogni loro avere, questi ci rispondano: "Andate all'inferno!? Anzi, stupisco che ce ne siano stati cinquecento a offrirsi volontari. Devono essere dei veri eroi e sar pertanto felicissimo di accoglierli nel mio reparto.
Quando il presidente Roosevelt lesse questo rapporto domand al suo segretario: Mi spieghi ancora una volta chi  questo Mark Whipple!.
Ne ha conosciuto il padre, il dottor Hewlett Whipple, signor presidente.
Mi sembra un tipo in gamba. Non  quello che comanda i giapponesi?.
S. A quest'ora devono essere in viaggio per l'Italia.
Credo che di quel reparto ne sentiremo molto parlare, comment il presidente.
Una sera di settembre del 1943 Nyuk Tsin domand al nipote Hong Kong: Siamo molto scoperti?.
S.
Se la guerra dovesse cessare domani, potremmo conservare le nostre propriet?.
No.
Che cosa pensi che ci convenga fare?, domand la vegliarda.
A quanto pare devo aver ereditato il tuo coraggio, le rispose Hong Kong, poich non posso che ripetere la tua solita frase: A qualunque costo terremo duro. Pagheremo quanti pi debiti potremo, e quando la guerra finir ci stringeremo la cintura e camperemo di riso sino a quando non ritorner l'abbondanza.
Quanti anni magri ci aspettano, secondo te?, domand l'antica matriarca.
Due senz'altro diffcilissimi e due piuttosto pericolosi; ma se riusciremo a superarli lo hui diventer pi prospero che mai.
Sono preoccupata, confess Nyuk Tsin, per convengo con te che dobbiamo lottare sino all'ultimo. Nondimeno mi sembrerebbe opportuno, per alleggerire un po' la pressione, vendere qualche fabbricato.
Di questa pressione siamo al corrente soltanto tu e io, le fece osservare Hong Kong; gli altri non ne sanno nulla. Perci se tu non hai paura non ne ho nemmeno io.
Pu sembrare strano che una vecchia di novantasei anni si preoccupasse dell'avvenire, eppure Nyuk Tsin era preoccupata, naturalmente non del proprio, bens di quello della sua sterminata famiglia, della struttura estremamente complessa cui aveva dato lei l'avvio, ma che adesso era talmente ingigantita da sfuggire al suo controllo. Disse dunque: Non  soltanto col nostro denaro che giochiamo, Hong Kong, ma con quello di tutti i Ki, dei giovani che lavorano negli uffici e nei negozi, e dei vecchi. Pensando a tutta questa gente sei sempre del parere di non mollare nulla?.
 per loro che faccio questo, replic Hong Kong. So benissimo quale complesso delicato noi abbiamo costruito: una casa in cima a un negozio in cima a un impiego a Pearl Harbour in cima ai risparmi di un vecchio pensionato. Pu darsi che tutta questa piramide crolli, ma sono pronto a scommettere che quando incomincer a vacillare tu e io saremo abbastanza svelti per raccoglierne i pezzi in tempo.
Ho l'impressione che incominci a vacillare gi adesso, Hong Kong, lo ammon la vecchia.
Non credo, ribatt lui, ignorando per una volta tanto i consigli di sua nonna, la quale concluse con un sospiro: Lascio a te la decisione finale, Hong Kong. Al che il nipote rispose: La nostra grande avventura  incominciata quando gli haole sono fuggiti per timore della guerra. Io non mi metter certo a fuggire adesso.
Hong Kong tenne dunque duro, sforzandosi di reggere in piedi la pericolosa piramide, attingendo forza e fiducia esclusivamente al proprio coraggio. E mentre a Honolulu gli affitti salivano alle stelle e la stessa cosa accadeva a Pearl Harbour con gli stipendi e nei negozi coi guadagni, si serv del denaro che gli forniva Asia per seguitare nel suo gioco rischioso. La struttura crebbe ancora di pi, divenne sempre pi precaria, ma Hong Kong seguit a tirar diritto per la propria strada, impassibile, mentre Nyuk Tsin si rendeva conto sempre maggiormente di aver trovato in Hong Kong un nipote degno in tutto della sua ammirazione. "Sotto certi aspetti  veramente come mio padre, rifletteva ripensando al Villaggio Alto e agli ardenti giorni della sua giovinezza.  audace, non arretra di fronte a nessuna difficolt, e chiss? Forse finir con la testa esposta in una gabbia sulla piazza centrale di Honolulu.... Le torn alla memoria, dalla lontananza degli anni, il volto spettrale del padre che la fissava con le occhiaie vuote, e concluse: "Sar poi stato un modo di morire davvero tanto brutto?. E il pericoloso gioco d'azzardo dello hui Ki con la fortuna continu.


Capitolo 18.

Mentre i quattro ragazzi Sakagawa erano in divisa a combattere per un vago diritto di cittadinanza non bene specificato, i loro genitori e la loro sorella Reiko passavano per prove ed emozioni incredibilmente confuse e contraddittorie. Da una parte Kamejiro e Yoriko pregavano perch i loro figlioli tornassero sani e salvi, il che comportava la vittoria dell'America perlomeno sui tedeschi, e pertanto ascoltavano estasiati quando Reiko-san leggeva loro il quotidiano giapponese locale, il Nippu Jiji, che parlava dei successi americani in Europa. Dall'altra seguitavano a pregare perch i giapponesi vincessero in Asia; la
loro madrepatria era in pericolo, e di tutto cuore ne auspicavano il trionfo, rifiutandosi di ammettere che una vittoria americana in Europa e una vittoria giapponese in Asia fossero incompatibili.
Finch comparve un giorno nella bottega di Kamejiro il signor Iscii; con aria da cospiratore sussurr: Ho notizie sensazionali! Devo assolutamente vederti stasera. Prima che Sakagawa-san avesse il tempo di fermarlo, l'omino era gi scomparso in un altro negozio giapponese.
Quella sera, dopo aver chiuso la bottega di barbiere e aver riaccompagnato a casa sane e salve le sue commesse, ignorando i fischi di ammirazione dei marinai americani che bighellonavano per Hotel Street, Kamejiro confid a Reiko: Sono sicuro che il signor Iscii deve avere qualcosa di molto importante da dirci.
Padre e figlia si affrettarono lungo le vie buie per tornare al pi presto alla loro casetta di Kakaako, dove Iscii li stava gi aspettando. Non appena furono calate le tendine dell'oscuramento l'ometto si avvicin con gesti drammatici al tavolo dove stava spiegato il numero di quel giorno del Nippu Jiji e dopo averlo fatto a pezzi lo calpest sotto i piedi e vi sput sopra urlando:
Cos io tratto i nemici del Giappone!.
Non lo avevo ancora letto..., protest debolmente Reiko.
E non leggerai mai pi quella sudicia propaganda!, strepit il vecchio agitatore. Non  forse un pezzo che vi dico che sono tutte menzogne americane? Voi solevate ridere di me e obiettavate: "Che ne sa il signor Iscii della guerra?. Amici miei, ora vi dir io quello che so, quello che sanno tutti e che soltanto voi, poveri sciocchi che leggete i giornali hawaiani, ignorate.
Con gesto fiorito si cav di tasca un giornale giapponese stampato nello Wyoming, il Praire Shinbun, sulla cui testata spiccavano a caratteri di scatola i seguenti titoli: LE FORZE IMPERIALI SCONFIGGONO GLI AMERICANI A BOU GAIN VILLE - STREPITOSA VITTORIA GIAPPONESE A GUADALCANL - IL PRESIDENTE ROOSEVELT AMMETTE
CHE LA GUERRA SAR VINTA DAL GIAPPONE. La maggior parte di quelle notizie erano state raccolte dalle trasmissioni giapponesi su onde corte radiodiffuse dal quartiere generale militare di Tokio e riflettevano il tipico stile della propaganda nipponica. Una notizia in particolare infuri i Sakagawa: Marines americani confessano di aver ucciso a colpi di baionetta soldati giapponesi inermi. La notizia, venendo da Tokio, non poteva essere messa in dubbio.
Quando il furore provocato dalla brutalit americana si fu un po' calmato, Iscii prosegu, comunicando la notizia veramente importante che i redattori del giornale dello Wyoming avevano riassunta e che riguardava l'andamento del conflitto, notizia che lasciava chiaramente intendere ai suoi ascoltatori come il Giappone non solo stesse trionfando in tutto il Pacifico, ma si accingesse a invadere le Hawai. Sakagawa-san, quando questo accadr, che cosa risponderai al primo generale dell'imperatore che sbarcher a Honolulu e ti domander: "Sakagawa, ti sei comportato da buon giapponese?. Che cosa dirai, con quattro figli che combattono contro l'imperatore? Sai che cosa ti ordiner quel generale, quando sapr la tua risposta? Ti ordiner: "Sakagawa, inginocchiati!, e quando tu ti sarai inginocchiato sfoderer la sua spada e ti taglier la testa.
I tre Sakagawa rimasero muti, fissando istupiditi il giornale. Si trattava di un quotidiano pubblicato liberamente nello Wyoming, approvato dalla censura statunitense, e ci che diceva era esatto. Il Giappone stava vincendo la guerra e ben presto avrebbe invaso le Hawai. In preda a un profondo tormento Sakagawa-san guard ancora una volta quel foglio ch'egli non era in grado di leggere e domand a Reiko:  vero?.
S, gli rispose sua figlia.
Tra le pi assurde anomalie della seconda guerra mondiale v'era questo particolare: che mentre l'F.B.I. e il Consiglio di sicurezza della Marina tenevano strettissimamente d'occhio tutti i giornali di lingua giapponese, avendo cura che pubblicassero solo l'esatta verit, senza attingere a informazioni provenienti da Tokio, i giornali di lingua giapponese dell'Utah e dello Wyoming erano liberi di pubblicare tutto quello che volevano, in quanto i comandi militari locali avevano deciso che i comunicati ufficiali giapponesi erano talmente ridicoli che alla fine si sarebbero trasformati in una propaganda negativa, come effettivamente avvenne. In tal modo la stampa cotninentale giapponese, che era in mano a tipi alla samurai duri a morire, seguitava a sfornare le voci pi assurde, permeate di un odio cieco e di menzogne sperticate, e quando copie di quei giornali giungevano alle Hawai, dove le dicerie avevano facile gioco, l'effetto che producevano era sconvolgente.
Quando ritrov finalmente l'uso della parola Sakagawa-san rispose: Dir al generale dell'imperatore che i miei figli hanno combattuto soltanto in Europa, mai contro il Giappone.
Non servir a nulla!, ribatt malinconicamente Iscii. L'imperatore non ti perdoner mai il tuo tradimento.
Sakagawa-san si sent mancare il terreno sotto i piedi. Non era mai stato molto convinto di aver fatto bene a mandare i propri figli a combattere, e ora quel giornale rafforzava i suoi dubbi. Guard umilmente Iscii, il quale, felice del proprio attimo di trionfo, riprese in tono condiscendente: Dir io una buona parola per te al generale. Lo convincer che sei sempre stato un buon giapponese.
Oh, grazie, Iscii!, esclam con slancio Kamejiro. L'ho sempre detto che tu sei il solo amico di cui io mi possa fidare.
Quella sera i Sakagawa si coricarono in preda ai dubbi pi angosciosi, e il giorno dopo Reiko attese che sedesse nella poltrona servita da lei un giovane ufficiale di marina dall'aria intelligente per chiedergli sottovoce: Avrei bisogno del suo aiuto, se non le spiace.
Volentieri!, replic l'ufficiale. Mi chiamo Jackson e sono di Seattle.
Mi  stato riferito ieri sera che le Hawai potrebbero essere invase dai giapponesi da un momento all'altro.  esatto?.
L'ufficiale sobbalz e strappandosi l'asciugamano si volse di scatto a guardare Reiko, la quale aveva allora ventisei anni ed era pi carina che mai. Suo malgrado le sorrise, ma non seppe trattenersi dall'esclamare: Accidenti, ragazza mia! Che storia  questa?.
Una persona molto bene informata mi ha assicurato che le navi giapponesi potrebbero attaccarci in qualsiasi momento.
Senta, signorina! Se lei  una spia e cerca di raccogliere segreti....
Oh, no!, protest Reiko arrossendo. Poi, vedendo suo padre che si avvicinava per far rispettare il regolamento che proibiva qualsiasi conversazione coi clienti, torn a legare l'asciugamano intorno al collo dell'ufficiale e rimettendosi al lavoro sussurr: Abbiamo la proibizione di parlare.
Dove fa colazione, di solito?, domand l'ufficiale.
Da Senaga, rispose Reiko sempre sottovoce.
Mi aspetti l, cos ci potremo parlare con pi calma.
Oh, impossibile!, protest Reiko tornando ad arrossire.
Senta, io sono di Seattle e ho avuto l'occasione di conoscere un sacco di ragazze giapponesi. Mi aspetti da Senaga.
Al banco del ristorante, che era gestito dall'allevatore di maiali Senaga, oriundo di Okinawa, il tenente Jackson stup Reiko ordinando susci e sascimi, che attacc disinvoltamente coi bastoncini spiegando: Sono stato di stanza in Giappone. Se il mio comandante mi vedesse mangiare coi bastoncini mi manderebbe sotto corte marziale per attivit antipatriottica.
Pensare che noi giapponesi ci sforziamo di mangiare con la forchetta, osserv Reiko.
E adesso parliamo di questa pretesa invasione gialla.
Vorrebbe farmi il favore di non chiamarci gialli?, lo preg Reiko.
Voi siete giapponesi, replic Jackson ridendo. I nemici sono gialli. Qual  il suo primo nome? Reiko, vero? Molto grazioso. Dunque, Reiko-san....
Dove ha imparato che si dice Reiko-san?.
In Giappone.
E ha gi conosciuto un'altra Reiko-san?.
Ho conosciuto una Kioko-san.
Cadde un lungo silenzio durante il quale seguitarono a mangiare senza guardarsi. Reiko avrebbe voluto formulare molte domande, e dal canto suo il tenente Jackson avrebbe voluto dire molte cose, invece tacquero entrambi finch contemporaneamente Reiko e l'ufficiale affondarono nello stesso piatto di portata la forchetta e i bastoncini. Ne nacque un acciottolio che li fece scoppiare a ridere. Rotto il ghiaccio, Jackson osserv: Ero innamorato come un gatto di quella Kioko-san.  stata lei a insegnarmi un po' di giapponese, e perci mi  stato assegnato l'incarico che vado attualmente svolgendo.
E qual ?, domand Reiko.
Dato che bestemmio un po' la sua lingua... Vede, io non sono in realt un ufficiale di marina; sono un avvocato di Seattle, ma sono stato assegnato all'aiutante generale e il mio compito  di recarmi dalle famiglie giapponesi per spiegare che le loro figliuole non possono sposare militari americani. Visito circa venti famiglie la settimana... Sa come sono gli americani! Appena vedono una bella ragazza la vogliono sposare. Ebbene, il mio mestiere consiste nell'impedirglielo.
Improvvisamente spezz in due i bastoncini, mentre nello sforzo e nell'irritazione le nocche delle dita gli si sbiancavano. Reiko-san, tutte le settimane vedo circa venti ragazze giapponesi, e tutte mi ricordano Kioko-san, finch uno di questi giorni uscir pazzo.
Di colpo non ebbe pi voglia di mangiare, mentre Reiko, da ragazza pratica qual era, fin tranquillamente il proprio sascimi dicendo poi: Devo tornare al lavoro.
Ci vediamo a colazione anche domani?, le domand l'ufficiale.
S, rispose pronta Reiko, ma quando il giovane si offr di accompagnarla esclam in tono ansioso: Oh, no, per favore! Mio padre ne morrebbe di vergogna.
 lui a credere che la flotta giapponese sta per arrivare da un momento all'altro?.
Lui no, ment Reiko;  un amico suo. Qual  la verit?.
La verit  che tra un anno, due al massimo, noi annienteremo il Giappone.
Quella sera Reiko-san inform suo padre che le notizie fornite dal quotidiano dello Wyoming non potevano essere prese come oro colato perch il Giappone non avrebbe sicuramente vinto la guerra, ma questo infuri Sakagawa-san il quale aveva appena portato a casa una seconda copia del Prairie Shinbtm, ancor pi incendiaria della prima, e mentre pazientemente Reiko gliela leggeva incominci ella stessa a domandarsi: "Chi dunque dir la verit?.
Finch venne la prova inconfutabile. Il presidente Roosevelt giunse a Honolulu a bordo di una nave da guerra; i Sakagawa
lo videro coi propri occhi e osservarono come percorresse le vie di Honolulu protetto da un nugolo di agenti del servizio segreto. Per Sakagawa-san questa era una dimostrazione della forza dell'America, ma non aveva fatto i conti con l'intelletto superiore di Iscii. Le lunghe automobili nere erano appena passate che l'omino si precipit nel negozio con notizie strabilianti.
Non ve l'avevo detto, io?, bisbigli. Oh,  spaventoso! Vieni subito da Sakai.
Senza perder tempo, Sakagawa affid la bottega alla figlia e prendendo una viuzza laterale si precipit nel negozio di Sakai, entrando dal retro per non attirare l'attenzione poich erano tuttora proibiti gli assembramenti di giapponesi. Nella retrobottega Sakai, Iscii e vari altri anziani discutevano animatamente. Sulle prime Sakagawa non riusc a comprendere che cosa fosse accaduto, ma Iscii non tard a spiegarglielo.
Sai perch il presidente Roosevelt  venuto alle Hawai? Perch  diretto a Tokio, dove si arrender pacificamente per essere giustiziato nel tempio di Yasukumi come un comune criminale di guerra, dopodich la flotta giapponese sar qui in meno di tre giorni.
Le notizie di Iscii erano sempre corredate di particolari talmente minuziosi che ogni volta i suoi ascoltatori dimenticavano che in tre anni neppure una delle sue predizioni si era avverata.
In meno di tre giorni!, ripet. Le navi della marina imperiale si stanno dirigendo a tutto vapore verso Pearl Harbour. Per
io perorer la tua causa, Sakagawa-san, e supplicher l'imperatore di perdonarti di aver mandato a combattere i tuoi figlioli contro di lui.
Non appena il presidente Roosevelt ebbe lasciato Honolulu per
andar a farsi giustiziare a Tokio, Iscii attese spasmodicamente, prossimo al collasso nervoso, che le navi da guerra della sua madrepatria spuntassero da occidente. Per tre notti consecutive dorm sul tetto, sempre aspettando, mentre nella piccola casa di Kakaako anche il suo amico Sakagawa attendeva trepidante.
Il quarto giorno, essendo ormai chiaro che la marina imperiale aveva subito un temporaneo ritardo, Iscii lasci cadere completamente l'argomento, aggrappandosi invece anima e corpo alla notizia divulgata dal Prairie Shinbtm, che i giapponesi avevano conquistato l'Australia e la Nuova Zelanda, e comunic ai Sakagawa che, a parer suo, sarebbe stata un'ottima idea emigrare in massa in Australia, dove sotto il controllo giapponese tutti avrebbero ricevuto terre a volont.
Reiko-san discuteva di tutte queste voci col tenente Jackson, il quale di solito ne rideva. Una volta nondimeno osserv: Quel- l'Iscii bisogner tenerlo d'occhio.
Reiko ne prese subito le difese spiegando: Poveretto !  immigrato qui da Hiroscima tanti anni fa ed  sempre vissuto nella pi totale ignoranza.
Al che l'ufficiale replic: Gli consigli di badare a come parla, perch un giorno o l'altro si caccer in qualche grosso guaio.
Reiko-san obiett ridendo: Oh, nessuno lo prende sul serio.  un bravo ometto inoffensivo.
Sarebbe difficile definire un'avventura sentimentale una serie d'incontri che si svolgevano in una bottega di barbiere, sotto gli sguardi sospettosi di Kamejiro Sakagawa, o in un ristorante affollato com'era quello di Senaga. Reiko-san e il tenente Jackson non si scambiavano baci ardenti o addii prolungati. Eppure fu un'avventura sentimentale, e un marted, audacemente, Reiko protrasse la sua ora di colazione sino alle quattro del pomeriggio, e in quel giorno di sole i due giovani si rifecero del tempo perduto. Un mercoled riusc a scappare di casa addirittura di sera, e nella Chevrolet del tenente si rec con quest'ultimo sino a Capo Diamante, sostando in un viottolo deserto ma frequentatissimo dalle coppiette. La gente del luogo diceva: Sono gli atleti di mezzanotte che vengono ad ammirare le gare subacquee alla luce della luna piena. Ma le pattuglie che perlustravano la zona avevano dato al posto un nome molto diverso e assai meno parlamentare, e quando una di esse arriv alla Chevrolet i suoi componenti rimasero a bocca aperta.
Che cosa fa qui con una giapponese, tenente?.
Stiamo chiacchierando.
Con una giapponese?.
S, proprio con una giapponese.
Ci mostri i suoi documenti.
Agli altri non li avete chiesti.
Sono con donne bianche.
Con gesto seccato Jackson porse i documenti, mentre il
capo-pattuglia scoteva la testa. Questa poi..., mormor.  una ragazza locale?.
Si capisce.
Signorina, parla inglese, lei?.
S.
Be', faccia un po' come le pare... Se a un ufficiale di marina non importa di pomiciare con una giapponese....
Senti, bello....
Ha detto a me?.
Il tenente Jackson diede un'occhiata a quei pezzi di marcantoni e dopo aver scosso filosoficamente la testa mormor: Va bene. Lasciamo perdere.
Credo le convenga. Buonasera.
Il giovane rimase a lungo in silenzio prima di osservare: Questa guerra  veramente straordinaria. Se quei ragazzi vivranno abbastanza da arrivare sino a Tokio, molto probabilmente s'innamoreranno di ragazze giapponesi e le sposeranno, e allora chiss con quale imbarazzo ricorderanno questa sera.
Credi che i nostri uomini arriveranno a Tokio presto?, domand Reiko-san.
Il tenente fu colpito dal modo in cui Reiko aveva detto i nostri uomini. Le domand: Perch hai detto cos?.
Perch ho quattro fratelli che combattono in Europa, rispose Reiko con la massima semplicit.
Tu hai.... Fu incapace di proseguire. In preda a un impulso incontrollabile salt gi dalla macchina e si mise a urlare: Ehi, pattuglia! Pattuglia!.
I poliziotti tornarono indietro di corsa. Che cosa succede, tenente? Ha scoperto che la sua innamorata  una spia?.
Ragazzi, vi voglio presentare la signorina Reiko Sakagawa. Ha quattro fratelli che combattono in Italia nell'esercito americano, mentre voi e io siamo qui alle Hawai a girarci i pollici.
Davvero ha quattro fratelli in guerra?.
S, rispose calma Reiko.
Tutti nell'esercito?.
S. Ai giapponesi  stato proibito di arruolarsi in marina.
Signorina, disse con calore un agente che era della Georgia, le auguro di tutto cuore che i suoi fratelli tornino sani e salvi.
Buonasera, ragazzi, mormor Jackson, e quando la pattuglia si fu allontanata balbett: Reiko-san, penso che tu e io ci dovremmo sposare.
Reiko sospir intrecciando strettamente le mani: Io credevo che il tuo compito consistesse nell'impedire agli uomini come te di sposare le ragazze come me.
 esatto, ma hai notato come in queste cose si faccia giusto il contrario di quel che si predica? Pare incredibile, ma in trecento casi da me esaminati ho costatato che quasi sempre l'uomo interessato era dell'aristocraticissimo Sud.
Ma questo che c'entra con noi?, domand Reiko-san.
Vedi, in patria ci hanno insegnato dalla nascita a disprezzare tutta la gente di colore; in fondo al cuore per sappiamo che si tratta di un pregiudizio stupido e crudele, cos non appena ci cpita di conoscere una donna di pelle diversa scopriamo che  un essere umano come noi e ci sentiamo quasi nostro malgrado trascinati a innamorarcene e a sposarla.
Sei anche tu del Sud?.
Io veramente sono di Seattle, ma forse sento questo impulso con maggior forza di ogni altro per il fatto che dopo Pearl Harbour mio padre, il quale per tutto il resto  un gran brav'uomo, fu tra i pi accesi a pretendere che i giapponesi venissero rinchiusi in campi di concentramento. Sapeva di far male; sapeva di deporre il falso, di agire per il proprio vantaggio economico, eppure non ebbe un attimo di esitazione. La sera in cui tenne addirittura un discorso alla radio gli dissi: "Pap, sai benissimo che quello che hai detto sono menzogne. Mi rispose: "Siamo in guerra, figliolo.
Perci tu ora mi vorresti sposare per controbilanciare la partita?, domand Reiko. Ma io non ti potrei sposare a queste condizioni.
Reiko-san, non  soltanto questo. Ricorda che sono vissuto in Giappone, e non dimenticare mai che un giorno ti dissi: "Non appena torner la pace, il Giappone e l'America diventeranno buoni vicini. Di questo sono matematicamente sicuro, come sono matematicamente sicuro che mio padre, il quale  in fondo un uomo onesto, accetter di buon grado una giapponese per nuora, poich la gente avr bisogno di dimenticare i propri errori passati; occorrer pure riunire coloro che oggi sono divisi....
Parli come se tuo padre fosse il tuo problema dominante, osserv Reiko con voce pacata.
Perch? Il tuo non rappresenta un problema, per te?.
Non potremo mai sposarci, mormor Reiko con aria sconsolata; mio padre non me lo permetterebbe mai.
E tu mandalo all'inferno come io ho mandato il mio.
Ma io sono giapponese, ribatt Reiko baciandolo sulle labbra.
Kamejiro Sakagawa seppe che sua figlia filava con un haole dal suo buon amico Sakai, il quale gli si present una mattina annunciandogli: Mi rincresce, Kamejiro, ma mia figlia non pu pi lavorare qui.
E perch?, balbett Sakagawa; non la pago bene, forse?.
Certo, e quel denaro ci serve; ma non posso correre un rischio cos grosso con tanti haole che bazzicano in questo negozio. Potrebbe capitare anche a lei.
Ma che cosa potrebbe capitarle?, insistette Sakagawa, che capiva sempre meno.
Meglio uscire, disse Sakai. Quando furono in un vicolo adiacente a Hotel Street spieg con aria afflitta: Tu sei stato un buon amico, Kamejiro; hai sempre trattato bene la nostra figliuola, ma non possiamo correre il rischio che s'innamori di un haole come  successo a Reiko.
Immediatamente i muscoli del collo taurino di Kamejiro si gonfiarono e i suoi occhi s'iniettarono di sangue facendolo assomigliare pi che mai a un bull-dog. Afferrando l'amico per le spalle il piccolo giapponese domand in tono minaccioso: Che cosa stai dicendo?.
Kamejiro! Lasciami andare!, protest Sakai tentando invano di divincolarsi dalla ferrea stretta. Chiedilo a chi vuoi. Tua figlia fa colazione tutti i giorni con un americano... da Senaga.
Esterrefatto, Kamejiro respinse brutalmente l'amico e si diresse come un bolide verso il ristorante gestito da quel porco allevatore di porci che era Senaga; qui si mise di fazione e poco dopo vide entrare l'astuto okinawese assieme a un amico haole. Gli bast questo per capire che razza di farabutto fosse Senaga. Reiko-san, la pi sottomessa, la pi ubbidiente delle figlie, frequentava in compagnia di un haole un ristorante gestito da un okinawese! Sconvolto, il
pover'uomo si accasci contro un palo della luce, incurante dell'andirivieni di marinai e di soldati che gli passavano continuamente davanti.
Com'era amaro dover costatare, riflett, che grazie alla guerra i due gruppi etnici da lui maggiormente odiati fossero saliti tanto in auge! I migliori impieghi di Pearl Harbour erano toccati a quei maledetti cinesi che coi soldi che intascavano si stavano comperando quasi tutta Honolulu, e come se questo non bastasse, nessuno dei loro figli era in guerra. Nella loro qualit di alleati, seguaci di quel farabutto di Ciang Kai-scek, il quale aveva respinto tutte le offerte generose fattegli dai giapponesi, comparivano in tutte le sfilate e parlavano alla radio. Oh, s, i cinesi se la passavano veramente bene, riflett sconsolatamente Kamejiro. Ma quello che gli bruciava di pi era che gli okinawesi se la passassero ancora meglio, quando, tanto per incominciare - si diceva Kamejiro fissando con sorda collera il ristorante di Senaga -. gli okinawesi erano tutta gentaglia, n completamente giapponese, n completamente cinese, pur dando ad intendere di essere giapponesi. Erano gente infida, priva di scrupoli, cos almeno la pensava Sakagawa, eppure che bel posticino al sole si erano assicurati, grazie alla guerra!
Poich negli anni precedenti al 1941 la societ giapponese li aveva respinti, avevano fatto causa comune tra loro. Quasi tutta la spazzatura di Honolulu veniva raccolta da okinawesi, e per sfruttarla si erano messi ad allevare maiali a centinaia. Cos quand'era scoppiata la guerra e non era stato pi possibile far arrivare manzo fresco dalla California, a chi erano stati costretti a rivolgersi tutti quanti se volevano mangiare un pezzetto di carne? Agli okinawesi! Chi apriva un ristorante dopo l'altro, sempre perch disponeva di carne in abbondanza? Gli okinawesi! Chi sarebbe uscito da quella guerra con le tasche pi gonfie persino degli stessi bianchi? Gli okinawesi! Era davvero uno scherzo crudele del destino che gli okinawesi dovessero essere divenuti ricchi, potenti e rispettati unicamente perch, per un mero caso, si erano trovati a possedere mandrie su mandrie di maiali puzzolenti!
Fu rimuginando questi pensieri che il piccolo dinamitardo Kamejiro Sakagawa, confuso tra la folla di Hotel Street, attese di vedere la propria figlia Reiko in compagnia di uno haole entrare in un ristorante gestito da un okinawese. Era proprio troppo!
Alle dodici meno cinque entr nel locale il tenente Jackson e and a sedere al tavolo che il mellifluo Senaga-san gli aveva riservato. Ordin un piatto di ravanelli in sottaceto che si mise a mangiare usando con grande destrezza i bastoncini. Sakagawa si chiese stupito: "Come mai mangia tsukemono con hasci?.
Alle dodici e cinque entr di corsa nel ristorante Reiko Sakagawa, e anche un cieco avrebbe capito dal suo aspetto sorridente e vibrante che era innamorata. Non diede neppure la mano all'ufficiale, ma il suo viso radioso e i suoi occhi stellanti erano pi eloquenti di qualsiasi carezza. Incominci a servirsi usando la forchetta, e suo padre che la spiava dalla strada si disse: Io non ci capisco pi niente!... Lui usa i bastoncini, e lei la forchetta!... Vorrei proprio sapere il perch....
Kamejiro stette a sorvegliare i due giovani sinch questi non ebbero finito di mangiare. Torn quindi di corsa dall'amico Sakai domandandogli: Sakai, che cosa debbo fare?.
Sei convinto, adesso?.
S. Avevi ragione tu.
Sai, anche Hasegawa ritira sua figlia dal tuo negozio.
E chi se ne frega del negozio? A me preme salvare Reiko!.
Ti dir io quello che devi fare, Kamejiro. Recati agli uffici della Marina e chiedi il trasferimento dello haole.
Ma mi daranno ascolto?.
In un caso come questo, senz'altro, dichiar Sakai; quindi soggiunse: ma ci che soprattutto devi fare  di cercare un marito per tua figlia.
Sono anni che non faccio altro, mormor sconfortato Kamejiro.
Se vuoi, funger io da intermediario, gli propose Sakai. Bada per che non sar facile, adesso che tua figlia si  rovinata con uno haole.
Non dire questo! Reiko-san  una brava ragazza.
Per tutti sanno della sua avventura con uno haole, e quale sar la rispettabile famiglia giapponese che l'accetter, adesso?.
Trovami tu un buon marito per lei, Sakai! Te ne supplico!.
Lascia fare a me.
Sei un vero amico, mormor Kamejiro con le lacrime agli occhi. Prima per di andarsene soggiunse prudentemente: Sakai, vedi di trovare un uomo di Hiroscima. Mi sentirei pi tranquillo.
Yoriko aveva passato la mattinata in casa a marinare cavoli, e il pomeriggio dalla moglie di Mark Whipple a preparare bende per la Croce Rossa. Questa seconda occupazione l'aveva molto agitata, perch le donne convenute in casa Whipple avevano tutte almeno un figlio nel Due-Due-Due, tranne la padrona di casa, il cui marito per era nientemeno che il comandante del reparto, cosicch la conversazione, che la maggior parte delle donne giapponesi non era in grado di seguire, aveva avuto per tema la guerra in Italia e le forti perdite subite dalle truppe giapponesi; ma non appena l'atmosfera minacciava di farsi troppo cupa la signora Whipple, che era nata Hale, si affrettava a rischiararla con una notizia confortante. Aveva detto, a un certo momento: Lo stesso presidente Roosevelt ha dichiarato pubblicamente che i nostri ragazzi sono tra i pi valorosi di tutto l'esercito degli Stati Uniti. Poco pi tardi aveva soggiunto: Questa settimana la rivista Time ha annunciato che quando i nostri ragazzi sono arrivati in licenza a Salerno sono stati accolti dagli altri reparti con evviva fragorosi. Parlando dei soldati giapponesi la signora Whipple li chiamava sempre i nostri ragazzi, e le altre signore haole delle Hawai gi incominciavano a imitarla.
Quel pomeriggio, dunque, era stato per Yoriko particolarmente ricco di emozioni, anche se le scarpe americane che era costretta a portare l'avevano fatta molto soffrire, e la poveretta fosse impaziente di rincasare per togliersele. Ma rientrando, nel vedere il marito gi a casa anzich al negozio come avrebbe dovuto essere, comprese immediatamente che doveva essere successo qualcosa di grave.
Senza darle il tempo di aprir bocca Kamejiro l'invest: Bella figlia hai allevata! Fa all'amore con uno haole!.
Erano le parole pi dure che Yoriko avesse mai intese. S, doveva riconoscere che qualche ragazza giapponese si accompagnava sfacciatamente a uomini haole, ma non appartenevano a famiglie rispettabili; ve n'era persino qualcuna che, costretta dalle esigenze della guerra, si era data alla prostituzione, ma Yoriko era convinta che costoro fossero in realt o et o okinawesi, poich era inammissibile che una giapponese, orgogliosa del sangue purissimo che scorreva nelle sue vene...
Intanto Sakai ha gi ritirato la figlia dal negozio, e Hasegawa ritirer la sua domani. Kamejiro fu per gridare: "Siamo rovinati!, ma la preoccupazione per Reiko lo sopraffece ed egli si eccasci di schianto su una sedia nascondendosi il capo tra le mani e singhiozzando: La nostra famiglia non si meritava davvero una vergogna cos grossa!.
Sua moglie, convinta che Kamejiro esagerasse, si tolse con un sospiro di soddisfazione le scarpe americane, quindi gli s'inginocchi accanto sussurrandogli dolcemente: Kamejiro, abbiamo insegnato a nostra figlia a essere una brava giapponese. Sono sicura che si tratta di un'invenzione. Chiss quali bugie ti hanno raccontato.
Kamejiro si alz di scatto, scost irosamente la moglie e si mise a passeggiare per la stanza schiumando: Li ho visti io! Quasi quasi si baciavano in pubblico, e subito mi sono chiesto: dov'era quel pomeriggio in cui non  venuta al lavoro con la scusa che non stava bene? A spasso con quell'haole! E quando diceva che andava al cinematografo? Se la spupazzava invece in automobile con lui! Una sera ho inteso una macchina fermarsi vicino a casa nostra, ma sono stato tanto stupido da non farci caso.
In quel momento entr Reiko, traboccante di felicit e di amore, ma dalla faccia dei genitori comprese immediatamente che il suo segreto era stato scoperto. Suo padre le disse soltanto, con un gemito che strappava l'anima: Mia figlia con uno haole!.
Sua madre invece, tuttora incredula, le domand: Non  vero, eh?.
Reiko-san, forte della giustezza dei propri sentimenti, rispose semplicemente: Sono innamorata e intendo sposarmi.
Nessuno parl. Kamejiro ricadde sulla sedia tornando a nascondersi la faccia tra le mani. Yoriko, dopo aver fissato la figlia con aria sempre pi incredula, incominci a trattarla con sollecitudine eccessiva, come se gi fosse illegalmente incinta. Reiko sorrise, quasi divertita, ma allorch ud il padre emettere un gemito ancora pi disperato del primo gli si inginocchi accanto spiegandogli con dolcezza: Pap, il tenente Jackson  un uomo meraviglioso, straordinariamente comprensivo; e poi, figrati, conosce benissimo il Giappone per esservi vissuto a lungo. Fa l'avvocato a Seattle, ma ha intenzione di stabilirsi qui a guerra finita. Dopo un attimo d'incertezza soggiunse: Ad ogni modo lo seguirei dovunque.
Lentamente Kamejiro si alz e scostatosi dalla figlia la guard allibito gridando: Ma tu sei giapponese!.
Io sposer quell'uomo, pap, ripet con forza Reiko.
Ma tu sei giapponese, insistette stolidamente Kamejiro. Poi, prendendole una mano, prosegu: Hai il sangue del Giappone, la forza di un grande popolo, tutto.... Cerc invano le parole adatte per spiegarle come quel suo progetto fosse assurdo, inattuabile, ma pot ripetere soltanto l'unica cosa che per lui cancellava ogni altra: Sei giapponese!.
Reiko ribatt in tono paziente: Il tenente Jackson  un uomo rispettabile. Ha una professione interessante;  laureato,  ricco, appartiene a un'ottima famiglia di Seattle. Qui non troverei mai un marito della sua condizione sociale. Non che queste cose mi importino molto: ve le dico unicamente per farvi capire quanto sia stata fortunata a trovare un uomo come lui.
Ma Kamejiro fissava la figlia con sempre maggiore disgusto. Alla fine non ne pot pi; mollandole uno schiaffo grid: Sarebbe un'umiliazione insopportabile, un disonore permanente! Gi quello che si dice sul tuo conto mi ha rovinato. La figlia di Sakai e quella di Hasegawa ci hanno lasciati. Dopo quello che hai commesso, nessuna famiglia giapponese che si rispetti vorr avere pi nulla da fare con noi.
Pap, centinaia di brave ragazze giapponesi si sono innamorate di giovani americani, osserv Reiko premendosi con una mano la guancia sulle quale rosseggiava l'impronta della mano pesante di Kamejiro.
Sono tutte prostitute!, tuon Kamejiro.
Senza dargli retta Reiko seguit: Io lo so, perch questa  appunto la missione del tenente Jackson: parlare coi genitori come te, e quelle ragazze non sono....
Ah, ah!, la interruppe Kamejiro. Davvero? Domani stesso andr a parlare con l'ammiraglio Nimitz.
Pap, ti avverto che se tu....
Vado dall'ammiraglio Nimitz!.
Kamejiro non arriv proprio sino a Nimitz. Fu fermato prima da un guardiamarina, il quale rimase talmente stupefatto alla vista di quel giapponese tozzo e tarchiato, pi furibondo di un toro inferocito, che lo pass a un tenente di vascello, il quale lo mand da un commodoro che a sua volta schizz come un bolide nell'ufficio di un contrammiraglio gridando: Ges, Jack! C' qui fuori un giapponese con la storia pi straordinaria che io abbia mai sentita. Devi assolutamente riceverlo.
Subito capitani, commodori e ammiragli, piantando a mezzo le rispettive occupazioni, si precipitarono ad ascoltare Kamejiro, il quale nel pi barbaro e buffo dei pidgin protestava solennemente con la marina statunitense per il fatto che un suo ufficiale, violando nel proprio negozio le pi elementari leggi dell'ospitalit, gli aveva rovinato la figlia.
L'ha messa incinta?, gli domand un contrammiraglio.
Tu fare attenzione!, sbrait Kamejiro. Pi meglio tu sapere Reiko buona wahine!.
Mi scusi, signor Sakagawa; ma nella nostra lingua "rovinata significa... be'... significa "rovinata.
Non appena gli ufficiali seppero il nome del colpevole che aveva rovinato la bella Reiko, quasi esplosero. Quel farabutto di Jackson! Pensare che il suo compito  di far proprio tutto il contrario!.
Ve l'ho detto tante volte, brontol il commodoro. Non basta mettere in divisa un borghese per trasformarlo in un ufficiale.
Non usciamo dal seminato, interloqu un contrammiraglio. Ora si tratta di mettere in chiaro questo: signor Sakagawa, se il giovane in questione  un bravo ragazzo, ha un buon impiego, ha un buon reddito, se viene da una famiglia seria... Insomma, dopo tutto sua figlia fa la barbiera, e a me sembra che nei suoi panni io farei i salti mortali dalla gioia qualora mi si offrisse un'occasione tanto insperata.
Kamejiro, che era di un buon palmo pi basso di tutti gli altri uomini presenti nella stanza, li fiss ad uno ad uno stupefatto, esclamando infine rivolto all'interprete:
Ma mia figlia  giapponese e sarebbe disonorata per sempre se sposasse un haole.
Come, come?, domand il commodoro.
Il suo gesto recherebbe una tale vergogna alla nostra famiglia....
Ma che diavolo sta dicendo?, sbrait il commodoro. Da quando in qua una giapponese si dovrebbe vergognare di sposare un americano?.
I suoi fratelli in Italia si sentirebbero umiliati di fronte a tutti i loro compagni, spieg cocciutamente Kamejiro.
A me sembra d'impazzire!, esclam un altro ufficiale superiore. Lei ha dei figli che combattono in Italia?.
S. Quattro figli maschi, e tutti in Italia, rispose umilmente Kamejiro.
Un contrammiraglio si alz e gli venne vicino. Lei ha quattro figli nel Due-Due-Due?.
S.
E tutti in Italia?.
S.
Segu un lungo silenzio, che l'ammiraglio ruppe infine osservando: Ho anch'io un figlio laggi e non faccio che pensare a lui giorno e notte.
Io non faccio che pensare giorno e notte a mia figlia, ribatt testardo Kamejiro.
E qualora dovesse sposare un bianco, i suoi quattro fratelli ne sarebbero disonorati?.
Per sempre.
Che cosa vuole dall'ammiraglio Nimitz?.
Che allontani il tenente Jackson.
Partir questo stesso pomeriggio, gli promise l'ammiraglio.
Possa Iddio benedire l'ammiraglio Nimitz, disse Kamejiro.
In bocca sua questa frase suona molto strana, osserv l'ammiraglio. Lei  cristiano, per caso?.
Io sono buddista, per i miei figli sono tutti cristiani.
Quando Kamejiro se ne fu andato, soddisfattissimo della facilit con cui aveva risolto il grave problema, l'ammiraglio si strinse nelle spalle e comment: Questa gente potremo batterla, ma non riusciremo mai a capirla.
Reiko-san non rivide pi il tenente Jackson. In ottemperanza a un ordine di trasferimento immediato egli lasci in volo le Hawai quella sera stessa per essere esiliato a Bougainville, dove meno di una settimana dopo una pattuglia di esploratori giapponesi infiltratasi nelle linee americane attacc la sua postazione uccidendolo a colpi di baionetta. Poich non sapeva usare le armi il giovane avvocato tent di difendersi con una sedia, ma un giapponese, dopo avergli cacciato la baionetta nello stomaco, lo abbandon a morire lentamente nel fango.
Poich nessuno comunic mai a Reiko che il suo avvocatino era morto (non ve n'era il motivo), la ragazza ne dedusse ch'egli l'avesse presa in giro. Quando suo padre dovette chiudere il negozio perch le famiglie giapponesi non se la sentivano di far lavorare le loro figlie alle dipendenze di un uomo che si era dimostrato incapace di evitare alla propria il disonore d'innamorarsi di un haole, Reiko and in un'altra bottega di barbiere, e quando entrava a farsi tagliare i capelli un ufficiale di marina, per un attimo Reiko-san si sentiva assalita dalle vertigini. Quando per certi militari pi intraprendenti degli altri tentavano di toccarle le gambe si affrettava a colpirli con le forbici, come le aveva insegnato suo padre; ma nonostante l'amarezza che le aveva empito il cuore era incapace di dimenticare le brevi ore di felicit trascorse col tenente Jackson.
La chiusura forzata del negozio si trasform per Kamejiro e la sua famiglia in una vera e propria fortuna, anche se al principio, per tirare avanti, Kamejiro fu costretto a impiegarsi come giardiniere, occupazione che non gli piaceva affatto. Un giorno, infine, Senaga gli mand a dire che aveva bisogno di un fattorino per un ristorante nuovo che si accingeva ad aprire a Waikiki e che gli sarebbe piaciuto dare quell'impiego a Sakagawa-san. Kamejiro fiss il messaggero con occhi fiammeggianti replicando: Come osa Senaga rivolgersi a me? Se fosse stato un vero amico non avrebbe mai permesso a una ragazza giapponese di sedere nel suo ristorante accanto a un haole. Digli che non so che farmene delle sue proposte. In privato, a Yoriko soggiunse: Preferirei morire di fame, piuttosto che lavorare per un porco di Okinawa.
Quand'ecco che da una fonte del tutto impreveduta i Sakagawa dovevano ricevere un aiuto finanziario che li avrebbe trasformati in una delle famiglie giapponesi pi solide e pi prosperose delle Hawai. Tutto ci accadde perch al principio del 1943 Hong Kong Ki tenne un discorso. Lo squarcio oratorio che provoc questo prestito fu declamato prima che i giapponesi del Due-Due-Due fossero divenuti gli eroi popolari che dovevano diventare in seguito. Allorch Hong Kong parl, i giapponesi erano ancora sospetti, e un comitato di haole, nel tentativo di trovare il maggior numero possibile di aderenti alla sottoscrizione del prestito di guerra che era stato indetto, lo convinse a tenere un breve discorso per spiegare perch ci si potesse fidare dei cinesi e non dei giapponesi.
Poich di questo comitato di patrioti facevano parte tutti gli esponenti di Honolulu, Hong Kong si sent naturalmente lusingato
di quell'invito, e ce la mise tutta per stabilire un infocato raffronto tra le virt cinesi e la doppiezza giapponese. A un certo punto, trascinato dagli applausi della folla, si lasci andare all'improvvisazione, senza pi attenersi a quanto aveva scritto e uscendo in tal modo in frasi molto pi compromettenti di quanto avesse originariamente inteso. I guerrafondai giapponesi hanno oppresso la Cina per lunghi anni, grid, ed  col cuore pieno di gioia che noi vediamo oggi il vittorioso esercito americano scacciare i nipponici dai luoghi ch'essi hanno conquistato con la violenza e con la frode. Imbaldanzito dagli evviva e dagli applausi prolungati che accoglievano ogni sua parola estese quelle osservazioni sino a includere i giapponesi delle Hawai. Il discorso ebbe un successo strepitoso, fece vendere un sacco di obbligazioni e indusse i giornali di ogni colore e sfumatura politica a pubblicare in prima pagina la fotografia di Hong Kong con la didascalia: Esponente cinese patriotticamente bolla i nipponici.
Una persona soltanto non apprezz quel discorso, e precisamente la novantaseienne nonna di Hong Kong. Il giorno dopo, chiusa nella sua cadente casupola di Nuuanu, stette ad ascoltare, sempre pi allibita, una pronipote che le leggeva ad alta voce il testo in cui era riportata la prodezza oratoria del nipote prediletto. A un certo punto, senza neppur attendere la fine della lettura, tuon: Portatemelo qui subito!. Non appena Hong Kong le fu davanti fece allontanare gli altri; quando la porta fu ben chiusa si alz e gli moll quattro sonorissimi ceffoni ripetendo ogni volta: Imbecille! Imbecille! Stramaledetto imbecille!.
Hong Kong si ritrasse coprendosi la faccia con le mani per evitare altri schiaffi. L'indomita vecchia prese allora a colpirlo al petto, sempre sibilando: Imbecille!, finch il disgraziato si lasci cadere esausto su una sedia. Solo allora Nyuk Tsin si calm e fissandolo diritto negli occhi gli disse in tono accorato: Hong Kong, ieri ti sei comportato come il peggiore degli idioti.
Ma perch?, mormor debolmente il pover uomo.
Per tutta risposta la terribile vecchietta gli mostr il giornale sul quale spiccava la sua faccia ridente tra un semicerchio di facce haole. Pur essendo analfabeta Nyuk Tsin rammentava frase per frase quanto la pronipote le aveva letto e ne ripet ora qualcuna con sferzante sarcasmo, sputando per terra: "Non ci possiamo fidare dei giapponesi!... "Sono criminali, imbroglioni....... Torn a sputare per terra, quindi afferrato il giornale lo calpest sotto i piedi in un accesso di collera incontenibile. Quando si fu un po' calmata grid al nipote: Ti sei sentito molto orgoglioso, vero, a fare la ruota come un tacchino in mezzo agli haole?.
Mi avevano chiesto di rappresentare la comunit cinese..., farfugli Hong Kong.
E tu sei caduto nella trappola, eh, imbecille?.
Ho pensato che, dal momento che siamo in lotta col Giappone, qualcuno doveva pure....
Hai pensato! Hai pensato!, borbott Nyuk Tsin furibonda. Ma se non hai cervello per pensare! Per un minuto di vanagloria, per la soddisfazione di pavoneggiarti in mezzo agli haole, hai rovinato tutto quello che noi cinesi ci siamo costruiti con tanta fatica qui a Honolulu in anni e anni di lavoro!.
Un momento, zietta!, protest Hong Kong; qui c' un malinteso! Se ho acconsentito a tenere quel discorso ieri, l'ho fatto appunto per dare ai cinesi la possibilit di mettersi in miglior luce di fronte agli haole, che sono i veri padroni di queste isole.
Nyuk Tsin guard il nipote con sincero smarrimento. Hong Kong, esclam infine con voce soffocata, credi sul serio che alla fine della guerra gli haole seguiteranno a dominare le Hawai?.
Ma se hanno loro in mano le banche, i giornali....
Hong Kong! Chi la sta facendo, la guerra? Chi torner su queste isole pronto ad assumerne il controllo politico? Su, parla!.
Vuoi dire i giapponesi?, mormor Hong Kong con un filo di voce.
Si capisce!, url Nyuk Tsin con tutto il suo furore di contadina hakka giunto all'esasperazione. Proprio cos. Saranno loro a vincere questa guerra, e sta' pur sicuro che quando comanderanno loro ricorderanno tutte le scemenze che hai dette ieri, e i Ki di Honolulu dovranno ingoiare molti rospi per colpa della tua stupidaggine.
Io non pensavo che....
Taci, idiota! A guerra finita, se Sam vorr acquistare un negozio chi gli firmer la licenza? Un giapponese. Se il marito di Ruth vorr gestire una linea d'autobus a chi dovr rivolgersi per ottenere il permesso necessario? A un giapponese. Ora tutta questa gente ci odier per quello che hai detto ieri, e al momento buono si vendicher.
L'ombra minacciosa di un edificio governativo dove tutti i firmatari di licenze commerciali erano giapponesi si profil come un incubo alla mente di Hong Kong, il quale domand: Che cosa dobbiamo fare?.
Devi metterti a girare per Honolulu e porgere le tue scuse a ogni singolo giapponese, gli ordin la vegliarda. Umiliati come  pi che giusto. Poi cerca almeno una ventina di persone che abbiano bisogno di quattrini e prestaglieli, aiutandoli ad avviare nuovi commerci. Tacque; ma subito dopo soggiunse prudentemente: Sarebbe bene che tu rilasciassi prestiti soprattutto a chi ha molti figli al fronte, perch saranno proprio costoro a comandare alle Hawai, a guerra finita.
Nel suo giro di scuse alla comunit giapponese Hong Kong fin coll'imbattersi in Sakai, ma questi alle sue offerte di aiuto rispose: No, grazie; io non ho bisogno di soldi. Per il mio amico Sakagawa il dinamitardo ha dovuto chiudere poco tempo fa il negozio di barbiere e gli servirebbero un po' di quattrini per avviare un nuovo commercio.
Dove posso trovarlo?, domand Hong Kong.
Abita a Kakaako.
A proposito, ha qualche parente nel Due-Due-Due?.
Ha tutti i suoi quattro figli, rispose Sakai.
Andr a trovarlo subito, lo assicur Hong Kong, e quello stesso pomeriggio si rec da Kamejiro dicendogli: Sono venuto a scusarmi del mio discorso dell'altro giorno.
 meglio che ti vergogni, gli rispose secco Kamejiro.
 vero! Se si pensa poi che hai quattro figli in guerra....
E tutti gli altri giapponesi, allora?.
Kamejiro, mi spiace.
Mi dispiace per te, replic imperturbabile il piccolo giapponese, poich i cinesi non gli andavano proprio gi.
Senti, sono venuto a offrirti in prestito il denaro che ti serve per aprire un nuovo negozio qui a Kakaako.
Kamejiro arretr, sapendo per annosa esperienza che bisognava sempre diffidare di un cinese o di un okinawese, specie quando si mostravano gentili. Squadrando Hong Kong dall'alto in basso domand: Perch vuoi prestarmi del denaro?.
Per dimostrarti tutto il mio sincero rincrescimento, rispose umilmente Hong Kong.
Fu cos che Kamejiro Sakagawa pot aprire una piccola drogheria, e poich era parsimonioso, poich lavorava come un mulo, poich sua moglie sapeva trattare con garbo i clienti e sua figlia era un'ottima contabile, il negozietto prosper. Poi, come se la fortuna si fosse finalmente decisa a battere sistematicamente alla loro porta, il giorno di Capodanno del 1944 Sakai-san arriv di corsa con una notizia sorprendente.
Psss!, fece a Sakagawa mentre questi era intento a sistemare la vetrina. Vieni qui.
Sakagawa usc in fretta dal negozio e segu Sakai-san in un vicoletto, dove l'amico gli comunic in gran segreto: Ho trovato un marito per tua figlia!.
Sul serio?, grid Sakagawa.
S! Un partito ottimo!.
Giapponese, spero?.
Sakai guard con disprezzo il suo vecchio amico. Che baisciakunin sarei, se venissi a proporti un marito che non fosse giapponese?.
Scusami, mormor Sakagawa, ma capirai, dopo quello che mi  successo....
Quest'uomo  l'ideale. Ha una bella casetta, un discreto gruzzolo,  giapponese, e come se non bastasse....
.... Kamejiro non os finire la frase perch capiva di non poter sperare tanto.
S!  anche di Hiroscima!.
Una vera e propria euforia s'impadron dei due congiurati, poich l'intermediario non era meno soddisfatto di Kamejiro di aver trovato finalmente un buon marito per la povera traviata Reiko. Quando il suo entusiasmo si fu un po' calmato Sakagawa-san pose una domanda di assai minore importanza: E chi ?.
Il signor Iscii!, replic Sakai in tono estatico.
Davvero, Iscii  disposto a sposare mia figlia?, chiese Kamejiro incredulo.
S!, esclam sempre pi entusiasta il baisciakunin.
Sa del... dell'haole?.
Si capisce. Era mio dovere dirglielo.
E ciononostante  disposto a sposarla?, domand Kamejiro sempre pi incredulo.
S: dice che sar felice e onorato di redimerla.
Che brav'uomo!, esclam Sakagawa. Torn quindi di corsa dalla moglie annunciandole: Sakai ce l'ha fatta! Ha trovato un marito per Reiko-san.
Chi ?, domand subito Yoriko, da donna pratica che amava venir subito al sodo.
Il signor Iscii!.
Un uomo di Hiroscima!.
Senza che Reiko-san sapesse ancora nulla di ci che le stavano combinando, tutta la comunit giapponese fu informata in un battibaleno del prossimo matrimonio, e tutti o quasi si congratularono sinceramente della fortuna capitatale, specie dopo l'avventura con un haole. Tuttavia una ragazza che aveva fatto gli studi superiori obiett: Il signor Iscii deve avere almeno trentacinque anni pi di Reiko.
Che cosa importa?, sbott sua madre.  un uomo di Hiroscima.
La notizia raggiunse Reiko nel negozio di barbiere dove lavorava, e mentre era intenta a tagliare i capelli a un marinaio. Una compagna le sussurr: Congratulazioni, cara Reiko-san.
A proposito di che?, domand Reiko.
Sakai-san ti ha trovato un marito.
Quella frase, proferita in giapponese, echeggi stranamente nelle orecchie di Reiko. Bench sospettasse da tempo che i suoi genitori fossero ricorsi ai buoni uffici di un baisciakunin per accasarla, non immaginava che ne sarebbe mai uscito alcunch di positivo. Irrigidendosi domand con fnta noncuranza: E chi sarebbe?.
Il signor Iscii! Non  meraviglioso?.
Reiko-san seguit a muovere le mani con gesti meccanici finch
il cliente l'avvert: Non sfumi troppo dai lati, per favore.
Mi scusi, mormor Reiko. Avrebbe voluto fuggire, nascondersi; invece seguit pazientemente a lavorare e quando pass alla nuca chiese: Li vuole tagliati diritti o un po' sfumati anche dietro?.
Come vuole lei, rispose il marinaio. Sa che parla un ottimo inglese? Molto meglio di me!.
Sono stata a scuola, rispose Reiko con voce piana.
Sta poco bene, signorina?, le domand con sollecitudine il marinaio.
No, perch?.
Mi sembra molto pallida. Senta....
Reiko si sentiva svenire, ma con un tremendo sforzo di volont si domin e incominci a insaponare la faccia del cliente per prepararla alla rasatura; quando tuttavia tent d'impugnare il rasoio se
lo sent sfuggire di mano. Con un filo di voce domand al marinaio che la guardava spaventato: Le spiace se interrompo? Ho un po' di capogiro.
Ma senz'altro! Vada a riposarsi, ne ha bisogno!, replic pronto il cliente togliendosi da solo il sapone.
Quando se ne fu andato, Reiko appese il grembiule annunciando: Torno a casa. Non mi sento bene. Durante il lungo tragitto sino a Kakaako si sforz di non paragonare Iscii al tenente Jackson, ma le fu impossibile; quando per fu vicina a casa si fece forza riflettendo: un povero vecchietto un po' tocco; per  un giapponese onesto, e mio padre sar felice. Senza pi pensare all'avvocato di Seattle che non le aveva mai mandato neppure una cartolina entr nel negozio e s'inginocchi dinanzi a suo padre dicendo: Ti sono grata, pap.
 un uomo di Hiroscima!, le fece notare Kamejiro.
Il matrimonio, celebrato nel febbraio del 1944, fu un vero avvenimento per la comunit giapponese, e il baisciakunin Sakai lo diresse con l'abilit di un regista cinematografico, spiegando a tutti quello che dovevano fare e come dovevano comportarsi. Il signor Iscii aveva trascorso la prima parte del pomeriggio a mostrare agli intervenuti l'ultima copia del Prairie Shinbun dov'era scritto senza possibilit di dubbio che le valorose truppe imperiali avevano definitivamente cacciato da Guadalcanal i marines americani e si preparavano a lanciare un'offensiva in grande stile contro le Hawai.
Un invitato che aveva due figli in Italia sussurr alla moglie: Quel poveretto dev'essere un po' pazzo!.
Sssst!, gli fece sua moglie; non dimenticare che  lo sposo.
Mentre i brindisi e gli evviva erano al colmo, Reiko-san, vestita del tradizionale costume giapponese, guard Iscii per la prima volta da quando era stato annunciato ufficialmente il loro fidanzamento e vide che era un povero vecchio, ridicolo e commovente insieme. Tutta la sua educazione americana la spronava a fuggire, a ribellarsi a quella follia. A un tratto fu colta da una violenta vertigine e mormor a un'amica che le era accanto: Questo obi  troppo stretto; bisogna che esca a prendere un po' d'aria. Si preparava a ritirarsi alla chetichella quando Sakai grid: S'incomincia!, e il complesso, pittoresco rito giapponese di nozze ebbe inizio.
A cerimonia terminata le donne si strinsero intorno a Reiko-san complimentandola: Come ti sta bene il chimono! Sei proprio come dev'essere una sposa, con le guance rosse e gli occhi bassi!. Altre osservarono: Fa veramente piacere pensare che tu abbia sposato un uomo di Hiroscima. Ma la calca e l'atmosfera erano divenute cos opprimenti che Reiko ripet: Questo obi  veramente troppo stretto. Ho assolutamente bisogno di respirare un po' d'aria fresca. Lasci dunque la sala del ricevimento uscendo sotto
il porticato, giusto in tempo per andare incontro a un fattorino del telegrafo che stava arrivando in bicicletta a recapitare un telegramma indirizzato alla famiglia Sakagawa.
Pochi secondi dopo, gli invitati udirono venire dal porticato un urlo da animale ferito a morte. Si precipitarono fuori e trovarono Reiko-san che urlava, urlava come una forsennata. Invano tentarono di calmarla. Aveva tra le mani un telegramma; era del ministero della Guerra e informava la famiglia Sakagawa di alcuni avvenimenti occorsi qualche giorno addietro sulle rive di un fiume italiano.


Capitolo 19.

Il 22 settembre 1943 il Due-Due-Due vide profilarsi a proravia della nave-trasporto su cui era imbarcato le colline d'Italia avvolte nella foschia dell'alba, e il sergente Goro Sakagawa riflett: "Scommetto che dietro quelle colline si nasconde una divisione germanica pronta a saltarci addosso non appena metteremo piede a terra.
Non s'ingannava. Mentre i giapponesi scendevano dal trasporto per invadere le spiagge intorno a Salerno, aerei tedeschi e artiglieria pesante tentarono d'impedirglielo, ma poich erano soldati decisi a tutto ce la fecero senza perdite. Soltanto un certo Tascimoto, un soldato semplice, si slog una caviglia, e siccome era conosciuto per essere un po' tonto i compagni si passarono la parola con questo acido commento: Non poteva che capitare a uno di Molokai!.
Salerno si stende a sud-est di Napoli ed era stata scelta perch offriva una testa di sbarco strategica per procedere all'accerchiamento di Roma, distante circa trecento chilometri. Il giorno stesso dello sbarco il Due-Due-Due inizi la lunga marcia verso nord.
I tedeschi, che non solo li aspettavano, ma sapevano come fosse composto il loro reparto, erano fermamente risoluti ad arrestarli. Hitler aveva emanato in proposito un ordine specifico:  imperativo, categorico sconfiggere questi traditori dei nostri alleati giapponesi, che sono stati ignobilmente sfruttati per scopi propagandistici dai loro padroni giudeo-americani. Se questi miserabili criminali dovessero vincere, i loro successi ci sarebbero di grave danno. Dobbiamo fermarli, spazzarli via dal primo all'ultimo. Naturalmente i giapponesi delle Hawai ignoravano quest'ordine, e dopo aver sostenuto ripetuti contrattacchi tedeschi di estrema violenza ne conclusero: Questi kraut devono essere sul serio i migliori combattenti del mondo. Sar molto pi dura di quello che pensavamo. Per guadagnare pochi chilometri il Due-Due-Due dovette affrontare da parte germanica una resistenza formidabile: le mine uccisero molti giovani di Maui, i carri armati travolsero a decine combattenti di Molokai; granate gigantesche esplosero fra le truppe di Kauai; ogni collina, ogni altura, ogni poggio era un nucleo di resistenza ostinata, pugnace, terribile. Il reparto sub gravi perdite,
e il Mail di Honolulu incominci a pubblicare lunghe liste di morti tra i quali figuravano nomi come Kubokawa, Higa, Moriguci.
Gli sforzi disperati dei tedeschi per fermare e piegare i giapponesi ebbero un effetto contrario a quello voluto da Hitler: i corrispondenti di guerra alleati, europei e americani, non tardarono ad accorgersi che mentre gli altri fronti non offrivano granch per i loro "pezzi, dal Due-Due-Due si poteva sempre cavare qualcosa d'interessante, perch tra i suoi uomini e il nemico la guerra diveniva un duello, una lotta quasi individuale. Ernie Pyle, che accompagn per alcuni giorni le truppe hawaiane, scrisse di loro: Mi sono abituato a vedere i nostri giovani lottare contro le pi gravi difficolt, ma questi tozzi combattenti dagli occhi neri come giaietto stanno stabilendo un nuovo primato. Seguitano ad avanzare l dove anche i pi valorosi si fermerebbero o si ritirerebbero. Fanno quasi paura, e molti giovani del Texas e del Massachusetts mi hanno confidato: "Meno male che combattono dalla nostra parte!".
Una volta Ernie Pyle domand a Goro Sakagawa: Sergente, perch avete seguitato ad avanzare verso quel gruppo di case? Sapevate che erano piene di tedeschi!.
Goro rispose con una frase che divent famosa in Italia e in America: Dovevamo farlo, perch noi combattiamo due volte: contro i tedeschi e per tutti i giapponesi d'America.
Settembre, ottobre, novembre, dicembre: i mesi della bellezza, della poesia, del ritmo, quando le notti si fanno insensibilmente pi fredde e le dolci foschie d'Italia si tramutano in brina. Quanta bellezza emanava da quei mesi, mentre i giovani delle Hawai si rendevano sempre pi conto di essere degli ottimi combattenti! Noi combattiamo due volte, si ripetevano, rincorandosi a vicenda, e quando arrivavano davanti a una citt italiana inondata di una luce tersa, cristallina, stagliata contro i colli come un'acquafrte, con le torri e i campanili nitidi nel sole, attaccavano con furia e con metodo, ricacciando i tedeschi verso Roma a palmo a palmo.
Il colonnello Whipple, bench soddisfattissimo del comportamento delle sue truppe e degli elogi di cui le colmava la stampa americana, non si stancava di ammonire: Non sar sempre cos facile. A un certo punto i tedeschi finiranno con l'attestarsi solidamente e allora vedremo se siete davvero bravi come dicono.
Ai primi di dicembre Hitler mand sul fronte italiano un fanatico colonnello prussiano di nome Sep Seigl, nella cui persona - caso insolito  un'antica tradizione di militarismo prussiano si univa a una cieca fede nel nazismo. Hitler gli aveva detto semplicemente: Occorre annientare i giapponesi, e quando il colonnello ebbe studiato attentamente le sue carte militari stabil: Li distrugger a Montecassino. Seigl era un uomo ancora giovane (aveva appena trentasette anni) con una testa tonda che pareva una palla da cannone. Era giunto tanto rapidamente a un cos alto grado per merito della propria devozione a Hitler e aveva dato prova delle sue capacit tattiche su ben tre fronti diversi. Ora, a Montecassino, era fermamente deciso a ripetere le gesta che gli avevano dato la fama. I giapponesi sarebbero stati piegati.
Mentre il dicembre se ne andava, gli uomini del Due-Due-Due, nella loro lenta ma inesorabile avanzata lungo lo stivale d'Italia, notarono da molti segni che la battaglia decisiva sarebbe avvenuta nei pressi dell'antico monastero di Montecassino, e mentre vi si avvicinavano pi d'uno rattenne il fiato. Frattanto il colonnello Sep Seigl stava spostando dal nord, per farli convergere a Cassino,
i migliori reparti germanici dislocati in Italia, ma non era sua intenzione impegnare i giapponesi sulle pendici del monte. Non permise che le sue truppe costruissero le proprie posizioni avanzate su quella formidabile roccaforte naturale: le tenne gi, disseminate lungo le rive del fiume Rapido, che in quel punto corre in direzione nord-sud, coi giapponesi che si avvicinavano da est e i tedeschi trincerati lungo il settore ovest. Dopo avere ispezionato le forze germaniche schierate lungo il Rapido il colonnello Seigl dichiar: Li inchioderemo al fiume.
Il 22 gennaio 1944 il colonnello Mark Whipple fece fermare i suoi uomini a due chilometri a est del Rapido, informandoli: I nostri ordini sono chiari e semplici. Dobbiamo attraversare il fiume in modo che le truppe che ci seguono possano attaccare quella pila di sassi che vedete lass. I tedeschi sostengono che neppure un coniglio pu farcela a passare dall'altra parte senza essere visto, ma noi ce la faremo.
Mand in esplorazione una pattuglia composta del sergente Goro Sakagawa, di suo fratello Tadao, che sapeva disegnare bene, e di quattro fucilieri, e all'imbrunire del 22 gennaio questi sei uomini uscirono strisciando dai loro nascondigli per accingersi ad attraversare il terreno pi infido che gli americani dovessero affrontare nella seconda guerra mondiale. Durante il tragitto Tadao Sakagawa seguit con precisione meticolosa a disegnare cartine topografiche. A duecento metri a ovest rispetto alle sue posizioni attuali il Due- Due-Due si sarebbe imbattuto in un fossato d'irrigazione largo un metro e profondo un metro e mezzo. Quando ne fosse uscito si sarebbe trovato di fronte le mitragliatrici tedesche e una marcita larga circa trenta metri, oltre la quale si stendeva un altro canale. Trenta metri pi in l ve n'era un terzo, due volte pi profondo e due volte pi largo. Una volta superato anche questo li aspettava
dall'altra parte un inespugnabile schieramento di mitragliatrici.
Quando la pattuglia fu giunta sin l, Goro Sakagawa domand ai suoi uomini, umettandosi le labbra riarse: Che cosa c' laggi?.
A noi pare un muro.
Ges, borbott Goro, come si pu pretendere che i nostri, dopo aver scavalcato tre fossi di quella fatta, si mettano anche a inerpicarsi su un muro?... Quanto  alto?.
Mah, almeno quattro metri.
 impossibile!, dichiar Goro. Sentite, dividiamoci. Voi andate da quella parte e noi da quest'altra. Vediamo un po' se riusciamo a trovare una breccia.
Ma non ne trovarono: il muro era un solido ininterrotto bastione di pietra alto circa quattro metri e sormontato da un coronamento irto di cuspidi seghettate. Quando i sei si riunirono Goro imprec sottovoce: Come si far a scavalcare quel maledetto muro, con mitragliatrici da tutte le parti? Sssst!.
Era echeggiato un crepitio improvviso di armi automatiche, ma evidentemente i tedeschi dovevano essere stati messi all'erta da qualcos'altro, poich il fuoco non era rivolto alla pattuglia. E va bene, disse Goro quando il fuoco cess, proviamo.
Con infinita pazienza, fasciati dal buio della notte, i sei giovani si aiutarono vicendevolmente a superare quell'agghiacciante muro, dall'alto del quale ricaddero entro la met orientale del letto del Rapido, in quel momento asciutto. Aveva una larghezza di circa venticinque metri e una profondit di cinque, e non vi era punto di quel settore che non fosse irto di postazioni germaniche. Sempre strisciando sul ventre i sei soldati attraversarono il letto del fiume in secca, pregando Iddio che nessuno pensasse ad accendere i riflettori. Bench la notte fosse fredda sudavano di paura.
Quando per furono arrivati dall'altra parte del Rapido compresero che cosa fosse veramente la paura, poich oltre ai riflettori si risvegliarono le mitragliatrici. I sei per riuscirono a schiacciarsi nelle fenditure ai piedi della sponda occidentale; nondimeno ci che maggiormente li atterriva non era tanto il secco crepitio della mitraglia e quelle fruganti dita di luce, quanto la natura asperrima di quella sponda fluviale che si levava pressoch a perpendicolo per un'altezza di otto metri ed era coronata da un solidissimo duplice reticolato di filo spinato, entro il quale si poteva giurare che erano state posate mine a una distanza regolare di sessanta centimetri.
Metti anche questo sui tuoi foglietti, sussurr Goro a Tadao, perch quando vedranno questa roba non ci sar generale al mondo che oser mandare degli uomini ad attraversare questo fiume
della malora. Il fascio di un riflettore illumin fugacemente quel groviglio infernale di filo spinato. Hai finito?, domand Goro. Bene, fammi salire perch voglio passare di l.
Bada che di cartine ne ho ormai abbastanza, lo avvert Tadao afferrandolo per una mano.
Bisogna pure che qualcuno dia un'occhiata a quello che c' dall'altra parte.
Con l'aiuto dei suoi uomini s'inerpic in cima alla riva orientale del fiume, dove trascorse un quarto d'ora indimenticabile a farsi strada centimetro per centimetro attraverso il reticolato. Sapeva che il minimo passo falso poteva fargli mettere il piede su una mina, e che in tal caso non solo sarebbe morto lui, ma avrebbe travolto con s i suoi cinque compagni. Non sudava nemmeno pi. Non aveva pi paura. Era giunto a quello stato d'animo incredibile che soltanto i soldati conoscono, di notte o nell'ardore di una battaglia all'ultimo sangue. Non era pi che un ragazzo giapponese tutto muscoli e nervi; un ragazzo di un sobborgo di Honolulu; e nessuno alle Hawai avrebbe mai potuto credere quale coraggio egli manifestasse in quei minuti carichi di destino.
S'infil nel reticolato lasciando sulle spine di ferro sottili brandelli di stoffa che lo avrebbero aiutato a ritrovare la strada al ritorno, e avanzando nella tenebra giunse al limite orientale di una strada polverosa che portava oltre le pendici di Montecassino. Si nascose nel fosso che correva lungo la strada, respirando -fondo, sforzandosi di ridiventare uomo, di non essere pi soltanto un automa, e mentre se ne stava cos a faccia in su un riflettore illumin la campagna, forse cercando proprio lui. Durante il passaggio del fascio di luce Goro vide il colle che lo sovrastava e pur avendolo gi scorto da lontano non seppe trattenere un gemito d'incredulo, doloroso stupore: Oh, Ges Cristo, no!.
Sopra di lui infatti incombeva, perdendosi nel cielo, un'inespugnabile altura rocciosa sulla cui vetta stava appollaiato un antico monastero, e Goro comprese che da lui e dai suoi compagni i superiori si aspettavano non soltanto che attraversassero fossi e marcite, ma che quando fossero giunti su quella strada proseguissero a dare la scalata a quel pauroso torrione di roccia. Solo nelle tenebre, non seppe reprimere un brivido di paura; poi, come accade a tutti i soldati in momenti simili, si cancell dalla mente con un supremo sforzo di volont la visione reale di ci che era Montecassino. Non era poi una fortezza inespugnabile; non era minato; non era irto di mitragliatrici; non era protetto dalle difese del fiume Rapido; non avrebbero mai chiesto n a lui n ai suoi compagni di espugnarlo con perdite che sarebbero salite a un totale del cinquanta e fors'anche dell'ottanta per cento. Scacciando lontano da s quella realt allucinante torn a raggiungere i suoi uomini, e quando tutti insieme si ripresentarono al comando annunci al proprio ufficiale superiore; Sar difficile, ma ce la faremo.
Mentre Goro Sakagawa pronunciava quella frase, il colonnello Seigl ispezionava quell'identico terreno, ma in proposito ne sapeva molto di pi perch disponeva di carte topografiche compilate dalla famosa organizzazione Todt, alla quale spettava il merito di aver costruito quella suprema linea difensiva a protezione della citt di Roma. Costat che i primi tre fossati che i giapponesi avrebbero dovuto attraversare erano munitissimi di mine e di mitragliatrici e osserv ai suoi collaboratori: Probabilmente in questo momento, laggi, gli americani avranno mandato delle pattuglie avanzate, ma se riusciranno a evitare le mine potranno stimarsi molto fortunati. Studi anche i piani per la difesa del fiume vero e proprio, che da solo avrebbe rappresentato per qualsiasi esercito un ostacolo formidabile; e se pochi minuti prima Goro era stato costretto a indovinare dove si trovassero le mine e le mitragliatrici, Seigl lo sapeva per certo, e sapeva altres che neppure i suoi soldati, i migliori del mondo, sarebbero mai riusciti a superare quelle barriere. S, a occidente del fiume si stendeva la strada indifesa, ma questa poteva essere facilmente martellata e sbriciolata dal fuoco dei mortai, e al di l si levavano i contrafforti di Montecassino, sui quali nessun esercito si sarebbe potuto inerpicare. A mezzanotte il colonnello Seigl concluse: Tenteranno, ma non ce la faranno mai; e proprio qui daremo a quei traditori la lezione che si meritano.
Il 24 gennaio 1944 inizi con una nottata fredda e limpida e fu salutato da un assordante fuoco di sbarramento americano che illumin a giorno il fosco fiume ma che lasci i tedeschi perfettamente indifferenti. Si protrasse per quaranta minuti, ma gli uomini del Due-Due-Due, rotti ormai da un pezzo ai segreti della guerra, sapevano come stessero veramente le cose; sapevano che i tedeschi non si sarebbero mossi e avrebbero atteso.
Alle ore zero e quaranta il fuoco cess e i fischietti degli ufficiali diedero il segnale dell'attacco. Goro strinse forte un braccio del fratello sussurrandogli: Questa volta si fa sul serio. Sta' attento, fratellino!. L'avanzata verso il primo fossato fu difficile perch i tedeschi risposero a loro volta con un nutrito fuoco di controbatteria. Montecassino ebbe i suoi primi morti, ma Goro e Tadao seguitarono ad avanzare impassibili, e quando ebbero condotto il loro plotone oltre il fosso e furono all'orlo della marcita dichiararono al capitano che li comandava: Alle mine pensiamo noi.
Incominciarono a strisciare sul ventre, due fratelli che avrebbero potuto essere impegnati in un'appassionante partita di calcio, e sempre strisciando attraversarono la marcita tagliando abilmente i fili di raccordo per evitare che i compagni, inciampandovi, facessero esplodere le mine. Giunti al secondo fossato Goro si alz di scatto nella notte urlando in pidgin: Pi meglio voi venire. Tutte mine pau!. Ma giusto in quel momento Tadao, uno dei pi brillanti allievi che Punahu avesse mai avuto, mise il piede su una mina al magnesio, che esplose con una luce accecante riducendolo in mille brandelli d'ossa e di carne.
Oh, Ges!, gemette Goro nascondendosi la faccia tra le mani. Non v'era nulla da fare, assolutamente pi nulla. Tadao
Sakagawa non esisteva pi nemmeno come persona fisica. Non si ritrovarono neppure le sue scarpe; ma dov'egli era scomparso altri ragazzi giapponesi superarono di corsa la marcita e balzarono nel vicino fossato e poi in quello attiguo, lanciando agghiaccianti grida di guerra.
Occorsero alle truppe giapponesi, per raggiungere la vicina sponda del Rapido, cinque ore di combattimenti sanguinosissimi, e quando l'alba spunt il colonnello Seigl osserv con una certa preoccupazione: Non avrebbero dovuto poter attraversare quei campi. Sembrano piuttosto in gamba. Ad ogni modo il bello incomincia adesso.
Contro quelle truppe, verso le quali nutriva un odio tutto particolare, scaten un bombardamento spaventoso e con sua viva soddisfazione l'avanzata si arrest. Nessun essere umano sarebbe riuscito a superare quella prima infernale cortina di shrapnel che accolse al Rapido vero e proprio il Due-Due-Due. Be', sospir il colonnello Seigl, se non altro abbiamo costatato che sono fatti anche loro di carne e d'ossa.  possibile fermarli. Ora per bisogna inchiodarli l e ammazzarne il pi possibile, cos quelli che rimangono scapperanno.
Su questo punto tuttavia il colonnello Seigl s'ingannava. Gi la met di Goro Sakagawa era stata uccisa. Goro aveva amato suo fratello Tadao, cos intelligente, cos vivo, come solo possono amarsi due fratelli nati e cresciuti insieme in una comunit schernita e reietta, e adesso Tadao era morto! Eppure mentre il bombardamento germanico era al massimo, Goro preg il proprio capitano:
Portiamoci al di l di quel fiume. Io so la strada.
No! Ci attestiamo qui, ribatt il capitano.
Quando per sopraggiunse il colonnello Whipple, Goro insistette che il fiume poteva essere attraversato. Va bene! Provaci!, gli disse Whipple.
A questo punto un tenente della compagnia Baker, ufficiale superiore diretto di Goro, un bel giovanotto del Kansas, dichiar:
Se vanno i miei uomini, vado anch'io.
Come vuole, Shelly. Ricordi che il nostro obiettivo  cercar di attraversare il fiume.
Il tenente Shelly condusse cos quaranta uomini, col sergente Sakagawa come guida, alle nove di una mattina tersa come il cristallo, entro il letto del Rapido. Erano a meno di sei metri dal traguardo quando un titanico concentramento di fuoco tedesco falci met della compagnia, compreso il tenente Shelly. I venti rimasti furono colti dal panico, ma Goro ordin loro in tono secco: Avanti! Salite su quella sponda e passate quel filo spinato.
Era una follia. Il Rapido non aveva quel giorno alcuna intenzione di essere violato da nessuno, e tanto meno da venti giapponesi anche se guidati da Goro Sakagawa. Non appena le dita infangate di quest'ultimo ebbero toccato la riva protetta dal filo spinato, il giovane temerario fu accolto da una tale scarica di proiettili che fu costretto suo malgrado ad arretrare. Ripet il tentativo per altre tre volte, mentre Seigl urlava ai suoi uomini: Fatelo fuori! Fatelo fuori! Non devono passare!. Ma ancorch vere tonnellate di munizioni piovessero su di loro, miracolosamente Sakagawa e i suoi compagni rimasero illesi. Accovacciati al riparo della riva opposta attesero che gli altri li raggiungessero per cercare tutti insieme di superare lo sbarramento di filo spinato.
Ma la potenza del fuoco germanico era tale che nessuna avanzata era possibile. V'erano momenti in cui la pioggia di shrapnel assumeva quasi la solidit compatta di un muro. A malincuore il colonnello Whipple ordin: Dobbiamo fermarci dove siamo.
E quei venti che sono laggi?.
Chi li comanda? Il tenente Shelly?.
Il tenente Shelly  stato ucciso. Il sergente Sakagawa.
Chi? Goro?.
Signors.
Se la caver, dichiar Whipple fiducioso; e infatti all'imbrunire, dopo una giornata d'inferno, Goro Sakagawa se la cav riportando indietro sani e salvi tuti i suoi venti uomini.
Il colonnello ti vuole vedere, gli disse un maggiore.
Non era assolutamente possibile passare, rifer Goro scuro in volto.
Ad ogni modo nessuno pu negare che ce l'avete messa tutta, tenente Sakagawa.
Goro non mostr sorpresa per quella promozione sul campo: era al di l della paura, al di l del dolore, e soprattutto al di l di ogni gioia. Quando per il colonnello in persona gli appunt le stellette sulla divisa, il terribile nodo che gli serrava la gola si ruppe e grosse lacrime gli rigarono le gote; ma subito riprendendosi giur:
Domani passeremo il fiume.
In ogni caso tenteremo, gli promise Whipple.
Il 26 gennaio le truppe giapponesi ritentarono effettivamente, ma ancora una volta gli abili mitraglieri del colonnello Seigl le ricacciarono indietro con perdite spaventose. Il 27 i giapponesi tentarono per la terza volta. Goro riusc ad arrivare coi suoi uomini fin sulla strada, ma incontrarono una resistenza talmente accanita che dopo quarantacinque minuti dovettero ritirarsi. Quella sera un agente dell' Associated Press sped il seguente dispaccio: Se le lacrime potessero essere trasmesse via cavo e stampate dalle linotype, questa corrispondenza ne sarebbe intrisa, perch ho veduto finalmente quello che chiamano coraggio oltre il limite dell'umano. Ho veduto un pugno di giovani giapponesi delle Hawai attraversare il fiume Rapido e tenere la riva opposta per oltre quaranta minuti, costretti infine a ritirarsi perch ricacciati dalla forza preponderante dell'esercito germanico. Neppure nella vittoria ho veduto truppe pi eroiche di questi ragazzi nella sconfitta, e se d'ora innanzi un americano metter in dubbio in mia presenza la lealt dei nostri giapponesi non perder tempo a discutere con lui: gli far saltare i denti a calci.
Il 28 gennaio il tenente Sakagawa tent per la quarta volta di attraversare il Rapido, e per la quarta volta gli uomini del colonnello Seigl falciarono i suoi. Dei milletrecento soldati coi quali il colonnello Whipple aveva iniziato l'offensiva quattro giorni prima ne erano rimasti cinquecento ventuno. Il tragico fiume era disseminato di cadaveri, e nelle retrovie venivano trasportati soldati senza pi braccia, senza pi gambe. Alla fine ci si dovette arrendere all'evidenza: i tedeschi erano effettivamente riusciti a fermare l'avanzata dell'odiato Due-Due-Due. Quella sera il servizio segreto del colonnello Seigl rifer: Vittoria! I giapponesi sono stati respinti. Battono in ritirata e sembra abbiano Vintenzione di lasciare la linea.
Il rapporto era esatto solo in parte. La compagnia di Goro e il suo reparto stavano in realt per essere ritirati. I ragazzi delle Hawai avrebbero voluto tentare ancora, ma non erano pi in numero sufficiente per formare un gruppo d'urto e non potevano perci far altro che arretrare e andare nelle retrovie a medicarsi le ferite. Lungo la via del ritorno s'imbatterono in un reparto svedese del Minnesota venuto a sostituirli. Costoro, che avevano saputo delle loro gesta, li acclamarono a gran voce e un tale di St. Paul grid:
Speriamo di comportarci come voi.
Ci riuscirete, gli rispose stancamente un ragazzo di Lahaina.
I tedeschi fermarono dunque il Due-Due-Due... Ma per poche ore, perch su un altro settore del fronte altri reparti hawaiani si stavano ammassando in gran numero, e l'8 febbraio l'ufficiale addetto al comando del servizio segreto del colonnello Seigl annunci senza fiato al suo superiore: Quei maledetti giapponesi hanno attraversato il fiume e stanno attaccando la montagna!.
E in realt, per alcuni tratti, i giapponesi si erano spinti sin quasi in cima alla montagna, scalando alture che i loro stessi ufficiali avevano giudicato imprendibili e mettendo fuori uso oltre duecento postazioni di mitragliatrici. Questa loro impresa fu la pi eroica di tutta la seconda guerra mondiale: per qualche ora riuscirono addirittura a stabilire un caposaldo sul vertice.
Mandateci rinforzi!, seguitavano a trasmettere con le radio da campo. Li abbiamo battuti
Ma i rinforzi non riuscivano a guadagnare le alture perch troppo impervie. Ad uno ad uno i giapponesi, gi vittoriosi, furono respinti. Restava per un fatto positivo: le forze americane si erano ormai saldamente attestate sulla sponda occidentale del Rapido; il fiume era stato attraversato; la strada per Roma era stata aperta.
Fu durante questo terribile combattimento che il Due-Due-Due divent uno dei reparti pi famosi di tutta la guerra. Il battaglione dal cuore vermiglio (1), lo chiamavano, poich aveva sofferto pi perdite di ogni altra formazione. I "Pi meglio furono subissati di onori, di decorazioni, di messaggi di encomio da parte del presidente e di molti generali; ma, ci che pi contava, si guadagnarono in America un ammirato rispetto al quale si frammischiava un profondo senso di umilt. I caucasici che combattevano al loro fianco scrivevano a casa: Sono pi americani di noi. Noi non avremo mai il loro coraggio. Alle Hawai, poi, la gente non si chiedeva nemmeno pi: Ci si pu fidare dei nostri giapponesi?. Ora anche gli uomini di altre razze si ponevano lo stesso interrogativo: Io sarei altrettanto coraggioso?. In tal modo il colonnello nazi-prussiano Sep Seigl, pur avendo compiuto punto per punto quanto aveva promesso a Hitler - annientare i giapponesi a Montecassino - non ottenne ci che aveva inizialmente inteso: poich fu proprio nella sconfitta che i ragazzi giapponesi dimostrarono tutto il loro valore conquistandosi gli applausi del mondo.
Parr dunque strano che il Due-Due-Due non mietesse i suoi
massimi allori a Montecassino bens in un remoto angolo di Francia, e per puro caso.
Dopo essere stato ritirato dal fronte italiano e stanziato in un paesetto delle retrovie a rimettersi in sesto e a rinsanguarsi con elementi nuovi provenienti direttamente dagli Stati Uniti (tra questi v'erano pure i fratelli minori di Goro Sakagawa: Minora e Scigeo) il battaglione dei "Pi meglio fu inviato nella Francia meridionale, dove pot risalire con una certa calma la valle del Rodano, incontrando da parte germanica scarsa opposizione. A fianco a fianco con un reparto del Texas che pure si era distinto sul fronte italiano, il Due-Due-Due lasci poi il Rodano addentrandosi nelle montagne dei Vosgi, dove la parte pi orientale della Francia confina con quella pi meridionale della Germania.
I due reparti non ebbero da faticare molto, per un certo tempo, se si eccettuino normali azioni di rastrellamento, finch provarono la netta impressione che i tedeschi fossero ormai definitivamente in rotta. Il tenente Sakagawa non si stancava di esortare i propri uomini a rompere le ultime resistenze germaniche. Seguitava a ripetere: Ricordate quello che ci hanno fatto a Cassino!.
I tedeschi gli si arrendevano a centinaia, domandando con aria smarrita: Come! Avete fatto anche voi come gli italiani? Vi siete messi contro di noi?. Ogni volta Goro rispondeva senza batter ciglio: Noi siamo americani. Avanti, passate da quella parte. Se per esteriormente sapeva mantenersi impassibile, intimamente la resa di quei rappresentanti della razza superiore di Hitler lo faceva vibrare di orgoglio.
 pertanto comprensibile che Goro Sakagawa, al pari dei suoi superiori, avesse interpretato la campagna dei Vosgi come il principio della fine del nazismo. Purtroppo per sia Sakagawa sia i suoi superiori avevano commesso un grosso errore di valutazione, perch se le giovani e inesperte reclute naziste non erano in grado di destreggiarsi alla perfezione, non poteva dirsi altrettanto degli scaltriti generali prussiani che le comandavano. Si trattava ora, per essi, di difendere nientemeno che il territorio nazionale, il sacro suolo germanico, e rammentando i suoi epici successi a Montecassino il Comando supremo tedesco trasfer nel settore dei Vosgi, per organizzarvi una resistenza a oltranza, il colonnello Sep Seigl, divenuto nel frattempo generale. Se Seigl aveva permesso alle sue truppe raccogliticce di arrendersi spaurite al Due-Due-Due, lo aveva fatto per uno scopo ben preciso, scopo che sul finire dell'ottobre del 1944 apparve chiarissimo. Il 24 di quel mese le sue truppe parvero crollare in una rotta generale, ritirandosi alla rinfusa attraverso l'impervio terreno dei Vosgi e invitando a inseguirli con questa mossa i texani, sempre battaglieri come al solito, i quali vennero cos a trovarsi tagliati fuori dal grosso della loro formazione e finirono in tal modo in una trappola abilissimamente congegnata.
Lo scatto di questa trappola fu annunciato da un gigantesco tiro di sbarramento che blocc i texani in una sacca montagnosa. Li elimineremo a uno a uno, ordin Seigl spostando in avanti le sue truppe. Faremo vedere agli americani che cosa significa invadere il suolo tedesco. Regol il tiro delle sue batterie gi sistemate in precedenza e incominci a scaricare nella sacca tonnellate di esplosivi. Ai texani venuti a trovarsi senza cibo, senz'acqua, senza munizioni sufficienti, non rest che trincerarsi e assistere al restringersi sempre pi insistente di quel cerchio di fuoco.
Fu a questo punto che un giornalista americano coni per loro la tragica definizione destinata a divenire famosa: Il battaglione perduto, e nel Texas le radio rimasero costantemente accese notte e giorno. Villaggi intieri ascoltavano col cuore in gola i bollettini che descrivevano l'agonia di quei loro valorosi figli, finch dalle praterie si lev un unico disperato grido: Tirate fuori di l i nostri ragazzi! Per amor di Dio, fate qualcosa!.
Di colpo il riposo che il Due-Due-Due si stava godendo si trasform in un concitato movimento di altissima drammaticit. Un messaggero mandato direttamente dal Senato avvert il Pentagono: Fate uscire di l quei texani, altrimenti.... Il Pentagono radiotelegraf al Comando supremo delle forze d'invasione alleate: Effettuate sganciamento immediato. Priorit assoluta. Il Comando supremo inform il quartier generale di Parigi, il quale ritrasmise l'ordine al generale McLamey, comandante del settore dei Vosgi. Fu McLamey a ordinare al colonnello Mark Whipple: Dovete aprirvi un varco a qualsiasi costo e liberare quella gente. Per evitare ogni possibile malinteso arriv in volo da Parigi un altro generale, rosso in faccia come un tacchino, furibondo, il quale si mise a imprecare: Se li molliamo ci faranno passare i guai nostri. Dovete assolutamente tirarli fuori di l.
Whipple convoc immediatamente Goro Sakagawa e gli ordin: Goro, devi portarti su quel costone; ma bada: non tornare indietro senza i texani!.
Sar fatto, fu la risposta.
Stava gi per allontanarsi quando Mark Whipple gli prese la mano e gliela strinse con quell'emozione contenuta che solo i soldati nell'imminenza del combattimento conoscono. Siamo quasi al termine delle nostre fatiche, Goro. Questa azione  stata ordinata dal presidente in persona. Se ce la farai avrai finito di combattere.
Fu una missione infernale, irta di agguati. Le montagne dei
Vosgi erano avviluppate di una nebbia fitta, gelida, che rendeva la visibilit quasi nulla. Per tenersi uniti, i giapponesi della compagnia Baker dovevano marciare in fila indiana, facendo bene attenzione a non perdere di vista il tascapane del compagno che avevano davanti, se volevano evitare di smarrirsi. Dalla foresta circostante franchi tiratori nemici, annidati tra gli alberi, abbattevano un hawaiano dopo l'altro finch un giapponese, preso dalla disperazione, non si metteva a sparare all'impazzata ma senza frutto nella densa coltre di vapori. Di tanto in tanto si udiva a pochi metri il secco crepitio delle mitragliatrici. Nel frattempo per Goro aveva notato un particolare: la potenza di fuoco che sino a un'ora prima era tutta concentrata sui texani aveva adesso mutato direzione.
Per salvare il "Battaglione perduto, il Due-Due-Due dovette percorrere appena due chilometri, ma furono due chilometri infernali, e per superarli occorsero quattro interminabili giornate quasi senz'acqua e senza cibo e senza speranza di aiuti. I giapponesi subirono perdite spaventose; Goro comprese che soltanto un miracolo gli avrebbe permesso di portare in salvo i suoi due fratelli, dopo un'azione simile. Seguitava a raccomandar loro: Tenetevi vicini agli alberi, e quando vi spostate correte il pi in fretta possibile. Appena arrivate all'albero successivo giratevi di scatto e fate fuori tutti i tedeschi che possono essere rimasti alle vostre spalle.
Al termine della prima giornata la compagnia aveva guadagnato appena trecento metri, e intanto nella morsa d'acciaio i texani feriti incominciavano a morire di cancrena. L'indomani mattina i giapponesi ripresero ad avanzare un metro per volta, sempre avvolti in una nebbia gelida, tra enormi alberi coperti di musco e guglie di roccia. Quasi ogni palmo di quel terreno offriva ai fucilieri del generale Seigl un riparo ideale di cui si servivano con precisione metodica, sparando solo quando erano matematicamente sicuri di colpire il bersaglio. Il secondo giorno piovve, e i giapponesi guadagnarono duecento metri, mentre circa un centinaio di texani morivano per le ferite riportate e per nuovi tiri di sbarramento.
Intanto quella lotta mortale aveva richiamato l'attenzione di tutto il mondo: la stampa ne era affascinata quasi come se si fosse trattato di una gara sportiva. Un caporale del Minnesota, che aveva combattuto in Italia col Due-Due-Due, confid a un giornalista: Solo quegli occhi storti possono farcela!. Sui giornali di Honolulu quella frase fu censurata, ma l'intiera comunit, intuendo quali spaventosi ostacoli si ergessero contro i propri figli, pregava, dimentica di ogni distinzione di razza.
Al terzo giorno di quel pazzesco tentativo la compagnia Baker rimase stupefatta nel vedersi venire incontro la figura familiare del colonnello Whipple. Da buoni soldati sapevano qual  la regola fondamentale di ogni guerra: I tenenti guidano i plotoni all'assalto. I capitani stanno alla retroguardia a incoraggiare l'intiera compagnia. I maggiori si spostano tra i comandi e le compagnie, ma i colonnelli si guardano bene dal farsi vedere. Eppure il colonnello Whipple era l, bench fosse un colonnello di carriera, un ex cadetto di West Point, a capovolgere la regola avanzando in prima linea. Istintivamente si misero tutti sull'attenti. Quando fu arrivato accanto a Goro, Whipple disse soltanto: Ci porteremo su quel contrafforte e libereremo i texani oggi stesso.
Si trattava di un'impresa suicida, e nessuno lo sapeva meglio di lui; ma aveva ricevuto l'ordine direttamente dal Comando supremo. Non posso pretendere dai miei uomini che tornino a farsi macellare come a Cassino, aveva protestato.
Questo  peggio di Cassino, aveva ammesso il Comando supremo, ma bisogna tentare.
Al che Whipple aveva replicato: Se  cos, li vado a raggiungere. E adesso era l.
La sua presenza infuse ai giapponesi un coraggio sovrumano. Il Due-Due-Due raggiunse il costone, nonostante la micidiale resistenza dei tedeschi che sparavano sugli attaccanti a distanza ravvicinata. A un certo punto Goro si chiese suo malgrado: Ma perch vogliono da noi l'impossibile? Per salvarne dieci moriamo in venti!....
Quasi intuendo quell'attimo di smarrimento il colonnello Whipple si volse agli altri gridando: A volte bisogna anche combattere per fare un bel gesto, e non soltanto per uno scopo pratico. Avanti! Laggi ci aspettano. Ma i giapponesi non riuscivano a togliersi dalla mente il pensiero cattivo che li ossessionava: I texani sono importanti e bisogna salvarli a tutti i costi. Noi invece non contiamo, quindi possiamo essere tranquillamente sacrificati. Nessuno per disse apertamente quel che pensava, sapendo che i combattenti del Texas non dovevano dimostrare nulla, mentre loro s.
La sera del 29 ottobre le truppe giapponesi erano ancora a quattrocento metri dalla meta. Dormirono in piedi o appoggiati contro gli alberi. Le sentinelle, quando ricevevano il cambio, borbottavano: Tanto vale che resti qui con te.
All'alba un franco tiratore che si era annidato su un albero con teutonica precisione incominci a far fuoco sull'accampamento e il soldato semplice Minora Sakagawa, colpito in pieno, cadde stecchito. Goro non se ne accorse subito. Fu Scigeo a urlare: Ges! Hanno ammazzato Minora!.
Nell'udire il grido disperato del fratello, Goro accorse e vide
Minora gi morto, steso sul suolo gelato. Quel colpo fu troppo forte per lui; la sua ragione si smarr. Dalla sua gola usc un rantolo chioccio, continuo, allucinante. Gi due suoi fratelli erano morti sotto i suoi ordini, e il resto delle sue truppe sembrava irrimediabilmente condannato. Le sue mani furono scosse da un tremito convulso mentre dalla gola seguitava a uscirgli quel grido roco, meccanico, ossessivo.
Il colonnello Whipple accorse immediatamente e comprendendo che doveva agire senza esitazione gli diede un sonoro manrovescio urlandogli in faccia: Non ora, Goro!. Era una frase strana, quel "non ora, come se "dopo gli potesse essere permesso di uscire di senno, come se "dopo tutti potessero impazzire, lui compreso.
Goro arretr, smettendo di tremare. Fissando attonito il suo colonnello tent di concentrarsi sui problemi immediati del momento, ma non vi riusc. Vedeva soltanto suo fratello esanime su un letto di aghi di pino dei Vosgi. A un tratto, fulmineamente, il cervello gli si snebbi. Estrasse la pistola e afferrando Scigeo per una spalla gli ordin: Vieni. Poi ai suoi uomini url in giapponese: Avanti!, trascinandoli con la forza della disperazione verso la meta.
Gli ultimi trecento metri che li dividevano dal costone furono contesi in un disumano corpo a corpo. Scigeo, ispirato dal furore del fratello, rivel un coraggio ch'egli per primo non sapeva di possedere. Si apr un varco tra le posizioni tedesche a forza di bombe a mano, riparandosi dietro gli alberi con la sveltezza di un combattente rotto a tutte le astuzie e quando si trov davanti all'ultima difesa fu proprio lui, il pi mite, il pi tranquillo dei ragazzi Sakagawa a buttarvisi sopra con violenza demoniaca attirando su di s il fuoco concentrato del nemico, sempre lanciando bombe a mano e sparando raffiche di mitra. Uccise undici tedeschi, e quando i suoi compagni gli passarono vicini si sporse dalla postazione avversaria gridando e ridendo come un ragazzino.
Ti nomino tenente!, gli grid Whipple passando, e un ragazzo di Maui gli disse in pidgin: Gis, kraut tutti pau!.
In formazione sparsa, col tenente Goro Sakagawa in testa, i giapponesi mossero incontro ai texani. Un maggiore di Houston, un certo Burns, si fece avanti zoppicando e tent di mettersi sull'attenti, ma era troppo emozionato e prima di arrivare sino a Goro cadde riverso. Subito per si mise in ginocchio ed esclam: Sia lodato il cielo! Siete della formazione gialla, voi?.
Siamo giapponesi, gli rispose secco Goro. Si chin per aiutare il texano ad alzarsi e solo allora si accorse che era pi alto di lui di almeno trenta centimetri. Bench affamati e malridotti, tutti
quei texani erano uomini giganteschi, e a Goro parve ingiusto, indecoroso, che a salvarli fosse stato un pugno di piccoli mangiatori di riso.
Suo malgrado, perch era un uomo molto valoroso e aveva mantenuto in vita le proprie truppe quasi esclusivamente grazie alla sua forza di carattere non comune, il maggiore Burns scoppi a piangere, ma subito se ne vergogn e morsicandosi le labbra a sangue chiese: Avreste un po' d'acqua per i miei uomini?. Si volse quindi al suo reparto gridando: Date un caldo saluto a questi gialli.
Goro lo afferr rozzamente per un braccio urlandogli in un improvviso empito di collera: La smetta di chiamarci gialli!.
Goro!, tuon il colonnello Whipple.
Signors!. Non ricordava gi pi quello che aveva detto.
Va bene, va bene, brontol Whipple. Si scende.
Le truppe giapponesi si disposero su due file a copertura della sacca, e mentre i giganti texani tornavano finalmente alla libert tra quelle due ali di ometti gialli, alcuni di loro incominciarono a ridere. Ben presto tutta la sacca fu scossa da un'eco di allegre risate, e i texani si misero a baciare e abbracciare i loro salvatori sollevandoli di peso a mezz'aria e gridando: Caspita, ne avete avuto del fegato! Noi ci eravamo gi dati per cotti.
Ma il tenente Sakagawa non si un a quelle risate. Guardava i suoi uomini e calcolava che di milleduecento giapponesi mandati a espugnare il costone, almeno due terzi erano morti o gravemente feriti. Era uno scotto troppo duro da pagare, e lui ci aveva rimesso anche suo fratello Minora. "Perch abbiamo dovuto sacrificare tanti poveri ragazzi per salvare pochi omoni grandi e grossi?, mormor tra s. Per liberare trecentoquarantuno texani erano stati immolati ottocento giapponesi. Sforzandosi di dominarsi incominci a fare un rapido conto dei suoi soldati e si accorse cos che dei centottantatr uomini sbarcati con lui a Salerno nel settembre del 1943, sette soltanto facevano ancora parte della compagnia. Gli altri centosettantasei erano morti o feriti.
In quella Scigeo lo raggiunse per informarlo che il colonnello Whipple lo aveva promosso sul campo di battaglia, il pi ambito trionfo per un soldato. Con gli occhi che gli sfavillavano il ragazzo grid: Goro, questa volta credo che gliel'abbiamo proprio fatta vedere a tutti quanti!. Ma Goro, seguitando a contare i morti, si chiese: "Che cosa pretendono ancora da noi?. Capiva di essere prossimo a un collasso mentale, non riusciva pi a fermare il proprio pensiero, ma un caso inatteso lo salv. Un ufficiale medico texano, il cui cervello era stato sconvolto da tre granate che gli erano
esplose vicinissime mentre tentava di amputare una gamba sfracellata, colto da un attacco di follia incominci a passare da un giapponese all'altro farfugliando: Quale maggior prova d'amore del sacrificare la vita per il proprio fratello?.
Il maggiore Burns lo intese e si mise a sbraitare: Eccolo che ricomincia, quell'imbecille! Perdiana, fatelo tacere!.
Ma l'ufficiale medico era gi arrivato a Goro e imperterrito seguit: Eh, s, tenente,  proprio vero! Quale maggior prova d'amore di questa: farsi massacrare per salvare un sacco di m... come il maggiore Burns?. In preda a una crisi isterica sempre pi violenta si volse quindi al maggiore urlando come un indemoniato: Ti odio! Ti odio!  colpa tua se siamo finiti in quella trappola schifosa; pazzo, idiota, animale!.
Quasi a malincuore il maggiore Burns, saltellando sulla gamba sana, sferr un diretto che mand l'ufficiale medico a gambe levate. Ci ha dato pi noie dei tedeschi, borbott in tono di scusa. Uno di voialtri mi faccia il piacere di portarlo via.
Immediatamente Goro si chin a raccogliere l'ufficiale medico, subito imitato da un gigantesco texano. Il curioso terzetto incominci cos a discendere il costone insanguinato, ma quand'erano ormai quasi in salvo l'ultimo furioso tiro di sbarramento del generale Seigl li invest e due granate esplosero addosso al colonnello Mark Whipple uccidendolo sul colpo. A quella vista il sistema nervoso di Goro cedette definitivamente.
Il tremito che lo aveva preso alla morte di Minoru torn a scuotergli le mani; la sua testa si agitava furiosamente, come se fosse stato colto da una crisi epilettica; gli occhi gli si erano fatti vacui, fissi. Poi incominci a urlare istericamente e le sue urla dapprima insensate divennero voce, parole. Non mi chiamate giallo!, sbraitava. Texani della malora, non chiamatemi occhi storti!. Sopraffatto da una furia cieca si avvent sugli uomini che aveva appena salvati. Un soldato di Dallas lo prese dolcemente per una mano, come se fosse stato un bambino, e faceva spavento e piet insieme vederlo divincolarsi selvaggiamente nel vano tentativo di liberarsi dalla salda stretta di quel gigante biondo. A questo punto Scigeo comprese che doveva assumere lui il comando della situazione. Immobilizz le braccia del fratello e quando questi mostr di volersi ribellare anche a lui gli moll un destro alla mascella che
lo lasci secco.
Un attimo pi tardi Goro scoppiava in un pianto convulso. Immediatamente due uomini del suo reparto gli buttarono addosso una coperta per sottrarlo alla vista degli altri e amorosamente lo condussero via.
Quando, arrivati ai piedi delle colline, passarono davanti a un avamposto del loro battaglione, un giovane tenente di Princeton che faceva parte della compagnia Able domand: Chi c' sotto quella coperta?.
Il tenente Sakagawa, rispose Scigeo.
Non  quello che ha salvato i texani?.
E chi altri pu essere?, ribatt Scig.
Mentre quello strano corteo di feriti, di semipazzi, di affamati, di dilaniati dalla guerra procedeva lentamente innanzi, l'ex studente di Princeton, osservando i piedi di Goro Sakagawa che avanzavano movendosi meccanicamente mormor: Quello  un americano.
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Note. (1) Il "cuore vermiglio (Purple Hearth),  una importante decorazione al valore americana. (N.d.T.).
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FINE Parte 7.